Amianto : Sentenze

Maxi processo Eternit, Cassazione annulla sentenza Corte d’appello per problema di traduzione

Gli ermellini hanno stabilito che i giudici piemontesi dovranno tradurre la sentenza in una lingua nota all’imputato (in questo caso il tedesco)

È’ stata annullata dalla Cassazione per un problema di traduzione la sentenza con cui la Corte di appello di Torino, il 17 aprile 2025, condannò l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny a nove anni e sei mesi di reclusione per le morti provocate dall’amianto lavorato dalla Eternit a Casale Monferrato (Alessandria).

Gli ermellini hanno stabilito che i giudici piemontesi dovranno tradurre la sentenza in una lingua nota all’imputato (in questo caso il tedesco). Il processo è uno di quelli scaturiti dalla maxi-inchiesta sulla Eternit avviata dalla procura di Torino nel 2004.

Nel primo era stato contestato il disastro ambientale ma nel 2015 il reato fu dichiarato prescritto dalla Suprema Corte.

In questo filone Schmidheiny è stato giudicato colpevole, in appello, di omicidio colposo, a fronte di una richiesta di condanna per omicidio con dolo eventuale.

L’imputato è assistito dall’avvocato Astolfo Di Amato, che potrà nuovamente ricorrere in Cassazione sul merito.

L’imprenditore, che aveva gestito lo stabilimento Eternit di Casale dal 1976 al 1986, era accusato di omicidio colposo plurimo aggravato per la morte di 91 persone, a fronte delle 392 vittime contestate in primo grado.

Parte civile: siamo amareggiati da allungamento dei tempi

“Prendiamo atto di questa decisione della Cassazione, di cui siamo rammaricati perché, significa perdere altro tempo prezioso e con la prescrizione altri casi contestati cadranno nel frattempo – afferma all’Adnkronos l’avvocata Laura D’Amico, storico legale di parte civile in tutte le vicende processuali riguardanti l’Eternit – La vicenda Eternit è tragica, sia sul piano dei fatti, per le migliaia di morti, sia sul piano processuale”.

Eternit bis, l’industriale Schmidheiny condannato a 12 anni

La sentenza al processo per la morte di 392 persone esposte all’amianto nel territorio di Casale Monferrato

7 giugno 2023

L’industriale svizzero Stephan Schmidheiny è stato condannato a 12 anni di carcere per le morti legate all’amianto, il reato è stato derubricato da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio colposo. Questa la sentenza in Corte d’Assise a Novara del processo Eternit bis per la morte di 392 persone vittime dell’esposizione al minerale nel territorio di Casale Monferrato. Schmidheiny è stato condannato anche a pagare 50 milioni di euro di risarcimento al Comune di Casale, 30 milioni allo Stato italiano e centinaia di milioni ai familiari delle vittime.