Archivi categoria: Senza categoria

15 Marzo

Improvviso malore in panificio. Muore a 59 anni Sabrina Malizia

Tragedia a San Benedetto (Ascoli): era al lavoro nel forno Ciarrocchi, in via Marsala. Era una donna conosciuta e amata da tutti i clienti

San Benedetto (Ascoli), 15 marzo 2025 – Grande sconcerto sulla Riviera delle Palme ha suscitato la notizia dell’improvvisa morte di Sabrina Malizia, 59 anni, colta da un improvviso malore mentre si trovava a lavoro nel panificio Ciarrocchi, in via Marsala a San Benedetto. Sabrina era una persona conosciuta ed amata dalla clientela, sempre brillante e preparata.

Come ogni mattina era andata a lavoro a notte fonda, ma alle 5,40 di ieri ha improvvisamente accusato un malore. Il personale che si trovava con lei nel laboratorio del panificio è intervenuto subito: i ragazzi l’hanno soccorsa e chiesto l’intervento del 118.

Operai morti in cantiere Crotone, risarcimento di 2,4 milioni

Tribunale condanna Comune, impresa e responsabili sicurezza

Il giudice del Tribunale civile di Crotone, Mauro Giuseppe Cilardi, ha disposto un risarcimento complessivo di 2,4 milioni di euro per i familiari di due dei tre operai deceduti il 5 aprile 2018 nel crollo del muro nel cantiere per i lavori di prolungamento del lungomare.

La sentenza ha condannato al pagamento del risarcimento il Comune di Crotone (committente dei lavori), la Crotonscavi (azienda appaltatrice), il titolare dei lavori Gennaro Cosentino, il coordinatore della sicurezza Sergio Dinale ed il capocantiere Giuseppe Spina.

La richiesta risarcitoria era stata proposta dai familiari di Giuseppe Greco (51 anni) e Mario De Meco (56), operai entrambi di Isola Capo Rizzuto della Crotonscavi che la mattina del 5 aprile 2018 rimasero schiacciati, insieme al loro collega rumeno Chiriac Dragos Petru (35) sotto un muro crollato durante l’esecuzione dei lavori per la costruzione del nuovo tratto di lungomare di Crotone.

7 Marzo

Tragedia sul lavoro in un’azienda agricola: artigiano trevigiano muore folgorato

E’ successo oggi 7 marzo in via Mure ad Agna alla azienda agraria Tocchio. La vittima è Umberto Coghetto, titolare di una ditta esterna di 27 anni, di Volpago del Montello: stava montando una tensostruttura ed ha urtato i cavi dell’alta tensione

Tragedia sul lavoro nel pomeriggio, intorno alle 16.15 circa, nel padovano. Un ragazzo di 27 anni, di Nervesa della battaglia, Umberto Coghetto, è morto folgorato oggi, 7 marzo, in via Mure ad Agna all’interno della impresa agraria Tocchio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Piove di Sacco e dai tecnici dello Spisal, la vittima stava montando una tensostruttura ed ha urtato i cavi dell’alta tensione. I soccorsi sono stati tempestivi, ma per il dipendente trevigiano della BR Technology di Volpago del Montello non c’è stato nulla da fare. Sotto choc altri operai esterni che stavano effettuando i lavori con la vittima. L’attività in azienda è stata immediatamente bloccata per consentire agli operatori di effettuare tutti i rilievi e gli accertamenti di rito.

Tragedia a Termini, imprenditore di 30 anni si ribalta con il muletto e muore schiacciato

-A perdere la vita il titolare di un’impresa che produce porte e infissi in pvc con sede in contrada Molara. A nulla è servito l’intervento dei lavoratori, dei carabinieri e dei sanitari del 118 che hanno potuto solamente constatare il decesso. Lascia la moglie e una bambina piccola

mprenditore di trent’anni muore schiacciato sotto un muletto. Tragedia questa mattina a Termini Imerese dove Denis Agnello, titolare di un’impresa che produce porte e infissi in pvc, è deceduto a causa di un incidente avvenuto mentre manovrava su un carrello elevatore nel piazzale della sede della sua ditta, la Kowin srl, in contrada Molara. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118 ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Secondo una prima ricostruzione il trentenne, che aveva preso le redini dell’azienda dopo la morte del padre, si trovava sul muletto quando, per cause ancora da accertare, il mezzo si è ribaltato finendogli sopra e non lasciandogli scampo. A nulla è servito l’intervento degli operai che si trovavano lì e che hanno provato a sollevare il macchinario per liberarlo.

