Archivi categoria: Senza categoria

Amianto : OGR Bologna

Amianto, ennesima morte bianca a Bologna

Si tratta di Guido Menghini, deceduto ieri ad 82 anni. Era stato dipendente delle Ogr, le Officine Grandi riparazioni di Bologna nelle quali si è lavorato per decenni a contatto con l’amianto e con materiali cancerogeni

BOLOGNA – Ennesima morte bianca per un dipendente delle Ogr, le Officine Grandi riparazioni di Bologna nelle quali si è lavorato per decenni a contatto con l’amianto e con materiali cancerogeni. Si tratta di Guido Menghini, assunto in Ogr nel 1970, con diagnosi mesotelioma pleurico del 4 febbraio dello scorso anno e purtroppo deceduto ieri ad 82 anni. Menghini in OGR faceva il falegname, adatto agli arredi delle carrozze e poi tappezziere, viene distaccato al Dopolavoro Ferroviario. La rabbia, scrive Salvatore Fais di Afeva Emilia-Romagna, esplode ogni volta che si rinnova puntualmente a ogni morte di colleghi a causa dell’amianto.

15 Agosto 2022

Incidenti: torna da lavoro in moto, muore carabiniere 41enne

Scontro con auto a Barletta dopo turno di notte

(ANSA) – BARI, 15 AGO – Un carabiniere 41enne è morto questa mattina in un incidente stradale a Barletta.

Il militare stava tornando a casa in moto, dopo un turno di lavoro notturno a Manfredonia (Foggia).

A quanto si apprende la sua moto si è scontrata, per cause da accertare, contro un’auto. La Procura di Trani sta coordinando le indagini per accertare la dinamica dell’incidente. (ANSA).

Morire andando al lavoro: una strage (quasi) quotidiana

Nei primi sei mesi del 2022 sono aumentati i decessi avvenuti nel tragitto tra casa e lavoro, mentre sono in calo quelli avvenuti durante le attività lavorative.

Si chiama infortunio in itinere e nei primi sei mesi del 2022 ha causato 121 decessi, una media di due vittime ogni tre giorni per quella che è quasi una strage quotidiana. Tra i morti sul lavoro registrati quest’anno c’è stato un forte incremento degli incidenti letali avvenuti nel tragitto di andato o ritorno tra casa e lavoro. Secondo i dati provvisori dell’Inail, dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 c’è stato un aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, dei soli casi in itinere, passati da 94 a 121.
   

28 Luglio 2022

Si taglia con l’accetta, muore operaio

La vittima un 18enne di Alà dei Sardi. Era al lavoro in una sughereta a Santu Lussurgiu

Stava tagliando il sughero da un albero quando si è colpito con l’accetta ed è morto dissanguato: ancora un incidente sul lavoro, stavolta in un cantiere forestale. La vittima un operaio di 18 anni di Alà dei Sardi. La tragedia Tra Santu Lussurgiu e San Leonardo, a Badd’e Pedrosa.

26 Luglio 2022

Incidenti lavoro: morto operaio folgorato nel Lecchese

In un’azienda di Annone Brianza, deceduto al Manzoni

ANSA) – LECCO, 26 LUG – E’ deceduto poco dopo il suo arrivo in ospedale a Lecco, l’operaio 51enne, residente a Oggiono (Lecco) folgorato in un’azienda di Annone Brianza (Lecco) nel tardo pomeriggio.


    Poco prima della chiusura del turno della giornata, l’elettricista che stava lavorando su un impianto della ditta brianzola, è rimasto folgorato ed è stato soccorso in arresto cardiaco dai medici giunti dall’ospedale di Lecco.


    L’operaio è stato subito soccorso dall’equipe medica giunta sul piazzale dell’azienda brianzola, trasportato d’urgenza all’ospedale Manzoni di Lecco, dove è morto poco dopo il suo arrivo. Sull’infortunio mortale è stata aperta un’inchiesta, affidata ai carabinieri, mentre i tecnici Ats stanno verificando se erano state adottate le misure di sicurezza. (ANSA).

Operaio cade e muore mentre monta finestra nel Genovese

Operaio cade dal terzo piano e muore © ANSA

Un serramentista di circa 60 anni è morto nel pomeriggio a Lumarzo, nell’entroterra di Genova, dopo essere precipitato dal terzo piano mentre montava una finestra.


    Sul posto sono intervenuti il personale del 118, con l’automedica, e i vigili del fuoco con l’elicottero.

