Incidente sul lavoro a Scarmagno: operaio precipita da un tetto, è grave
Incidente sul lavoro in via Foghino a Scarmagno all’ora di pranzo di oggi, venerdì 14 ottobre 2022. Un operaio edile italiano, 66enne di Piossasco, che stava lavorando sul tetto di un edificio in ristrutturazione dell’ex Società Operaia è precipitato schiantandosi al suolo, all’interno del cantiere, da un’altezza di quattro metri. Sul posto sono intervenuti i sanitari con l’elicottero, che lo ha trasportato all’ospedale Cto di Torino, i vigili del fuoco di Ivrea, Castellamonte e della squadra speleo-alpino-fluviale di Torino, i carabinieri della stazione di Strambino e gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4, a cui competono le indagini su quanto accaduto. Le condizioni dell’uomo sono molto gravi per i traumi cranico, toracico e vertebrale e diverse fratture che ha riportato: la prognosi è riservata. Il ferito è parente dell’impresario edile che sta costruendo il palazzo.
Tragedia sul lavoro nel Foggiano: giovane operaio precipita da una pala eolica e muore
L’uomo, 37enne originario di Cerignola, stava eseguendo delle attività di manutenzione ad Ordona. Per lui non c’è stato nulla da fare
Tragedia sul lavoro, a Ordona, nel Foggiano, dove un operaio è morto dopo essere precipitato da una pala eolica sulla quale stava effettuando dei lavori di manutenzione. Il fatto è successo nel primo pomeriggio di oggi. Nulla da fare per l’uomo, 37enne originario di Cerignola: è morto sul colpo.
Sul posto, insieme ai sanitari del 118, sono intervenuto i sanitari del 118, che non hanno potuto fare che dichiarare il decesso dell’uomo. Accertamenti in corso da parte degli ispettori dello Spesal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl di Foggia e dei carabinieri. Ancora da accertare l’esatta dinamica dell’incidente: due le ipotesi al vaglio, ovvero la caduta accidentale dell’uomo dalla pala o l’impatto con una pesante catena caduta dall’alto .
Il Sindacato generale di base accoglie il nuovo progetto di RetiAmbiente e Belvedere Spa, chiedendo che anche l’amianto di Chianni venga smaltito lì
PECCIOLI — “Perché non utilizzare il nuovo vetrificatore per smaltire l’amianto, anziché seppellirlo nella discarica della Grillaia?”. È questa la domanda posta dal Sindacato generale di base, che ha individuato nel futuro impianto frutto della sinergia tra RetiAmbiente e Belvedere Spa il possibile approdo dell’amianto conferito alla Grillaia.
“RetiAmbiente ha ufficializzato che nel 2026 nascerà a Peccioli un avanzatissimo impianto di vetrificazione che permetterà di deviare dall’interramento in discarica e dall’incenerimento circa 150mila tonnellate di rifiuti all’anno – hanno ricordato dal sindacato – come Sindacato di base ci chiediamo, allora, perché non utilizzare questo innovativo impianto per vetrificare anche l’amianto, anziché seppellirlo nella discarica della Grillaia?”
Perché si vuole distruggere un’area come quella di Chianni, votata all’agricoltura biologica, alle coltivazioni e al turismo lento? – hanno domandato – perché si preferisce una soluzione che rimanda il problema alle generazioni future e invece non ci si affida a una tecnologia più avanzata che permetterebbe, finalmente, di chiudere la storia infinita e deleteria dell’amianto?”.
La critica, poi, si sposta verso la Regione. “Ci sembra proprio che in Toscana la mano destra non sappia cosa fa la sinistra, con la Regione che da una parte autorizza la riapertura della Grillaia e dall’altra parte, a livello di Ato, si progetta un vetrificatore mettendo al lavoro 25 professionisti che prepareranno il progetto. Il nostro invito è a essere coerenti, per far sì che concetti come economia circolare e difesa del territorio non siano usati solo per fare propaganda”.
