Morti sul lavoro Luglio 2023

13 Luglio 2023

Tragico incidente sul lavoro a Porto Sant’Elpidio: 18enne cade dal tetto di un capannone e muore

Il fatto è accaduto intorno alle 9. Il giovane, residente in città, era al lavoro in uno stabilimento della zona industriale San Filippo. Il cordoglio dell’amministrazione comunale

Fermo, cede il tetto su cui sta lavorando: operaio diciottenne muore dopo una caduta di 10 metri

Perde la vita sul posto di lavoro, muore operaio edile in un incidente

A Caronia nella frazione Marescotto ci ha rimesso la pelle il 40enne Renzo Sciammetta, in corso le indagini dei carabinieri

Incidente alla Sabino Esplodenti, tre operai morti

Tre anni fa in un’altra esplosione ci furono tre vitti

14 Luglio

Incidente sul lavoro, operaio muore nel fiume Trebbia

Piacenza: l’incidente in Val Trebbia. L’uomo, 66 anni, stava sistemando un tubo per l’approvvigionamento idrico che correva lungo l’argine…

Incidente alla Sabino Esplodenti, tre operai morti

Tre anni fa in un’altra esplosione ci furono tre vitti

14 Luglio

Incidente sul lavoro, operaio muore nel fiume Trebbia

Piacenza: l’incidente in Val Trebbia. L’uomo, 66 anni, stava sistemando un tubo per l’approvvigionamento idrico che correva lungo l’argine…

Si ribalta trattore, muore 44enne nel Tarantino

L’ uomo era impegnato in lavori in un terreno di sua proprietà

17 Luglio 2023Due agricoltori schiacciati dal trattore e un 39enne folgorato: ancora morti sul lavoro

Altri tragici incidenti sul lavoro si sono verificati oggi e nel corso dell’ultimo weekend. Questa mattina a Pavia, in Lombardia,

Colpito da una carrucola caduta dall’alto in cantiere, muore operaio di 59 anni

L’episodio, spiegano Fiom e Cgil di Verona, è avvenuto a Badia Calavena nel pomeriggio

Infortunio in fabbrica, due operai ustionati nel Pavese

Colpiti da una fiammata scaturita da una caldaia

Due agricoltori schiacciati dal trattore e un 39enne folgorato: ancora morti sul lavoro

Anche nel fine settimana non si ferma la tragica scia di sangue

Altri tragici incidenti sul lavoro si sono verificati oggi e nel corso dell’ultimo weekend. Questa mattina a Pavia, in Lombardia, due operai sono stati travolti da un getto d’acqua bollente mentre lavoravano nell’impianto caldaie di un’azienda: hanno riportato ustioni di primo e secondo grado in diverse parti del corpo

19 Luglio

Morti sul lavoro, un 75enne colpito da infarto nel cantiere Amazon di Jesi. A Napoli un operaio 20enne schiacciato da un macchinario

20 Luglio

Operaio 52enne muore in Salento schiacciato tra due camion

E’ sceso dal suo mezzo forse non inserendo il freno a mano

LECCE, 20 luglio 2023, 11:34

Incidente agricolo a Città Sant’Angelo, morto un uomo che stava lavorando la terra con il trattore

A perdere la vita nella giornata di giovedì 20 luglio è stato un uomo di 83 anni che stava lavorando nei campi di sua proprietà

21 luglio

Incidente sul lavoro a Imola, morto in ospedale l’autista travolto dal carico pesante

Il sessantenne di Ferrara, schiacciato da un bancale di pannelli solari in un cantiere edile

Tragedia sul cantiere dell’Alta velocità: morto operaio irpino

La vittima dell’incidente sul lavoro, avvenuto in provincia di Foggia, era di Ariano Irpino

Operaio cade nel vano ascensore nel Pistoiese, ferito

Dramma nelle campagne del Foggiano: uomo muore schiacciato da un trattore

E’ accaduto nelle campagne di Torremaggiore

22 Luglio

Si accascia sul trattore e muore: tragedia nelle campagne di Grotte

Scattato l’allarme, sono accorsi i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, il 118 e i carabinieri