L’uomo, Tiziano Rovegno, è caduto da circa sei metri di altezza davanti agli occhi del figlio presente con un’altra ditta. Le indagini sono affidate agli ispettori della Asl e ai carabinieri per capire quanto successo. Rovegno oltre al figlio lascia la moglie e un’altra figlia.

Amianto in Spiaggia

Ex esposti amianto. “5 vele a Cabras ? Premio non meritato”

26 Giugno 2022

L’associazione regionale ex esposti amianto della Sardegna interviene nel dibattito sull’assegnazione delle 5 vele al Comune di Cabras. “Vogliamo ricordare che nelle spiagge di Funtana Meiga e San Giovanni del Sinis esistono grandi quantità della fibra killer. Di conseguenza, pensiamo che le modalità di valutazione con cui vengono assegnati i premi in materia di mare, arenili e ambiente siano legate solo a sponsorizzazioni, come fatto notare anche da testate giornalistiche nazionali”.

Cabras 2010

L’associazione ex esposti “ricorda che il litorale di Funtana Meiga, nel territorio del Comune di Cabras, ha presenza di amianto dal 2010, anno della prima denuncia. Oggi la fibra è ancora presente e nulla è cambiato rispetto a quando abbiamo assegnato la simbolica bandiera nera all’amministrazione”. L’associazione   contesta le modalità con cui vengono assegnati i riconoscimenti in materia ambientale da varie associazioni (nella fattispecie Legambiente). Significa che non esaminano o non conoscono le criticità del territorio premiato, come nel caso di Cabras, dove forse l’istruttoria è stata fatta a tavolino”.

AMIANTO ASSASSINO

La Spezia, addio al maresciallo Tommaso Mannucci: un’altra vittima dell’amianto

La ragione dei numerosi casi spezzini di asbestosi e mesotelioma pleurico risiede nel lavoro. Sia nel comparto civile che nel militare

La Spezia – «Con profondo dolore, salutiamo anche il maresciallo elettricista Tommaso Mannucci. È la nostra ennesima vittima dell’amianto. È l’ennesima vittima innocente di una tragedia ignorata colpevolmente per anni. E ancora oggi sottovalutata da molti».

Pietro Serarcangeli, fondatore e presidente dell’associazione spezzina Afea, ancora una volta è stato costretto a salutare un associato che non c’è più.

Amianto, ex operaio Isochimica denuncia: “Ancora un morto ma noi soli”

Carlo Sessa, ex operaio dell’Isochimica di Avellino denuncia lo stallo “politico e istituzionale” sui risarcimenti agli ex scoibentatori di amianto dell’azienda, stabiliti nella sentenza di primo grado del processo che ha condannato a dieci anni di reclusione i responsabili della sicurezza della fabbrica e di due ex funzionari di Ferrovie dello Stato

“Ancora più soli e ancora senza giustizia”. Carlo Sessa, ex operaio dell’Isochimica di Avellino denuncia lo stallo “politico e istituzionale” sui risarcimenti agli ex scoibentatori di amianto dell’azienda, stabiliti nella sentenza di primo grado del processo che ha condannato a dieci anni di reclusione i responsabili della sicurezza della fabbrica di Borgo ferrovia e di due ex funzionari di Ferrovie

L’Isochimica uccide ancora. “Addio a Giovanni ennesima vittima dell’amianto”

Avellino, la fabbrica killer e le vittime dell’amianto

“Isochimica, fabbrica killer, miete l’ennesima vittima”, afferma Tony Della Pia, del Partito di Rifondazione Comunista.

“Un altro padre di famiglia che lascia i suoi affetti perché colpito da mesotelioma pleurico, diretta conseguenza dell’esposizione all’amianto. La sentenza di primo grado ha parzialmente sancito cause e responsabilità, tuttavia gli ex lavoratori e le loro famiglie, dopo circa quaranta anni di denunce e lotte attendono ancora il dovuto risarcimento per i danni subiti. In un certo senso è immorale costringerli a intraprendere ulteriori iter giudiziari, anche in sede civile, per ottenere un minimo di giustizia che sicuramente non riconsegnerà le vite spezzate e neanche la salute per sempre compromessa. Condoglianze agli amici e alla famiglia di Giovanni”, conclude. 

Amianto:Cantieri navali Monfalcone

Amianto, verso l’ok al nuovo processo per altri 89 morti e due malati in 8 anni

La Procura riunisce 91 casi di mesoteliomi e neoplasie che riguardano il periodo tra il 2012 e il 2020. Avviso di conclusione indagini notificata soltanto a due degli ex dirigenti del cantiere ancora in vita

GORIZIA La Procura di Gorizia ha concluso le indagini preliminari in relazione a 91 casi complessivi di decessi e malattie correlate ad esposizione professionale all’amianto, nell’ambito del cantiere navale di Monfalcone. In particolare sono 89 persone offese, ex lavoratori deceduti, nel periodo tra il 2012 e il 2020 per mesoteliomi e neoplasie polmonari, e due casi di lesioni personali, mesoteliomi, in persone ancora in vita.