Amianto: Bonus 2025

Bonus amianto 2025, per i privati limite al 36% delle spese fino a 48.000 euro

Oltre al bonus amianto volto alla rimozione dei materiali pericolosi si può agire nell’ambito di Ecobonus e Superbonus. Ed esistono incentivi locali garantiti da Regioni e Comuni

Anche per il 2025 è stato confermato il cosiddetto “bonus amianto”, la detrazione fiscale per la rimozione dell’asbesto, materiale edile molto utilizzato in passato e la cui pericolosità per la salute umana è tristemente nota. Secondo i dati dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) tra il 2010 e il 2020, ogni anno, in Italia sono morte per mesotelioma una media di 1.545 persone, 1.116 uomini e 429 donne. Senza contare le altre malattie. L’amianto è ovunque in Italia: in ospedali, scuole, uffici pubblici e case dei privati.

Ed è proprio ai privati che è rivolto il bonus amianto al 36%. Ma oltre a questo, è possibile usufruire di agevolazioni anche in caso di ristrutturazione edilizia volta all’efficientamento energetico.

Come funziona il bonus amianto 36%

Si specifica che la rimozione dell’amianto deve essere affidata unicamente a personale specializzato: chi dovesse ingegnarsi per fare da sé andrebbe incontro a rischi irreparabili per la salute propria e dei familiari, nonché alle conseguenze di legge. Ed è proprio questa la ratio alla base del bonus amianto 2025.

Il bonus consiste in una detrazione fiscale del 36% fino a un tetto massimo di 48.000 euro per singola unità immobiliare per interventi di rimozione dell’amianto. A tali interventi di bonifica si applica inoltre un’Iva agevolata, con condizioni che variano in base alla tipologia di immobile e in base ai lavori eseguiti.

L’incentivo copre le spese che i privati devono affrontare per la bonifica di tetti, per la bonifica di coperture in cemento-amianto, per la rimozione di canne fumarie, tubazioni e di altri materiali edilizi contenenti amianto.

La scadenza per il bonus amianto è fissata al 31 dicembre 2025, salvo proroghe.

Bonus amianto con ristrutturazione

Si può accedere al bonus amianto anche per ristrutturazione edilizia volta a interventi di efficientamento energetico nell’ambito dell’Ecobonus (65% della spesa) e del Superbonus.

I bonus di Regioni e Comuni

Al fianco dei bonus amianto governativi c’è il binario parallelo rappresentato dai vari bonus per la rimozione dell’amianto che di tanto in tanto vengono attivati dalle Regioni e dai Comuni. Talvolta è possibile cumulare il bonus nazionale con quello locale. Il consiglio è quello di controllare l’esistenza di bandi aperti sui portali della propria Regione e del proprio Comune.

Cosa fare se si trova amianto in casa

L’amianto causa mesotelioma, un tumore subdolo perché può avere un periodo di latenza anche di anni dopo l’esposizione. Ma causa anche asbestosi e altre tipologie di tumori, come il tumore polmonare e quello ovarico.

Considerata la sua pericolosità, si deve immediatamente contattare un’azienda specializzata e certificata affinché verifichi l’effettiva presenza di amianto. La ditta effettuerà una valutazione del livello di degradazione dell’amianto e proporrà un preventivo, fornendo al contempo tutte le informazioni del caso per la fruizione del bonus amianto. Dopo la rimozione dell’amianto e la bonifica dell’area, il materiale verrà trasportato in una discarica autorizzata. Dopo i lavori vanno necessariamente conservati tutti i documenti fiscali, vale a dire fatture, bonifici parlanti e dichiarazione di conformità. Infine, è possibile richiedere il rimborso o la detrazione in base all’agevolazione scelta.

Per completezza ricordiamo che, oltre ai bonus amianto per i privati, esistono poi incentivi specifici per le aziende volti alla rimozione dell’asbesto.