La Corte d’Appello di Napoli ha riconosciuto il diritto di sei lavoratori alla rivalutazione del periodo contributivo in virtù dell’esposizione prolungata al materiale cancerogeno
La Corte d’Appello di Napoli ha riconosciuto il beneficio pensionistico ad alcuni lavoratori marittimi isolani esposti all’amianto. Tale materiale, come è noto, è ormai da trent’anni ufficialmente riconosciuto come cancerogeno, pur essendo stato utilizzato per decenni in svariati settori, compresa la cantieristica navale, mettendo quindi in serio rischio la salute di tantissimi lavoratori. Con una importante sentenza, i giudici della Sezione riservata alle controversie di lavoro, di previdenza e di assistenza, hanno accolto il ricorso di sei lavoratori, rappresentati e difesi dall’avvocato Carmine Passaro, i quali chiedevano che venisse dichiarato il proprio diritto al beneficio in questione ai sensi dell’art. 13 della legge n. 257/92, con la condanna dell’Inps alla rivalutazione del periodo contributivo e alla erogazione delle prestazioni previdenziali conseguenti, mediante ricalcolo dell’ammontare della pensione oppure riconoscimento del trattamento di quiescenza spettante. In primo grado il tribunale aveva rigettato il ricorso, che invece in appello è stato accolto per sei lavoratori sui dieci che avevano impugnato la decisione.
La questione era essenzialmente basata sulla successione delle normative applicabili, cioè l’articolo 13 comma 8 della legge 257/1992, e la disciplina successiva stabilita dalla legge 326/2003, e sul diritto dei lavoratori a poter beneficiare di tali normative. La prima prevedeva che “per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni l’intero periodo lavorativo soggetto all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto gestita dall’Inail è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,5”, mentre la seconda legge ha riformato la disciplina, stabilendo che per l’oggetto della prestazione previdenziale, il coefficiente di rivalutazione dei contributi passa da 1,5 a 1,25 e la rivalutazione incide solo sulla misura della pensione e non sui requisiti per conseguirla; sono inoltre mutati i requisiti per ottenere il beneficio (periodo non inferiore a dieci anni di esposizione all’amianto in concentrazione media annuale non inferiore a 100 fibre /litro come valore medio su otto ore al giorno), ed è cambiato anche il procedimento amministrativo, in quanto è prevista una domanda da presentare entro un termine di decadenza all’Inail (180 giorni dalla pubblicazione ufficiale del decreto), che ha la funzione di accertare e certificare la sussistenza e la durata dell’esposizione.
In base alla legge 326/2003 per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni l’intero periodo lavorativo soggetto all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto gestita dall’Inail è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,25
La Corte d’Appello ha tenuto però a sottolineare che con la legge di conversione è stata espressamente fatta salva l’applicazione della disciplina dettata dall’articolo 13 comma 8 della legge 257/1992 per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore della nuova disciplina (dunque il 2 ottobre 2003), il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, oltre a coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscano dei trattamenti di mobilità, o che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento, o ancora per coloro che abbiano avanzato domanda di riconoscimento all’Inail od ottenuto sentenza favorevoli per cause avviate entro la medesima data.
Incidente sul lavoro: uomo muore schiacciato da un bus nel Frusinate
La tragedia sul lavoro questa mattina nel sud della provincia di Frosinone. Sequestrata l’intera area. Si lavora per ricostruire la dinamica
Con il passare delle ore emergono nuovi dettagli della morte assurda di questa mattina avvenuta a Pignataro Interamna (Frosinone). A perdere la vita schiacciato da un autobus è stato Mario Maini, un operaio specializzato di 57anni residente sempre nel sud della provincia ciociara ad Esperia.
Una notizia che ha sconvolto la cittadina e tutti coloro che lo conoscevano. La famiglia Maini è molto conosciuta soprattutto nella frazione di Badia. I carabinieri e la Procura di Cassino con il magistrato dott.ssa Chiara D’Orefice stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica del drammatico incidente sul lavoro.
