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20 Maggio

Morto sotto il trattore a 39 anni nel campo di olivi a Quinto

È Luigi Ruffo la vittima dell’incidente avvenuto nel tardo pomeriggio di lunedì. «Non possiamo più parlare di fatalità. Sono tragedie annunciate», sottolineano dalla Fai Cisl di Verona

Si chiamava Luigi Ruffo, l’uomo che ha perso la vita nel tardo pomeriggio di lunedì in località Are Coltri, a Quinto di Valpantena, schiacciato dal trattore che stava conducendo. 

39enne di Cellore di Illasi, Ruffo gestiva un’azienda agricola situata nella valle dell’est veronese insieme alla famiglia e il 19 maggio si trovava nei campi che aveva affittato per coltivare olivi, quando è rimasto schiacciato dal mezzo che stava conducendo. Forse tradito dal terreno, forse da un basamento coperto dalla vegetazione, il trattore si sarebbe ribaltato senza lasciare scampo all’agricoltore. 
A lanciare l’allarme è stato un uomo che ha notato il veicolo ribaltato e sul posto sono arrivati gli uomini del 118 con ambulanza ed automedica, insieme ad una squadra dei vigili del fuoco: il personale sanitario però avrebbe potuto solamente constatare il decesso del 39enne, mentre i pompieri si sono occupati di estrarre il corpo. Sul posto è intervenuta la polizia di Stato ed il personale Spisal, per i rilievi utili a ricostruire la dinamica.  

Amianto : Sentenze

Operaio muore per un tumore causato dall’esposizione all’amianto, Fincantieri condannata a risarcire la famiglia

Fincantieri è stata condannata al risarcimento di 114mila euro nei confronti dei familiari di un operaio morto nel 2019 a causa di un tumore al polmone probabilmente provocato dall’esposizione all’amianto durante gli anni di lavoro.

È morto in seguito a un tumore al polmone nell’agosto del 2019 dopo aver lavorato per anni a contatto con polveri di amianto in un cantiere ex Cnomv, all’Arsenale di Venezia e ora Fincantieri dovrà risarcire con 114mila euro i familiari dell’operaio. 

A stabilirlo è stata la Corte d’Appello civile di Venezia, ribaltando la sentenza con la quale nel 2020 il tribunale di Venezia aveva decretato che il risarcimento non fosse dovuto perché non vi era prova del nesso di causa tra patologia ed esposizione all’amianto. Su ricorso del legale, i giudici di secondo grado hanno valorizzato i risultati di una consulenza medico legale che invece mostrava la diretta correlazione tra il tipo di lavoro svolto dall’operaio e il tumore che lo ha purtroppo stroncato.

Fincantieri aveva allora evidenziato tramite il suo avvocato il vizio del fumo dell’operaio, sostenendo che le sigarette potessero essere la causa del carcinoma. Infine, prima della sentenza della Corte d’Appello, Fincantieri ha chiesto che l’eventuale risarcimento fosse dimezzato in presenza di una possibile concausa esterna al lavoro.

Secondo la Corte d’Appello, però, il tabagismo non è stato dimostrato. In particolare, non emerge dai dati anamnestici dell’operaio e per questo motivo il vizio del fumo non può essere considerato incisivo nel giudizio.

Per questo motivo Fincantieri è stata condannata al risarcimento di 114mila euro nei confronti degli eredi dell’operaio. La causa è iniziata quando l’uomo era ancora in vita, seppur malato, ed è stata perseguita dopo la sua scomparsa dai familiari che hanno portato in aula la sofferenza dell’operaio nel periodo di cure ospedaliere e il disagio della perdita con la sua morte. La Corte d’Appello ha ritenuto le richieste della famiglia del defunto legittime e ha quindi chiesto il risarcimento della somma richiesta.

Operaio esposto all’amianto vince la causa contro l’Inps, ma muore prima della sentenza

L’ente è stato condannato a riconoscere i 14 anni di esposizione certificata. Previsti 800 euro mensili di pensione per la vedova

È morto all’età di 64 anni un operaio esposto all’amianto e affetto da gravi patologie. L’uomo aveva finalmente vinto la causa e ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali con condanna dell’Inps, ma è deceduto qualche giorno fa, prima di poter andare in pensione. A rendere nota la vicenda è l’Osservatorio Nazionale Amianto che sottolinea come si tratti di un “caso emblematico di ‘giustizia postuma’: troppo tempo perso in processi”.