Amianto: Sentenze

Venezia, tre operai morti per l’amianto. Dirigente assolto: «Non poteva fare nulla»

Il legale: «Prove difficili, malattie dopo 20 anni». Enel: «hanno lavorato altrove»

Tre operai morti per aver respirato amianto, assolto perché il fatto non sussiste l’anziano ex dirigente della centrale termoelettrica di Fusina Nerio Tabacchi, 90 anni. Il giudice monocratico Francesca Zancan ha accolto le argomentazioni di Sarah Franchini, l’avvocata della difesa che aveva chiesto l’assoluzione: nel ruolo di responsabile della sicurezza, Tabacchi non avrebbe potuto porre in essere provvedimenti per ridurre l’esposizione degli operai in quanto l’adozione di misure di precauzione era compito dei capi compartimento.

Le richieste

Il pubblico ministero Giorgio Gava aveva chiesto due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena. I fatti oggetto del processo risalgono a quarant’anni fa, esattamente al ventennio tra il 1965 e il 1985, quando Tabacchi era il capo della sicurezza e i tre operai morti lavoravano in nugoli di povere di amianto, che si frantumava dalla coibentazione delle caldaie e saturava gli ambienti.

 risarcimenti

I familiari delle vittime sono stati risarciti da Enel, a processo come parti civili erano rimaste la Cisl con l’avvocato Elio Zaffalon e l’Associazione esposti amianto con l’avvocata Laura Mara. «Attendiamo le motivazioni della sentenza tra 90 giorni ma purtroppo quelli per amianto sono processi molto difficili — osserva Zaffalon — perché manifesta i suoi effetti 20 o 30 anni dopo l’esposizione ed è difficile la prova inequivocabile dell’attribuzione dei fatti». Si chiama periodo di latenza, quello che intercorre tra l’inalazione della sostanza e il manifestarsi della malattia e nel caso dell’amianto può arrivare anche a 60 anni. Erano anni in cui le tute intrise di asbesto si lavavano a casa, insieme alle lenzuola e ai vestiti per i bambini e il nesso tra il lavoro alla centrale di Fusina e la morte per mesotelioma dei tre operai non è stato ritenuto provato. 

Il procedimento

«In precedenza, due dei lavoratori avevano avuto un impiego in luoghi con situazioni di esposizione all’amianto — spiega l’avvocato Tommaso Bortoluzzi, che ha patrocinato l’Enel, citata per la responsabilità civile —. Uno per sette anni e l’altro per 12 anni». Periodi abbastanza lunghi da non poter escludere che potessero aver respirato altrove le particelle che li fecero ammalare. In quegli anni la pericolosità della sostanza era nota ma gli operai non erano stati informati, pensavano che quella polvere chiara fosse gesso, aveva raccontato in aula una vedova, e l’unica difesa tra loro e l’asbesto erano le mascherine. Il procedimento giudiziario nei confronti di Nerio Tabacchi è stato il primo caso di esposizione all’amianto che abbia coinvolto l’Enel.

24 Febbraio

Incidente sul lavoro ad Arielli: operaio ferito da un carrello elevatore

L’uomo, 36enne di Orsogna, ha riportato lesioni alla cassa toracica ma non è in pericolo di vita. Indagini in corso per chiarire la dinamica

Un incidente sul lavoro si sarebbe verificato nella tarda mattinata di oggi, 24 febbraio, in una ditta di Arielli.

Intorno alle ore 12, un operaio di 36 anni di origine macedone e residente a Orsogna, avrebbe riportato lesioni da schiacciamento alla cassa toracica a seguito di un impatto accidentale con un carrello elevatore.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava nei pressi di un veicolo destinato al carico di bancali quando il carrello elevatore, impegnato nel trasporto della merce, lo avrebbe schiacciato contro il mezzo.

Sul posto sono immediatamente intervenuti il personale dell’Asl Chieti-Lanciano-Vasto e i carabinieri di Orsogna per i rilievi e le verifiche del caso.