24 Luglio 25 Luglio

Muore bracciante tunisino per il caldo in provincia di Viterbo mentre raccoglieva cocomeri
514 In provincia di La Spezia muore Inghemar Torriti albanese morto in cucina per il caldo, aveva solo 31 anni
515 muore cadendo dal terzo piano operaio albanese di 55 anni a Vado Ligure
516 Porto di Ancona muore per il caldo marittimo straniero
517 muore anziano agricoltore trovato esamine per il caldo in provincia di Agrigento
518 Sempre in provincia di Agrigento muore cadendo in un burrone il pastore Rosario Alaimo aveva 55 anni
519 in provincia di Cosenza un autotrasportatore è morto scontrandosi con un Tir
520 Caserta Raffaello Carrillo muore in un magazzino per il caldo aveva 48 anni

521 Agrigento muore cadendo dall’alto Antonino Burgio era su un ponteggio del cimitero di Aragona, aveva 69 anni e ancora lavorava, come il 40% delle vittime di infortuni sui luoghi di lavoro quest’anno
522 in provincia di Modena muore mentre pota gli alberi in un condominio, probabile morte in lavori domestici
523 Nell’Ogliastra in Sardegna muore per il caldo Gianfranco Incollu, aveva un contratto da precario per sei mesi. Se pensate che il precariato riguardi solo i giovani vi sbagliate di grosso, ormai sono precari tutti i nuovi assunti
524 Taranto nel porto muore Antonio Bellanova travolto da un’ecoballa aveva solo 31 anni
525 In provincia di Torino muore il settimo lavoratore morto per il caldi tra il 24 e il 25 luglio, trovato esanime sul camion
526 In provincia di Savona muore cadendo dal terzo piano l’albanese Alfredo N.

26 Luglio

Operaio muore al lavoro nel Bresciano: schiacciato da un muro in cantiere
L’incidente mortale è avvenuto oggi pomeriggio, mercoledì 26 luglio, a Urago d’Oglio (Brescia). Inutili i soccorsi: l’uomo, 50 anni, è morto sul colpo

Tragedia a Vado, è il 13esimo morto sul lavoro del 2023 in Liguria

L’operaio avrebbe fatto un volo di almeno sette metri, precipitando sull’asfalto. Nonostante l’arrivo dei soccorsi per lui non c’è stato nulla da fare. Nello stesso periodo del 2022 gli infortuni mortali erano stati 4

27 Luglio

Quattro morti sul lavoro in poche ore in Italia

Nel Pescarese un uomo è rimasto schiacciato da un trattore che si è ribaltato. A Udine, nel Crotonese e nel Cosentino tre persone sono cadute da grandi altezze per motivi ancora da accertare

Tragico volo in una ditta di marmi, cade per 9 metri: muore a 46 anni

Pietrasanta, è successo alla “Savema” a Pontenuovo

Morto schiacciato nell’abitacolo: l’operaio aveva moglie e figli

Ennesima vittima sul lavoro, stavolta nel cantiere ex Durpress a Brescia

Trattore si ribalta, muore agricoltore nel pescarese

Incidente a Nocciano, accertamenti carabinieri sull’accaduto

28 Luglio

Incidente sul lavoro, morto 28enne

Il fatto è accaduto sabato mattina a Porano, nell’orvietano. La vittima sarebbe stata agganciata dal macchinario per le rotoballe

Due operai morti sul lavoro a Cuneo e Trani

l primo è precipitato dall’albero che stava tagliando, il secondo colto da infarto mentre lavorava su un’ ponteggio

Udine, incidente sul lavoro: uomo cade da un’altezza di 5 metri e muore

Colto da malore, operaio 53enne muore sull’impalcatura a Trani

29 luglio

BONFERRARO – Infortunio mortale sul lavoro a Bonferraro, in via Mazzini, frazione di Sorgà. Oggi pomeriggio, 29 luglio 2023, un agricoltore di 65 anni del posto stava percorrendo la strada alla guida del suo trattore quando è stato tamponato da un’auto che viaggiava nello stesso senso di marcia.29 lug 2023

