Nel 2026, la giurisprudenza italiana sull’amianto ha prodotto sentenze cruciali che ampliano la tutela delle vittime e chiariscono le responsabilità penali e previdenziali.
Ecco i principali filoni delle sentenze emesse nei primi mesi del 2026:
Responsabilità Penale e Appalti
La Corte di Cassazione ha rafforzato i doveri di sicurezza nei cantieri, stabilendo che la semplice nomina di un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) non esonera il datore di lavoro dalle proprie responsabilità.
- Sentenza n. 5757 del 12 febbraio 2026: La Cassazione ha ribadito che il committente ha l’obbligo di fornire informazioni dettagliate sui rischi specifici dell’amianto agli appaltatori. Tale dovere rimane in capo a chi esercita poteri effettivi di decisione, e la redazione del DUVRI non basta a sollevare i vertici da colpe penali in caso di omessa informazione.
- Caso Montefibre (Sentenza 15 dicembre 2025, pubblicata nel 2026): La Cassazione ha annullato parzialmente l’assoluzione di un direttore di stabilimento per morti da amianto, richiamando gli “obblighi positivi di tutela della vita” previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
- Vittime del Dovere e Militari
- Una serie di pronunce ha esteso il riconoscimento dello status di “Vittima del Dovere” a nuove categorie di operatori esposti.
- Caso Guardia di Finanza (23 aprile 2026): La Cassazione ha riconosciuto come vittima del dovere un finanziere di mare esposto per 30 anni all’amianto nelle motovedette, stabilendo un risarcimento di oltre 390.000 euro. Si tratta del primo caso storico per questa specifica categoria.
- Diritti agli Orfani (aprile 2026): Diverse sentenze hanno garantito i benefici previdenziali ai figli di militari deceduti (come nel caso dell’Aeronautica Militare a Napoli), anche se non erano a carico al momento del decesso del genitore
- Questioni Previdenziali e Prescrizione
- Sul fronte dei benefici contributivi e delle pensioni, le sentenze del 2026 offrono maggiori garanzie procedurali ai lavoratori.
- Prescrizione non rilevabile d’ufficio (Sentenza n. 9006 del 10 aprile 2026): La Cassazione ha chiarito che il giudice non può dichiarare d’ufficio la prescrizione del diritto alla rivalutazione contributiva se l’INPS non solleva esplicitamente l’eccezione.
- Tetto dei contributi (Sentenza n. 1340 del 21 gennaio 2026): La Corte ha stabilito che la rivalutazione per esposizione all’amianto non può comunque superare il limite strutturale delle 2080 settimane utili per il calcolo della pensione.
- Malattie Professionali e Nesso Causale
- Nesso Causale (Sentenza n. 6079 del 13 febbraio 2026): Confermata la responsabilità per mesotelioma e tumori multifattoriali quando la storia lavorativa e i criteri diagnostici dimostrano univocamente la correlazione con l’amianto.
- Lavorazioni non tabellate (Sentenza n. 2387 del 4 febbraio 2026): In alcuni casi restrittivi, la Cassazione ha negato il riconoscimento di “malattia professionale” se la specifica lavorazione non rientra in quelle previste per legge, costringendo il lavoratore a ricorrere ad altre tutele
- come “la causa di servizio”