L’incidente sul lavoro di Cammarata: l’agricoltore 53enne rimasto ferito è fuori pericolo

L’uomo ha riportato delle gravi lesioni al volto ed è stato trasferito all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta con elisoccorso del 118. Fin da subito è emerso che il suo quadro clinico era grave. I medici, dopo averlo sottoposto a tutti gli accertamenti sanitari ritenuti necessari e alle medicazioni, hanno, nelle ultime ore, sciolto la prognosi sulla vita

È ricoverato all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta l’agricoltore che ieri ha avuto un incidente sul lavoro in contrada Ficuzza a Cammarata. Durante le manovre, il trattore che stava utilizzando si è ribaltato. L’uomo – un cinquantatreenne di Cammarata – ha riportato delle gravi lesioni al volto ed è stato trasferito a Caltanissetta con elisoccorso del 118. Fin da subito è emerso che il suo quadro clinico era grave. I medici dell’ospedale Sant’Elia, dopo averlo sottoposto a tutti gli accertamenti sanitari ritenuti necessari e alle medicazioni, hanno, nelle ultime ore, sciolto la prognosi sulla vita: l’agricoltore non è in pericolo di vita.

14 Febbraio

Auto pirata travolge rider ad Alghero, arrestato conducente

I tre a bordo della Bmw erano scappati a piedi ma rintracciati

Un rider in sella al suo scooter è stato travolto da un’auto pirata ieri notte ad Alghero, in via Leonardo da Vinci e si trova ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale.

Tre persone che erano a bordo della vettura, una Bmw, sono scappate a piedi e sono state rintracciate poco dopo dai carabinieri.

L’uomo che era alla guida è stato arrestato.
    Lo scontro è avvenuto ieri notte poco dopo le 22 all’incrocio fra via Da Vinci e via Deledda: la Bmw non si è fermata allo stop e ha travolto lo scooter del rider. Il giovane è stato scaraventato contro la facciata di un palazzo, andando a sbattere su una finestra al piano terra.
    L’auto ha proseguito la corsa per qualche metro danneggiando diverse macchine parcheggiate. I tre a bordo hanno abbandonato la Bmw e sono scappati a piedi senza prestare soccorso al rider ferito.
    Sono stati rintracciati poco dopo dai carabinieri e accompagnati in caserma, mentre il rider è stato trasportato dal 118 al pronto soccorso.
   

Amianto:Sentenze

Amianto in Alitalia: condannato l’INPS Pensione aumentata a un ex dipendente

FIUMICINO – Il Tribunale di Roma ha stabilito che l’INPS dovrà adeguare la pensione di un ex tecnico aeronautico che ha lavorato per ventitré anni in Alitalia, esposto all’amianto durante le operazioni di manutenzione degli aeromobili. La sentenza ha riconosciuto i benefici previdenziali per la rivalutazione della pensione, stabilendo un aumento di 500 euro mensili e il pagamento di 35mila euro di arretrati. La decisione rappresenta un passo significativo per i lavoratori che, nel corso della loro carriera, sono stati esposti senza saperlo a sostanze altamente nocive, subendo danni irreversibili alla salute.

L’uomo ha sviluppato micronoduli polmonari, una patologia che, secondo numerosi studi scientifici, può derivare dall’esposizione all’amianto. Il pericoloso minerale, utilizzato per decenni nell’industria aeronautica, navale e nelle costruzioni, è stato bandito in Italia nel 1992, ma le conseguenze del suo utilizzo continuano a emergere ancora oggi. Le fibre di amianto, una volta inalate, possono rimanere nei polmoni per anni, provocando gravi malattie come l’asbestosi, il mesotelioma e diverse forme di tumore ai polmoni

Durante il processo, una testimonianza ha fatto luce sulle reali condizioni di lavoro all’interno dei reparti di manutenzione di Alitalia. Un ex collega del tecnico ha raccontato di aver visto spesso una polvere brillare nell’aria, soprattutto quando si azionava il sistema idraulico di apertura della cappotta del motore. Nel buio, si potevano notare particelle e filamenti rilasciati dall’interno dei macchinari. “Erano le polveri sprigionate dalle vibrazioni del motore”, ha spiegato il testimone, aggiungendo che le fascette che tenevano i tubi erano rivestite di amianto e, con il tempo, tendevano a sfaldarsi. Il tecnico ha quindi respirato per anni queste particelle senza che vi fossero misure di protezione adeguate.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte sottolineato come l’amianto sia un agente cancerogeno certo per l’uomo. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Italia conta ancora oggi migliaia di siti contaminati, nonostante il divieto di utilizzo introdotto oltre trent’anni fa. Il mesotelioma pleurico, una delle malattie più gravi legate all’amianto, ha un periodo di latenza che può superare i quarant’anni. Questo significa che molte persone esposte negli anni ’70, ’80 e persino nei primi anni ’90 stanno sviluppando ora i primi sintomi della malattia.