La Corte d’Appello di Roma ha dunque accolto il ricorso presentato dall’ex operaio affetto da enfisema polmonare e broncopatia a causa dell’esposizione prolungata all’amianto, e deceduto per arresto cardiocircolatorio. L’operaio, originario di Nettuno e in servizio presso l’impianto dal 1988, ha lavorato nello stabilimento di Anzio come addetto alla manutenzione, come carrellista e, dal 2010, come manutentore in tutti i reparti. In primo grado si era visto negare dal tribunale di Velletri i benefici previdenziali, pur in presenza di una consulenza tecnica d’ufficio medico-legale che aveva confermato il nesso causale tra la malattia e l’esposizione professionale.

Esposto alla fibra killer

Nella sentenza emerge come il 64enne era stato esposto all’amianto per l’intero periodo lavorativo “in quanto manipolava materialmente e direttamente tutti i materiali in amianto, guarnizioni, valvole, piastre isolanti poste sulle linee di produzione di fabbricazione, con maneggiamento diretto delle coibentazioni e rivestimenti degli impianti, delle guarnizioni, delle valvole, delle parti isolanti dei macchinari, delle tubazioni, delle presse e dei palettizzatori”, si legge nel dispositivo.

A partire dall’inverno 2019, inoltre, nell’uomo era comparsa una chiara sintomatologia all’apparato respiratorio e si era sottoposto a esami, all’esito dei quali gli era stata riscontrata una “fibrosi polmonare diffusa, micro-noduli diffusi interparentimali, con costrizione toracica, tosse secca, enfisema e bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva ndr)”. I ricorsi amministrativi presentati rispettivamente all’Inali e all’Inps, tuttavia, non hanno però dato esito favorevole per il riconoscimento della malattia professionale e della rivalutazione contributiva.

Inps condannata

Dopo una serie di ricorsi e di battaglie legali la corte d’Appello ha ribaltato lo scenario. Nella sentenza si legge che il tribunale del lavoro di Velletri condanna l’Inps “al pagamento delle spese del primo grado del giudizio, che si liquidano in 5mila euro oltre il 15% per spese generali e accessori di legge” e condanna l’ente al pagamento delle spese del secondo grado del giudizio, che si “liquidano in 3500 euro oltre il 15%” più le spese oltre al riconoscimento della “rivalutazione delle settimane di contribuzione settimane di contribuzione dal primo febbraio 1988 al 31 dicembre 2002”. 

“Ora, con questa nuova pronuncia, l’Inps è stata condannata a riconoscere i 14 anni di esposizione certificata con il conseguente accredito delle maggiorazioni contributive. Una decisione che avrebbe consentito finalmente al lavoratore di accedere al pensionamento anticipato, con rivalutazione economica della prestazione”, spiega l’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il risarcimento per la vedova

A guidare la battaglia legale è stato l’avvocato Ezio Bonanni: “Una sentenza di grande rilievo giuridico, purtroppo offuscata dalla scomparsa del lavoratore che ne avrebbe dovuto beneficiare. Il lungo iter processuale e la resistenza di Inps e Inail hanno ritardato un riconoscimento che arriva solo dopo la sua morte. L’operaio è deceduto, con ogni probabilità, a causa delle gravi conseguenze dell’esposizione all’amianto. Ora l’azione legale proseguirà in favore della vedova, che potrà ottenere un incremento della pensione – da circa 500 a 800 euro al mese – oltre alla rendita di reversibilità INAIL e al risarcimento per il danno subito”.

Bonanni, presidente dell’osservatorio per l’amianto, rilancia inoltre un appello urgente alle istituzioni: “Chiediamo, ancora una volta, la bonifica completa dei siti contaminati. Non possiamo più tollerare che si continui a morire o ad ammalarsi per colpa dell’inerzia. Ogni fibra inalata è un rischio per la vita”.

Amianto : Sentenze

Amianto nella GECOM SpA di Pozzuoli: giustizia per Domenico di Fraia

Il Tribunale di Napoli condanna l’INPS a riconoscere i benefici contributivi all’operaio esposto alla fibra killer

Una sentenza che rende giustizia a Domenico Di Fraia, operaio metalmeccanico e saldatore per oltre 12 anni nello stabilimento GECOM SpA di Pozzuoli. Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli ha condannato l’INPS a riconoscere i benefici amianto e a rivalutare la sua posizione contributiva.

Di Fraia, 70 anni, nato a Pozzuoli e residente a Monterusciello (Na), aveva lavorato tra il 1976 e il 1988 in ambienti saturi di fibre di amianto, privi di adeguate misure di sicurezza, senza protezioni individuali e in capannoni con ventole che peggioravano l’aerodispersione delle polveri tossiche.