Carpenedolo, incidente sul lavoro: 45enne precipita dal tetto e resta infilzato in un tondino di ferro

Dalle prime sommarie informazioni, sembra che abbia improvvisamente ceduto una lastra di copertura facendolo precipitare per circa cinque metri

30 Luglio

Tamponato sul trattorino, muore un agricoltore

L’incidente è successo a Bonferraro, a pochi metri da Castel d’Ario. Ex moglie e figli del 58enne vivono a Mantova

Nove ore a raccogliere melanzane sotto al sole: per i colleghi, Singh Rupinder è morto di fatica e caldo


Amianto : Discariche

Discarica di amianto a Marmirolo, si riparte. L’azienda bresciana ci riprova

Tre settimane fa la rinuncia al progetto. Ora una nuova progettualità di discarica in località Campagnazza, della quale non è stato informato il comune di Marmirolo

Il gruppo bresciano Papa, che tre settimane fa aveva rinunciato in via definitiva al progetto di una discarica di eternit nel territorio di Marmirolo, ha presentato una nuova progettualità agli uffici di Regione Lombardia.

Il nuovo progetto

La conferma è arrivata dall’azienda alla Gazzetta di Mantova. Nuovo progetto di cui al momento non è stato informato il comune di Marmirolo. La ferma contrarietà di territorio, comuni interessati (Marmirolo, ma anche Roverbella vista la prossimità territoriale) e Provincia di Mantova, nei contenuti e nelle procedure – non ha dunque intaccato l’impresa bresciana, che ha riformulato la proposta a Regione Lombardia.

Nel sito da 350mila metri cubi, secondo le intenzioni di Papa finirebbero lastre di amianto pre-trattate e poste in bancali. La durata di gestione dell’impianto in località Campagnazza sarebbe di 30 anni. 

Amianto :Sentenze

Fincantieri, elettricista morto per esposizione amianto. Risarcimento da 869 mila euro alla famiglia

Il Tribunale di Trieste ha condannato Fincantieri S.p.A., azienda italiana operante nel settore della cantieristica navale con sede anche nelle Marche, al risarcimento danni per la morte di un elettricista esposto ad amianto che lavorava presso l’azienda.

L’elettricista aveva lavorato nei cantieri, esponendosi ogni giorno all’amianto a bordo delle navi in costruzione. L’esposizione prolungata causò il mesotelioma, patologia tipicamente correlata alla fibra killer. La diagnosi arrivò nel 2017. La famiglia si è quindi rivolta all’Osservatorio Nazionale Amianto per ottenere giustizia.

L’azienda italiana di cantieristica italiana, Fincantieri, dovrà risarcire la famiglia dell’elettricista, Alfio Derin, esposto ad amianto quando lavorava nei Cantieri riuniti dell’Adriatico.

Lo stesso Ospedale di Cattinara gli aveva diagnosticato un mesotelioma, a marzo del 2017. Una diagnosi causata da una «pregressa esposizione ad absesto».

Il risarcimento di Fincantieri

Il Tribunale ha fissato un risarcimento che verrà liquidato ai famigliari del lavoratore deceduto. L’importo ammonta a 224mila euro per i danni subiti dal lavoratore, da liquidare pro quota agli eredi, 243 mila circa verrano liquidati alla moglie, rimasta vedova, e circa 197mila e 204mila circa per le due figlie rimaste orfane. Una vittoria che lo staff legale, composto dall’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, affiancato dall’avvocato Corrado Calacione, ha ottenuto, dimostrando «il pieno nesso di causalità tra l’esposizione ad amianto e la morte dell’operaio». Ma, è anche opportuno ricordare che l’amianto purtroppo continua a mietere vittime in Italia, come confermano i dati del VII Rapporto ReNaM. A questi casi di mesotelioma riportati si devono poi aggiungere tutti quelli riguardanti le altre patologie da amianto.