Uno studio pubblicato dall’European Respiratory Journal ha dimostrato come i lavoratori impiegati nei settori della manutenzione e dell’industria aeronautica abbiano un rischio significativamente più alto di sviluppare malattie polmonari rispetto alla popolazione generale. In particolare, l’esposizione prolungata alle fibre di amianto può causare alterazioni polmonari anche in assenza di diagnosi immediate di malattie conclamate

l caso del tecnico aeronautico di Alitalia apre ora la possibilità per altri lavoratori del settore di avviare azioni legali simili. Se il Tribunale di Roma ha riconosciuto l’esposizione fino al 2003, significa che chiunque abbia lavorato in ambienti contaminati fino a quell’anno potrebbe vedersi riconosciuti i benefici previdenziali per l’amianto. La sentenza stabilisce infatti che il periodo di esposizione può incidere direttamente sul calcolo pensionistico, con una maggiorazione che in alcuni casi può arrivare fino al 40%.

Amianto : Sentenze

Amianto killer sulle navi militari, Difesa condannata a risarcire 280 mila euro per il motorista morto

Dal 1992 vietato l’amianto sulle navi, ma continua a mietere vittime: 2000 casi di mesotelioma nel settore marittimo-difesa. La Marina stanzia 54 milioni per le bonifiche entro 2030

Il ministero della difesa è stato condannato dal tribunale civile di Torino a versare 280 mila di risarcimento alla figlia di un militare deceduto in città  a 60 anni, nel 2010, per una malattia legata all’esposizione all’amianto. 

A riportare la notizia l’avvocato della donna, Ezio Bonanni. L’uomo, Luigi Angelo Pittau, motorista navale, aveva prestato servizio nelle unità della Marina e in diverse basi dove, in qualità di tecnico meccanico, si occupava di manutenzione delle caldaie a turbine e a vapore.

«Nel 2019 – spiega Bonanni – il Ministero della Difesa aveva dovuto emettere, a seguito di una pronuncia della Corte d’appello di Torino, il decreto di riconoscimento di Pittau di `Vittima del dovere con equiparazione´». La sentenza è per  Bonanni «l’ennesima condanna, in sede civile, a carico della Difesa per la malattia e il decesso di un militare per l’elevata e non cautelata esposizione a fibre e polveri d’amianto nelle unità navali e nelle basi arsenalizie».

5 Febbraio

Un operaio è morto nel porto di Genova, altri 4 feriti sul lavoro in Brianza, nel Pratese, Lecco e Pistoia

La vittima, 36 anni sarebbe stata colpita da un’elica. Un collega è in stato di choc

Ancora un morto sul lavoro e ancora feriti. Di nuovo a Genova, a molo Giano, dove nel 2013 crollò la torre piloti del porto uccidendo nove lavoratori, questa volta la vittima è un operaio di 36 anni schiacciato da un’elica di manovra di uno yatch in un bacino delle riparazioni navali.

A Lecco, Pistoia e Prato, invece, tre persone sono rimaste ferite in modo grave: una è caduta da un tetto di un capannone, un’altra travolta dall’esplosione di una cabina elettrica e l’ultima colpita da calcinacci caduti da una galleria. Lorenzo Bertanelli, originario di Marina di Massa, era sotto la carena dell’imbarcazione su una specie di ponteggio di due metri insieme a un collega, nel bacino 2 di Ente Bacini, in un appalto per i cantieri navali Amico & Co. Avevano appena smontato il ‘thruster’, l’elica di manovra del peso di due tonnellate mezzo, e lo stavano calando a terra dopo averlo appoggiato a una sorta di sella.