Operaio muore schiacciato da rete metallica, lavorava in cantiere post terremoto
Aveva 32 anni. I soccorsi sono stati inutili. Ferito il collega che si trovava con lui al momento dell’incidente
Un morto e un ferito. E’ il bilancio dell’incidente sul lavoro avvenuto oggi, 12 ottobre 2022, in un cantiere a Colle d’Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) per la ricostruzione post terremoto 2016.
Secondo una prima ricostruzione, i due stavano collocando una rete di contenimento metallica su un costone quando sono precipitati. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Allertata anche l’eliambulanza. Per uno dei due operai – rimasto schiacciato da una parte di rete – era però troppo tardi. Ferito in modo non grave il collega. La vittima aveva 32 anni.
I due lavoravano per conto di una ditta impegnata in un lavoro di messa in sicurezza e riduzione del rischio geologico della strada provinciale di Colle d’Arquata dopo il terremoto. Nell’area ci sono vari cantieri aperti, anche per la ricostruzione post sisma.
A Sanremo morto un operaio nel cantiere della linea ferroviaria
Il lavoratore era alla guida di un treno il cui locomotore ha avuto un guasto e un principio d’incendio
GENOVA – Un altro morto sul lavoro, questa notte, a Sanremo. Un operaio di una ditta appaltatrice esterna a Rfi, impegnata in un cantiere notturno per la manutenzione della linea ferroviaria tra Taggia e Ventimiglia, ha perso la vita nella stazione sotterranea di Sanremo a causa del guasto, con principio d’incendio, al locomotore di un trenocantiere di cui era alla guida.
A Portici operaio muore precipitando dal terzo piano
L’uomo aveva 59 anni ed è caduto mentre stava sistemando una guaina di copertura di un edificio
NAPOLI – “A 24 ore dalla Giornata nazionale sulle morti sul lavoro, in Campania registriamo l’ennesima vittima sul lavoro in edilizia. L’ennesima tragedia, l’ennesimo rimpianto su cosa si poteva, si può e si deve fare per fermare questa strage senza fine“. Così in una nota, il segretario generale Fillea Cgil Napoli, Giuseppe Mele, commentando l’incidente sul lavoro che è costato la vita ad un operaio edile di 59 anni a Portici, nel napoletano.
Le cause dell’incidente sono ancora da accertare: l’indagine è affidata ai carabinieri della locale stazione. L’uomo è precipitato dal tetto di un palazzo di tre piani mentre era intento a sistemare una guaina di copertura. A dare l’allarme gli abitanti del centro storico della città alle porte di Napoli.
Morti per amianto in Firema: pm, assoluzione per ex vertici
La Procura alza bandiera bianca: “Manca la prova per condanna”
(ANSA) – CASERTA, 03 OTT – Non ci sarà probabilmente nessun colpevole per i 19 lavoratori morti e gli 82 malati per esposizione all’amianto alla Firema, storica azienda di Caserta – oggi denominata Tfa dopo l’acquisizione nel 2015 da parte degli indiani di Titagarh – che produce carrozze ferroviarie.
Il sostituto della Procura di Santa Maria Capua Vetere Giacomo Urbano ha infatti chiesto l’assoluzione per mancanza di prove per sette ex dirigenti della Firema imputati per omicidio e lesioni colpose, ovvero per gli ex amministratori delegati Mario Fiore e Giovanni Fiore e per gli alti ex dirigenti Enzo Ianuario, Maurizio Russo, Giovanni Iardino, Giuseppe Ricci e Carlo Regazzoni.