Amianto e F.S.

“Dolore atroce battaglia contro Fs e Ministero”

Mio marito mi raccontava che al lavoro gli facevano maneggiare l’amianto a mani nude, senza alcuna protezione. È rimasto esposto per trent’anni, e lo scorso 23 febbraio è morto per mesotelioma pleurico dopo tre anni di sofferenza”. Rita Vaghi sta portando avanti una battaglia legale davanti al Tribunale civile, con due richieste di risarcimento danni parallele a Milano e Roma nei confronti del ministero della Difesa e di Ferrovie dello Stato. La prima esposizione all’amianto del marito, Francesco Maria Cairo, risale infatti all’epoca del servizio militare nella caserma di Capo Teulada in Sardegna. Poi i contatti con la sostanza cancerogena sono proseguiti durante i decenni di lavoro nelle ferrovie, fra Torino e Milano.

“È entrato come operaio e poi è stato inserito a Torino come tornitore – spiega Rita Vaghi – si occupava della manutenzione dei vagoni e in quel periodo, ogni giorno, era a contatto con l’amianto. L’azienda non gli forniva alcun dispositivo di protezione”. Francesco Maria Cairo ha trascorso gli ultimi anni di lavoro alla stazione Centrale di Milano, nel reparto verifiche. Aveva 70 anni, si stava godendo la pensione a Segrate con la famiglia, quando gli è stato diagnosticato il mesotelioma pleurico, un tumore maligno alla membrana che riveste i polmoni, provocato dalla ripetuta esposizione all’amianto. “Mio marito è stato curato all’ospedale San Raffaele – prosegue la donna – ma le sue condizioni sono continuamente peggiorate fino a Natale, quando io e mio figlio non riuscivamo più neanche a spostarlo dal divano al letto. Il 23 febbraio è morto”. La speranza è ora riposta nella giustizia, mentre stanno muovendo i primi passi le cause contro ministero della Difesa e Fs promosse dal legale dell’Ona, l’avvocato Marika Marcantonio.

Bonifica alla Fibronit di Broni

Broni, oltre mille morti d’amianto dal 1990 “Chi ha sorvegliato sulla bonifica?”

Dopo il mega sequestro all’ex Fibronit, paura e dubbi rimbalzano tra i parenti delle vittime e sui social

Broni (pavia) –  Tante storiedrammatiche, quasi tutte concluse da necrologi. Almeno un migliaio dal 1990, ma il numero non è certo né certificato, e poi ci sono le morti registrate in altro modo. Una lunga scia di lutti. Come quello che ricorda Haxhiu, albanese rimasta vedova nel 2014 quando il marito, 59enne, è morto d’amianto, lasciando orfane due bambine di 4 e 12 anni: “È stata riconosciuta la malattia professionale, ma alle mie figlie nessuno può restituire il papà che ha avuto l’unica colpa di lavorare in Fibronit e poi in Cementifera. Noi continuiamo ad abitare a Broni. Non posso abbandonare la casa e tutto quello che, con grandi sacrifici, abbiamo acquistato io e mio marito. Certamente il rammarico per quanto sta accadendo è enorme. Chi ha fatto i controlli sulla bonifica?“.

Un dubbio che rimbalza, con sempre maggior frequenza, in queste ore, sui social. Fra troppe vicende di malattia che non perdona e di morti, con casi incredibili che hanno colpito persone mai venute a contatto per lavoro con l’amianto, c’è anche chi invece sta lottando per sconfiggere o almeno neutralizzare il male. Come un ex ruspista di Santa Maria della Versa, malato dal 2018 e, dopo 4 anni, ancora in discrete condizioni. Lo racconta il figlio Giovanni, manager di una multinazionale, che ha deciso di creare anche un sito per condividere questa esperienza: “Mio padre lavorava nel campo delle demolizioni, recuperando macerie di manufatti di amianto particolarmente adatti per fare i fondi dei piazzali. Nel luglio 2018, a 70 anni, gli venne diagnosticato il mesotelioma”. Oggi è da ritenersi tra i malati più longevi: “Una ventina di casi con cui siamo venuti a contatto, purtroppo, dopo due anni, sono deceduti”.