“All’improvviso – il racconto dell’operaio sopravvissuto – l’elica ha come perso l’equilibrio ed è scivolata. Ha colpito Lorenzo e sfondato l’impalcatura. Il mio collega è precipitato e l’elica gli è caduta addosso”. Cosa sia andato storto in quella che è una operazione delicatissima e complessa saranno gli ispettori del nucleo Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl3 a chiarirlo. Sul posto sono arrivati i medici del 118 che hanno provato a rianimarlo e i vigili del fuoco. A coordinare l’inchiesta è il pubblico ministero Stefano Puppo. Sabato verrà eseguita l’autopsia mentre gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e la documentazione di cantiere. Dopo l’incidente mortale Ente Bacini e il settore dei metalmeccanici hanno proclamato uno sciopero immediato che proseguirà anche domani con un corteo nella zona delle riparazioni navali. Bertanelli era un operaio specializzato. “I lavori – sottolinea la società Amico & Co. – avevano come oggetto la manutenzione degli impianti di governo ausiliario (elica di governo) dell’unità. Il lavoro era stato affidato a due ditte specializzate nella manutenzione di questo tipo di impianti: la Voith Turbo s.r.l., che svolge anche l’assistenza ufficiale del costruttore (Voith) e la ditta toscana Mecline s.r.l., di cui era dipendente la vittima dell’incidente”. Dura la reazione dei sindacati. “La scia di sangue sul lavoro deve essere fermata. In Liguria – affermano Igor Magni, segretario generale della Camera del lavoro di Genova e Maurizio Calà segretario generale Cgil Liguria – gli infortuni mortali sul lavoro sono in aumento: 26 nel corso del 2024 contro i 22 dell’anno precedente. Una vera e propria mattanza”. Il commissario straordinario Uil Liguria Emanuele Ronzoni dice “basta tergiversare. Si deve avviare il tavolo nazionale e organizzare la discussione anche territorialmente”.

Esplosione in una cabina elettrica, ferito un operaio a Pistoia

Incidente sul lavoro nel pomeriggio ad Agliana (Pistoia). Un uomo di 58 anni, italiano, è rimasto ferito mentre stava lavorando a una cabina elettrica in via Trieste, vicino allo stadio della cittadina. Per cause ancora in corso di accertamento all’interno della cabina è avvenuta una esplosione, che ha ferito il tecnico. Sul posto sono intervenuti i sanitari, inviati dal 118 e personale della medicina del lavoro. Il tecnico, un elettricista, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Pistoia e da lì è stato trasferito con l’elisoccorso Pegaso 1 a Pisa, al Centro Grandi Ustioni. Secondo prime informazioni, l’impianto dove c’è stata l’esplosione è all’interno di un’azienda e si stava svolgendo un’attività di manutenzione. La cabina è di proprietà privata. Con l’esplosione Il tecnico è rimasto folgorato (elettrocuzione) e ustionato. Accertamenti in corso.

Si staccano calcinacci in cantiere galleria, ferito operaio in provincia di Lecco

Un addetto ai lavori nel cantiere della galleria Monte Piazzo, lungo la Superstrada 36 in provincia di Lecco, è rimasto ferito la scorsa notte a causa del distacco di calcinacci. Le condizioni dell’uomo, un operaio di 41 anni, in un primo momento classificate come codice rosso di massima gravità, sono state poi codificate in giallo mentre veniva soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano. L’incidente è avvenuto lungo la corsia sud in direzione Lecco e Milano, tra i territori dei comuni di Colico e Dorio, nella parte nord della provincia di Lecco. Quello della galleria Monte Piazzo è uno dei cantieri funzionali anche alle prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La strada era stata chiusa al traffico per consentire i lavori notturni programmati nel tunnel, più volte al centro di interventi negli ultimi anni.

Un operaio cade da capannone nel Pratese, è grave

Grave incidente sul lavoro stamani nella provincia di Prato per un operaio 32enne caduto per alcuni metri dal tetto di un capannone di un’azienda. E’ stato soccorso in codice di urgenza rosso in via Nuova per Migliana, nel comune di Cantagallo, un’area dove ci sono delle imprese. Il 118 lo ha portato all’ospedale di Careggi con l’elisoccorso. Sul posto la polizia municipale e il dipartimento di Prevenzione degli infortuni sul lavoro della Asl Toscana Centro. Il ferito ha riportato lesioni e traumi a causa della caduta. 