Amianto : Sentenze

Morto per esposizione all’amianto, Fincantieri condannata a risarcire 869mila euro alla famiglia

Il Tribunale di Trieste ha condannato la società Fincantieri spa al risarcimento del danno per 869mila euro, per la morte dell’elettricista Alfio Derin, esposto ad amianto quando lavorava nei Cantieri riuniti dell’Adriatico, azienda assorbita da Italcantieri nel 1966, e inglobata a sua volta in Fincantieri nel 1984. Lo afferma in una nota l’Osservatorio nazionale amianto. Il mesotelioma era stato diagnosticato a Derin nel marzo 2017. «Gli stessi sanitari dell’ospedale di Cattinara a Trieste», ripercorre l’Ona, informarono il paziente «che la sua malattia aveva origine dalla ‘pregressa esposizione ad asbesto’»: «lo staff legale, con l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, affiancato dall’avvocato Corrado Calacione, è riuscito a dimostrare il pieno nesso di causalità tra l’esposizione ad amianto e la morte dell’operaio».

Amianto nella tuta, 1,2 milioni a famiglia vigile del fuoco

Viminale condannato a risarcimento da tribunale Reggio Calabria

Con una sentenza dello scorso settembre la seconda sezione civile del Tribunale di Reggio Calabria ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire un milione e 276mila euro aI familiari di un vigile del fuoco calabrese prematuramente scomparso a causa dell’esposizione all’amianto.

A tutelare le parti lese è stata l’avvocata Elisa Ferrarello dello studio Legale Frisani di Firenze.

Amianto : discariche

Presidio davanti il Comune: “Battaglia contro il Keu l’amianto e la base militare”

Iniziativa il 14 ottobre di “No Valdera Avvelenata”

Si torna a manifestare. Viene annuncoato il presidio che si terrà il prossimo 14 ottobre, davanti il Comune di Pontedera”Per un domani senza amianto, inceneritori, KIeu, consumo di suolo e basi militari”. Tutte quelle che vengono ritenute le criticità del territorio, alcune come quella del keu anche finite al centro di un’indagine della Procura di Firenze.

Il presidio, promosso dal Coordinamento “No Valdera avvelenata” e da “No base Pontedera”, è stato convocato – spiega una nota – per protestare “contro la costruzione della nuova base militare diffusa che interesserà, oltre l’area ex Cisam nel parco di Coltano, anche il territorio del nostro comune, zona Tenuta Isabella, con la previsione di un autodromo, e probabilmente di un poligono di tiro, per l’addestramento dei corpi speciali”. Ma non è finita qui. La protesta anche “contro le decisioni dei governi, regionale e locali, che stanno disegnando per il territorio della Valdera un futuro di scempio ambientale, di Keu, di amianto, di inceneritori, di inquinamento, di cementificazione e militarizzazione”. “Sarà anche un’occasione per informare i cittadini di come queste decisioni, oltre ad essere devastanti per il nostro territorio – spiegano gli organizzatori – sottraggono in nome di una scellerata economia di guerra, risorse pubbliche vitali per rispondere ai bisogni dei cittadini in settori come, ad esempio, la scuola o la sanità pubblica, oramai vicina al collasso”. Il presidio del 14 ottobre a Pontedera precede la manifestazione nazionale generale “Fermare l’escalation” del prossimo sabato 21 ottobre a Pisa contro guerra armi e fossile.

Amianto : Discariche

Discarica di amianto a Marmirolo, Regione Lombardia archivia il progetto

No definitivo dopo i rilievi di Comune e Provincia di Mantova. Il sindaco: «Decisiva la sinergia fra enti e cittadini»

MARMIROLO – Una vittoria per il Comune di Marmirolo: l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti di amianto a Pozzolo non si farà. Lo ha ufficializzato nei giorni scorsi Regione Lombardia. Soddisfazione da parte del sindaco Paolo Galeotti, che si è battuto per l’importante risultato con i cittadini, il Comitato “no discarica nella ex Cava Nuove Strade” e la Provincia di Mantova. “Una soddisfazione per l’intero territorio – ha detto il primo cittadino marmirolese – grazie all’impegno di tutti. Una bella testimonianza di impegno congiunto del territorio”.