Nel 2020, a seguito di sintomi respiratori gravi, gli sono state diagnosticate patologie absesto correlateispessimenti pleurici bilateraliplacche pleuriche e tumefazioni linfonodali.

Nonostante la certificazione INAIL che attestava l’esposizione professionale al cancerogeno dal 1 luglio 1976 al 31 dicembre 1987, l’INPS aveva rigettato la richiesta di accredito contributivo. A quel punto l’operaio si è rivolto all’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, che ha subito avviato il ricorso.

25 Aprile

25 aprile 2025

25 aprile, una giornata storica per l’Italia, per ricordare cosa ha significato la lotta partigiana e la conseguente liberazione dal regime nazifascista e soprattutto per ricordare il sacrificio di uomini e donne che in nome della libertà e dell’affermazione dell’uguaglianza tra i popoli hanno sacrificato anche a propria stessa vita. Una generazione, quella di coloro che hanno combattuto contro la dittatura fascista, che immaginava di poter costruire una società nuova, più giusta, con la possibilità offerta a tutti di affrancarsi dalle proprie condizioni di vita a prescindere dal ceto sociale di provenienza, dove l’accesso al lavoro, alla scuola e alla sanità fossero garantiti a prescindere dal censo, un ideale che oggi più che mai sembra vacillare ed è sempre più lontano dalla realtà sociale, politica ed economica che caratterizza gli ultimi decenni: salari sempre più bassi in confronto al costo della vita, progressiva privatizzazione della sanità e scuola pubblica sottofinanziata e sempre meno al passo con i tempi.

La carenza di sicurezza sul lavoro con una contabilità dei morti quotidiana e la mancanza di normative adatte a frenare, se non a debellare, quella che è ormai una piaga endemica nel nostro Paese.
Come non bastasse, assistiamo all’intensificarsi e all’acuirsi di norme repressive del dissenso, ultimo in ordine di tempo il decreto legge 1660, entrato recentemente in vigore come abbiamo verificato in occasione, tra le altre, della manifestazione di Milano del 12 aprile dove decine di migliaia di persone sono scese pacificamente in piazza per chiedere al governo di interrompere i finanziamenti – e rifinanziamenti – a favore delle armi e la collaborazione con lo stato di Israele, accusato anche internazionalmente di genocidio.
La storia dunque si ripete, con modalità nemmeno troppo lontane dal passato. Per questo la Cub, insieme alla galassia del sindacalismo di base, scenderà in piazza per il 25 aprile, a testimoniare l’attualità dei valori fondanti della Resistenza, più attuali e necessari che mai.

18 Aprile

Incidente mortale sul lavoro, 65enne perde la vita cadendo da un ponteggio

La vittima, Nunzio Mazzone, era titolare di una ditta edile insieme al fratello. Inutile l’intervento dell’elisoccorso, l’uomo è morto sul colpo a causa delle gravi ferite riportate

Incidente mortale sul lavoro questa mattina in contrada Castagna, nelle vicinanze della zona industriale di Scordia. Nunzio Mazzone, 65 anni, è deceduto dopo essere caduto dal ponteggio di una palazzina a due piani mentre eseguiva dei lavori. Mazzone, descritto da chi lo conosceva come una persona dal carattere mite e un gran lavoratore, gestiva insieme al fratello una ditta edile. Nonostante l’intervento dell’elisoccorso del 118, l’uomo è morto sul colpo a causa delle gravi ferite riportate.

“La tragedia del nostro caro concittadino Nunzio Mazzone – ha scritto sul proprio profilo Facebook, il sindaco di Scordia, Francesco Barchitta – avvolge la Nostra Comunità nel dolore, da tutti definito, come persona buona, rispettosa e grande Amico di tutti. Dio l’accolga tra le braccia”.

17 Aprile

Muore in fabbrica a 17 anni: “Lavorava in nero, ed era al primo giorno”

Aperta un’inchiesta per omicidio colposo: quattro indagati per la morte di un giovane di origine marocchina in un’azienda di lavorazione del legno a Nocera Inferiore

Entra in fabbrica e rimane ucciso in un incidente sul lavoro: aveva solo 17 anni un ragazzo di origine marocchina morto durante i primissimi giorni di impiego in un’azienda della provincia di Salerno. La procura di Nocera ha aperto un’inchiesta per chiarire se il giovane avesse ricevuto una formazione adeguata.