Ricci e Russo erano già usciti indenni per assoluzione dal primo processo, in cui la Procura aveva contestato il reato più lieve di rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Poi l’ufficio inquirente aveva aperto una seconda indagine per omicidio colposo, indagando altri amministratori succedutisi negli anni, e percorrendo una strada simile a quella della Procura di Torino in relazione alla vicenda dell’Eternit, dove il proprietario dell’azienda, l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, era stato salvato in Cassazione dalla prescrizione dopo essere stato condannato in primo e secondo grado a 16 e 18 anni per disastro colposo in relazione a decine di decessi per amianto; l’ufficio inquirente aveva così deciso di aprire un nuovo fascicolo a carico di Schmidheiny per omicidio doloso (poi derubricato in delitto colposo), sfruttando anche una sentenza della Corte Costituzionale del 2016, che aveva dichiarato l’imprenditore processabile nuovamente senza che venisse violato il principio giuridico del “ne bis in idem”. A Santa Maria Capua Vetere le testimonianze dei lavoratori malati non sono state però precise né ritenute rilevanti; troppo il tempo passato dai fatti, antecedenti al 1990 quando l’amianto fu eliminato dall’azienda, così molti ex dipendenti non ricordavano. Si torna in aula a metà ottobre. (ANSA).
Incidenti sul lavoro, quasi 3 morti al giorno: 677 in primi 8 mesi 2022
Sono 677 gli incidenti mortali sul lavoro denunciati in Italia nei primi 8 mesi dell’anno con una media di quasi tre vittime al giorno, rispetto allo stesso periodo gennaio-agosto del 2021, quando le vittime furono 772, si registra dunque un calo del 12,3% secondo i dati elaborati dall’Anmil (su dati Inail) in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Complessivamente gli infortuni denunciati in Italia nel periodo gennaio-agosto sono 484.561 (+38,7%) rispetto ai 349.449 dei primi otto mesi del 2021. Le malattie professionali denunciate sono state 39.367 (+7,9%) nei primi 8 mesi del 2022 rispetto ai 36.496 dello stesso periodo del 2021.
Incidenti sul lavoro: muore schiacciato dal suo trattore nel Casertano
Un 70enne è morto schiacciato dal suo trattore a Maddaloni (Ce). L’uomo è rimasto vittima di un incidente mentre era a lavoro in un campo agricolo. Sul posto si è subito recata una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale di Caserta con i sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso
A Montespaccato “amianto nel cortile di una scuola”: esposto in procura –
La presidente del comitato di quartiere “Insieme per Montespaccato”, Valentina Furcolo, accusa il municipio XIII di non essersi mosso dopo la segnalazione
Allarme amianto nel giardino della scuola Carlo Evangelisti a Montespaccato. A lanciare l’allarme è la presidente del comitato di quartiere “Insieme per Montespaccato”, Valentina Furcolo, che il 19 maggio scorso ha inviato una segnalazione anche alla Asl Roma 1. L’azienda sanitaria – secondo il racconto di Furcolo- ha risposto invitando gli uffici del municipio XIII a predisporre “le misure idonee a evitare pericoli per la salute dei bambini”, ma nulla sarebbe stato fatto.
Il comitato si è quindi rivolto all’Osservatorio nazionale amianto, e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni che, dopo un sopralluogo, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Roma.
“Tutti devono sapere – dichiara Bonanni – che, a distanza di 30 anni dalla legge 257 che lo ha messo al bando, le scuole in cui giocano e studiano i nostri figli sono ancora piene di amianto. L’asbesto è altamente cancerogeno, può causare il mesotelioma, ma anche altri gravissimi tumori: al polmone, alla faringe, alla laringe, alle ovaie e al colon. Esporre addirittura i bambini a questo pericoloso minerale è un crimine! Ancora di più se, come in questo caso, altamente deteriorato perché il cemento perde la sua capacità aggrappante e le fibre killer sono più libere di disperdersi nell’aria. Solo dopo il sopralluogo dell’ONA la scuola ha disposto la sospensione delle uscite in cortile e anche il divieto di passaggio e il manufatto è stato isolato impropriamente con del nastro bianco e rosso. Misure tardive e, per quanto riguarda il nastro, soprattutto inutili perché – spiega Bonanni: “non è stato posizionato neanche un telo protettivo che in qualche modo potesse bloccare la dispersione delle fibre”.