Infortunio sul lavoro in Brianza, ferito operaio metalmeccanico

Infortunio sul lavoro a Desio (Monza Brianza) dove un operaio metalmeccanico della Lima Eusider, attiva nella laminazione a freddo dei nastri in acciaio, è stato ferito al volto dal ‘ritorno’ di una bobina in fase finale di lavorazione. Lo si apprende da fonti sindacali, secondo le quali il lavoratore coinvolto è un 44enne, delegato sindacale della Fiom-Cgil e rappresentate dei lavoratori per la sicurezza. A seguito dell’infortunio l’operaio è stato trasportato in emergenza all’Ospedale San Gerardo di Monza per gravi lesioni. Entrato in ospedale con il codice rosso, il lavoratore si trova ora in codice giallo. 

Caduta sul lavoro, è grave

L’incidente è avvenuto a Pieve Ligure. L’uomo è stato soccorso dall’elicottero Drago dei vigili del fuoco e portato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino

Un uomo di circa 45 anni è rimasto ferito in seguito a una caduta nella zona di via Chiossa a Pieve Ligure, riportando un trauma cranico. La chiamata al 112 è arrivata intorno alle 10.40 di mercoledì 5 febbraio 2025.

Sul posto, oltre all’automedica Golf 6 e a un’ambulanza della Croce Verde di Bogliasco, sono intervenuti i vigili del fuoco con l’elicottero Drago e gli ispettori del nucleo Psal dell’Asl per le indagini del caso.

Stando alle prime informazioni si tratterebbe di incidente sul lavoro. L’uomo è stato accompagnato dall’elicottero, cosciente, in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Martino.

Camion si ribalta in autostrada, morto l’autista

Tragico schianto in basso Piemonte. L’A7 è stata chiusa in direzione Genova

Un camionista è morto in seguito a un incidente, pare autonomo, avvenuto intorno alle 14.40 di mercoledì 5 febbraio 2025 sull’autostrada A7 tra Serravalle Scrivia e Vignole Borbera in basso Piemonte. Il tratto è stato chiuso in direzione Genova (poi riaperto verso le 20,30). La vittima è un cittadino del Ghana, nato nel 1995.

L’incidente è avvenuto all’altezza del km 86 e ha visto il ribaltamento del camion. All’interno del tratto chiuso il traffico è rimasto bloccato con 1 km di coda. All’uscita obbligatoria di Serravalle Scrivia si segnala 1 km di coda. Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso e il personale di Autostrade.

Crolla balcone, morto giovane durante lavori a casa fidanzata

Nel Casertano, 23enne travolto dalle macerie

Stava effettuando dei lavori al piano terra dell’abitazione della fidanzata, in cui avrebbe dovuto trasferirsi in vista del matrimonio ormai imminente, quando è stato travolto dal crollo del balcone posto al primo piano.

È morto così a Castel Volturno (Caserta) un 23enne, rimasto schiacciato dalle macerie.

È stata la futura suocera ad avvertire il rumore del crollo e ad accorrere avvisando i Vigili del Fuoco; dal distaccamento di Mondragone è quindi giunta una squadra di pompieri, che hanno liberato dai detriti il corpo ormai senza vita del 23enne. La salma è stata sequestrata per la successiva autopsia.

Amianto

Casale Monferrato, la polvere d’amianto uccide ancora: addio a Santina Calleri

Membro del direttivo Afeva, tre anni fa le fu diagnosticato il mesotelioma. Bruno Pesce: “Continuiamo a combattere”

Un altro nome che si aggiunge a una lunga e dolorosa lista. Santina Calleri di Casale Monferrato è morta al’età di 80 anni. Da tre combatteva contro il mesotelioma. 

Membro del direttivo dell’Afeva, l’Associazione familiari e vittime amianto, Santina Calleri era parte attiva nella battaglia per avere giustizia. 

“Adesso abbiamo un motivo in più per unirci a contrastare l’amianto killer – commenta l’associazione, comunicando il decesso avvenuto nei giorni scorsi -. Ciao Tina, porteremo nel cuore il tuo dolce sorriso e la tua sorprendente forza e voglia di reagire. Ribadiamo la volontà di contrastare in tutti i modi questa terribile malattia che, nonostante l’efficacia di nuove cure, ancora ci priva dei nostri amici più cari”.