La vicenda era partita un anno fa, con la ditta Ammit di Brescia che aveva manifestato l’intenzione di aprire una discarica nel territorio di Pozzolo: si è riscontrata subito l’opposizione del Comune e della cittadinanza, con un Comitato costituito proprio per meglio combattere la battaglia, poi stata sostenuta anche dai comuni limitrofi e anche dalla Provincia. E già lo scorso febbraio era arrivato un “no” alla realizzazione dell’opera, facendo calare il silenzio sulla vicenda, fino a quando, qualche giorno fa, la ditta bresciana avrebbe deciso di gettare la spugna.

Salussola, si accende ancora la battaglia contro la discarica di amianto

Cittadini e rappresentanti del comitato «Salussola ambiente è futuro» dovranno combattere una nuova battaglia a tutela del loro territorio. L’ipotesi di dover affrontare un nuovo iter legale e burocratico diventa infatti realtà. La ditta Acqua&Sole, titolare del progetto della discarica di amianto in frazione Brianco, ha notificato nei giorni scorsi l’appello al Consiglio di Stato, in risposta alla vittoria registrata dal movimento solo alcune settimane fa. «Ci aspettavamo che il proponente non si sarebbe fermato ma speravamo di avere più tempo a disposizione per prepararci a quest’ulteriore battaglia» commenta Simonetta Magnone , portavoce e presidente del gruppo. «Oltre alla preoccupazione di dover nuovamente affrontare un percorso di questo tipo, ci angoscia il fatto di doverlo fare in poco tempo con molta fretta e pochissime risorse economiche».

Acqua&Sole ha infatti presentato un’istanza cautelare per sospendere gli effetti delle sentenze che hanno dato, di fronte al Tar, ragione ai cittadini contrari alla realizzazione dell’opera. «L’istanza cautelare potrebbe essere discussa già il prossimo 24 agosto, questo significa dare l’incarico ad un legale e a dei periti alla velocità della luce ma soprattutto, vuol dire per noi reperire fondi che non abbiamo per sostenere le spese».

Un’emergenza che Ambiente e Futuro aveva già cercato di affrontare con una serata aperta al pubblico per poter avviare una nuova raccolta fondi, al fine di garantire la possibilità di proseguire l’iter così come stanno facendo, in autonomia, gli altri due soggetti coinvolti contro la ditta proponente: il Consorzio di tutela del riso DOP e la famiglia Turletti dell’omonima azienda agricola.

Amianto: Sentenze

Venezia, trent’anni a pilotare la barca con amianto: ora l’hotel Cipriani deve risarcire i figli

Il primo caso per un motoscafista morto di mesotelioma pleurico: 629 mila euro agli eredi. La perizia: entità modesta di amianto ma significativa visto il tempo di esposizione

La Corte d’appello condanna l’hotel Cipriani a risarcire i figli di un suo ex motoscafista con 629 mila euro. L’uomo che per oltre trent’anni, dal 1970 fino al 2003, ha accompagnato i vip di tutto il mondo da una parte all’altra della laguna a bordo del motoscafo del blasonato albergo veneziano, nel 2013, all’età di 72 anni, si è spento dopo mesi di agonia per essersi ammalato di mesotelioma pleurico, anche detto il «tumore dell’amianto». P.V. oltre a trascorrere l’intera giornata lavorativa pilotando l’imbarcazione dell’hotel si occupava spesso di piccoli interventi di manutenzione della barca, quella stessa nella quale sono state rilevate tracce di amianto tanto in varie parti del vano motore quanto nel suo rivestimento esterno. Per questo nel 2018 l’avvocato veneziano Enrico Cornelio, per conto della moglie di P.V. (nel frattempo venuta a mancare) e dei suoi due figli, aveva presentato sia un ricorso al tribunale di Venezia affinché gli eredi venissero risarciti per la sofferenza patita dal loro marito e padre prima di morire, sia avviato una causa civile che ripagasse i danni subiti per la malattia provocata dall’esposizione all’amianto

Poco amianto ma esposizione significativa

La sentenza di primo grado aveva stabilito che l’hotel Cipriani dovesse risarcire i parenti del defunto con circa 165 mila euro, saldo che la Corte d’appello ha ora innalzato a 629 mila euro, di cui 318 mila saranno destinati al primo figlio e 311 mila al secondo. Nel corso della perizia tecnica eseguita nel 2018 era stata individuata una sola fibra di amianto nelle parti di legno prelevate dall’interno della motoscafo, un’entità modesta ma «particolarmente significativa considerato il tempo trascorsovi a contatto», come indicò il professionista incaricato dal giudice, l’ingegnere Zipponi. 