Secondo quanto si è appreso il ragazzo di diciassette anni è morto la settimana scorsa in ospedale, dopo l’infortunio in una ditta che si occupa di lavorazione del legno a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno.

Il giovane sarebbe stato sul posto di lavoro con modalità non regolari. Sul corpo è stata eseguita l’autopsia: al momento ci sono quattro indagati tra i responsabili dell’azienda, come atto dovuto. La Procura procede per l’ipotesi di omicidio colposo: sta operando per ricostruire le ultime ore di vita del minorenne.

Al momento gli investigatori non hanno confermato la circostanza, emersa nelle primissime ore, che il giovane fosse stato abbandonato in ospedale dagli accompagnatori che avevano fatto perdere le proprie tracce. I Carabinieri sono riusciti a risalire alla identità del giovane soltanto grazie al rilievo delle impronte digitali in quanto il ragazzo era sprovvisto di documenti.

5 Aprile

Grave incidente sul lavoro ad Alessandria: uomo di 38 anni precipita da un’impalcatura, è in codice rosso

ALESSANDRIA, 5 aprile 2025 – Grave incidente sul lavoro questa mattina ad Alessandria, in un cantiere edile dove un operaio di 38 anni è precipitato da un’impalcatura al terzo piano. Le sue condizioni sono apparse da subito estremamente critiche: l’uomo è stato soccorso in codice rosso e trasportato con la massima urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Alessandria.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti tempestivamente un mezzo di soccorso avanzato con infermiere a bordo e un’automedica, che hanno stabilizzato il paziente prima del trasporto in ospedale. Le cause della caduta sono ancora in fase di accertamento.

Presente sul posto anche una pattuglia dei Carabinieri, che ha avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare l’eventuale rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. L’area del cantiere è stata messa in sicurezza per consentire i rilievi e gli accertamenti del caso.

Amianto : Sentenze

Esposizione all’amianto dei lavoratori e riconoscimento del nesso causale

La IV Sez. Penale della Suprema Corte con la sentenza n. 11168/2025 torna su un tema ampiamente dibattuto in passato, ovvero il nesso causale derivante dall’esposizione dei lavoratori all’amianto e la successiva morte in conseguenza di patologie quali il mesotelioma ed il carcinoma. Il nesso causale è stato riconosciuto solo ed unicamente per le morti causate dal mesotelioma ma non per il carcinoma in soggetti che erano fumatori abituali.

I direttori pro-tempore dello Stabilimento di Palermo della Fincantieri, che si erano succeduti negli anni 80/90 venivano rinviati a giudizio per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali gravissime commessi in danno di lavoratori dipendenti della suddetta società, quale conseguenza di malattie determinate dalla prolungata esposizione all’amianto.

Nel giudizio di primo grado i due imputati erano stati condannati per le suddette fattispecie criminose mentre, nel giudizio di secondo grado la Corte di Appello assolveva entrambi dai reati loro ascritti.

Avverso la predetta sentenza assolutoria proponevano ricorso per cassazione, sia il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo nonché, la parte civile INAIL.

19 Marzo

Cade da un’altezza di cinque metri, grave operaio a Grosseto

Trasportato con elisoccorso alle Scotte di Siena

Grave incidente sul lavoro questa mattina a Grosseto, dove un uomo di 48 anni è caduto da un cestello a 5 metri di altezza mentre stava lavorando accanto ad alcuni silos in un’azienda il località Squadre Basse, non lontano da Casotto Pescatori.

E’ intervenuto l’elicottero Pegaso che ha trasportato l’uomo alle Scotte di Siena in condizioni gravissime.
    Sul posto sono intervenuti l’automedica e la Croce rossa di Grosseto, la polizia, i vigili del fuoco e i tecnici Asl della sicurezza sui luoghi di lavoro.

16 Marzo

Umbria, drammatico incidente sul lavoro: operaio muore a 26 anni

Non ce l’ha fatta il giovane operaio rimasto ustionato nell’incidente alla Ast di Terni. Il ragazzo è morto dopo giorni all’ospedale di Roma

Non ce l’ha fatta Sanderson Mendoza, il giovane operaio rimasto ustionato nell’incidente alla Ast di Terni. Il 26enne dipendente di Tapojärv, rimasto vittima dell’incidente all’interno del polo siderurgico, ha perso la vita dopo giorni passati nel reparto di rianimazione del centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. 

Il ragazzo aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado su oltre metà del corpo e le condizioni erano apparse subito molto gravi durante il trasporto a Roma. Il giovane operaio lascia i genitori e la compagna.