Tutti gli articoli di Maurizio Barsella
1 febbraio 2022
Più di 3,3 morti al giorno, strage senza fine sul lavoro
Striscia di Sangue. Nei dati Inail sul 2021 mancano i caduti per Covid di fine anno. Più 13% in agricoltura. Orlando: presto altri 1.250 nuovi ispettori
Un lavoratore piange un collega morto sul lavoro
Venezia operaio di 50 anni ha perso la vita cadendo da una impalcatura all’interno della azienda Ecoprogetto.
Castiglione delle Stiviere(Mantova) operaio di 56 anni ha perso la vita quando il mezzo agricolo con cui stava lavorando si è rovesciato rimanendo schiacciato
Sora(Frosinone) operaio di 58 anni ha perso la vita colpito da una lastra di metallo volata per il forte vento all’interno della ditta Sider che si occupa di recupero materiali.
26 gennaio 2022
Vittorio Veneto(Treviso)un operaio agricolo di 60 anni ha perso la vita schiacciato sotto il proprio trattore.
27 gennaio 2022
Acate(Ragusa)operaio agricolo di 38 anni ha perso la vita annegando all’interno di una vasca per la raccolta delle acque.
28 gennaio 2022
Milano operaio edile di 57 anni ha perso la vita incastrato tra il cestello elevatore sul quale si trovava e lo stipite di una porta.
28 Gennaio 2022
Amianto all’Isochimica di Avellino, quattro condanne a 10 anni ai vertici F.S.
Quattro condanne a dieci anni di reclusione e ventidue assoluzioni. È questo il verdetto di primo grado pronunciato dopo cinque ore di Camera di consiglio dai giudici del Tribunale di Avellino sull’Isochimica, la fabbrica del capoluogo irpino nella quale per quasi dieci anni, a partire dalle fine degli anni Settanta, venivano bonificate dall’amianto le carrozza ferroviarie su commesse delle Ferrovie dello Stato. Il collegio giudicante ha condannato a dieci anni di reclusione il responsabile della sicurezza di Isochimica, Vincenzo Izzo, e il suo vice, Pasquale De Luca; Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, funzionari di Ferrovie dello Stato.
Disposta anche una provvisionale di 50mila euro per ognuna delle famiglie dei 33 ex operai deceduti per patologie correlate alla prolungata esposizione all’amianto.
La pena corrisponde alla richiesta fatta dalla pubblica accusa rappresentata dal sostituto procuratore di Avellino, Roberto Patscot, per i reati di disastro doloso, omicidio colposo, lesioni personali e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Assolti per non aver commesso il fatto gli altri imputati che dovevano rispondere di concorso in disastro colposo per omissione di atti di ufficio. Tra questi due ex sindaci di Avellino, Giuseppe Galasso e Paolo Foti.
Il processo, durato quasi sei anni, si è svolto nell’aula bunker del carcere di Poggioreale di Napoli a causa della mancanza di spazi adeguati a disposizione del tribunale di Avellino.
«La condanna dei principali imputati, tra cui Ferrovie dello Stato che deve risarcire le parti civili e i lavoratori dell’attività di scoibentazione delle carrozze ferroviarie dall’amianto, senza la dovuta sicurezza e sistemi di tutela che hanno determinato danni umani e ambientali da malattie asbesto correlate e quindi morte tra i dipendenti. Il riconoscimento del danno procurato ai lavoratori è un dato storico e importante per il territorio e per la città Avellino». Così in una nota il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e il segretario generale della Cgil Avellino, Franco Fiordellisi commentano la sentenza. «La Cgil – ricordano Ricci e Fiordellisi – in questi procedimenti si costituisce parte civile. Il giudizio, con condanna, evidenzia lo scempio contro i lavoratori, le persone e l’ambiente. È dunque un momento importante e storico per tutti coloro che da anni combattono contro la sottovalutazione dell’importanza della prevenzione nei luoghi di lavoro e per l’esposizione all’amianto. Dopo quasi 40 anni di battaglie e di aggressioni al territorio, insieme ai lavoratori, alle famiglie dei lavoratori deceduti, alle associazioni, questa sentenza segna un punto importante».CONDIVIDI:
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26 gennaio 2022
Torino un operaio edile di 43 anni ha perso la vita rimanendo schiacciato con la testa contro la sporgenza del sottotetto manovrando il cestello elevatore
25 gennaio 2022
Bibbiena(AR) un operaio di 52 anni ha perso la vita incastrato in una tramoggia ,mentre lavorava in un impianto di produzione di materiale edilizio.
Tires(BZ)un boscaiolo ha perso la vita travolto da un tronco di albero mentre lavorava sui monti di Tires

23 gennaio 2022
Lorica (CS) un tecnico di 58 anni ha perso la vita travolto da una cabina di un impianto sciistico mentre si accingeva a fare operazioni di manutenzione.
21 gennaio 2022
Pavia di Udine(UD) uno studente di 18 anni ha la vita durante uno stage lavoro scuola all’interno di un capannone industriale .una trave di acciaio sganciatasi da una gru lo ha travolto uccidendolo
Pomezia(Roma) un operaio di 64 anni ha perso la vita cadendo dal tetto di una cella frigorifera alta 5 metri.
morì per l’ esposizione all’amianto corte appello firenze 20 20220
I giudici della Corte di Appello di Firenze hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Pistoia che aveva respinto la richiesta di indennità all’INAIL di Susanna Vannucci, moglie dell’autotrasportatore Emilio Corbo, originario di Pistoia, deceduto nel luglio 2012 a soli 62 anni dopo atroci sofferenze per un mesotelioma da esposizione ad amianto.
Nel luglio del 2013 la donna, rimasta vedova con un figlio, Niklas, all’epoca 28enne, aveva fatto domanda amministrativa all’Inail che veniva respinta con la motivazione dell’assenza del nesso causale tra l’attività del coniuge e il mesotelioma. L’istituto ha addirittura ipotizzato che le fibre inalate dall’autotrasportatore che hanno causato la malattia, potessero essere state respirate nella sua abitazione dove era presente una stufa le cui tubature erano in asbesto.
Il presidente dell’Osservatorio nel ricorso presentato alla sezione lavoro della Corte di Appello del capoluogo toscano ha invece sottolineato e provato che il 62enne si è ammalato di mesotelioma ed è deceduto in seguito all’esposizione all’amianto presente nei componenti dei veicoli che ha guidato in qualità di autotrasportatore/artigiano per il periodo dal 1979 al 2009. Non solo, la vittima, del tutto ignara, ha anche usato guanti in amianto per ispezionare freni e motori e per proteggersi dal calore.
Per questo la Corte di Appello ha condannato l’Inail al pagamento in favore della vedova della rendita per i superstiti e del Fondo Vittime Amianto, l’importo degli arretrati che sarà corrisposto ammonterà a circa 240 mila euro, a cui si aggiungerà la rendita mensile di reversibilità di circa 1800 euro che percepirà per tutto il resto della sua vita. Inoltre è stato liquidato anche l’assegno funerario. Su tutte le somme dovranno essere corrisposti anche gli interessi legali.