Il primo caso per un motoscafista

Il nesso di causa tra il contatto prolungato con l’eternit e il decesso è sempre stato negato dall’hotel Cipriani, difeso dall’avvocato Matteo Fusillo, il quale dovrà comunque risarcire i figli del proprio ex dipendente ora che la Corte d’appello ha confermato la sentenza emessa dal giudice del lavoro Chiara Coppetta Calzavara nel 2019. Fino al momento della prima sentenza che ha riconosciuto le cause del decesso di P.V., le morti per amianto erano sempre state ritenute un problema dei lavoratori in ambito industriale portuale, mai della categoria dei motoscafisti, nesso in cui ha creduto fortemente fin da subito l’avvocato Corne

Amianto killer, 1.800 casi in 26 anni. Giustizia-lumaca: un indennizzo l’anno

Vittime dell’amianto, l’Inail viene nuovamente condannata. La sentenza è relativa ad un caso di decesso nel trapanese, ma siamo alla punta dell’Iceberg. In Sicilia i casi di mesotelioma sono 200 l’anno, ma i casi giudiziari che passano per l’Ona sono appena uno ogni 365 giorni

La nuova condanna all’Inail

Mesotelioma maligno epitelioide. Questo è il nome specifico della malattia che ha stroncato la vita di un lavoratore deceduto circa tre anni fa. Questo tumore si è sviluppato per via dell’esposizione prolungata alle fibre di amianto avvenuta durante i 50 anni di attività del lavoratore, prima come meccanico frigorista, poi nel cantiere navale di Trapani. A stabilirlo è la Corte d’Appello di Palermo, che ha ribaltato la sentenza di primo grado del Tribunale di Marsala e ha condannato l’Inail a risarcire la vedova del defunto. La donna riceverà anche una rendita dal valore di circa 45 mila euro, in aggiunta agli arretrati. In merito al risultato giudiziario Bonanni commenta: “Le malattie da amianto sono ancora sottostimate, ci sono una serie di tumori che sono molto più frequenti rispetto all’entità valutata che la fibra killer ha provocato, soprattutto per gli operatori dei cantieri navali e di altre aziende”.

Amianto, 3.366 sono stati “esposti” I parenti delle vittime: non molliamo

Dopo la notizia dell’archiviazione per 52 decessi sospetti attorno alla Eternit di Rubiera: “Siamo delusi. Ora studieremo le motivazioni, ma siamo pronti a ripartire da cause singole e fatte molto bene

La chiamano ’la corte degli esposti’: sono tutti coloro che hanno fatto parte della produzione di manufatti di cemento amianto, negli anni in cui era legale farlo. E lo è stato fino al 1992, quando una legge lo ne ha vietata la produzione in tutta Italia. Nella provincia di Reggio Emilia questa corte conta 3.366 addetti: impossibile, invece, quantificare quanti vi siano venuti a contatto in maniera collaterale; perché vivevano vicino a una fabbrica, perché lavavano a casa le tute dei mariti o perché quelle fibre d’amianto erano nell’aria o negli oggetti più comuni e innocenti che potessero entrare in casa: come i fornetti-giocattolo per bambini.

In Emilia-Romagna c’erano dieci aziende che producevano lastre di amianto, tra gli anni Sessanta e il 1992; di queste dieci otto erano in territorio reggiano. Quello che può aver fatto la differenza – una differenza fra la vita e la morte – è l’aver fatto rispettare le norme di sicurezza in azienda; regole che già erano in vigore dal 1956: non soltanto usare le mascherine, ma evitare che si sollevassero polveri, abbatterle immediatamente, l’inumidimento materiali, l’effettuare pulizie con aspiranti, il separare i materiali pericolosi dagli altri, il fatto di non consumare i pasti sui luoghi di lavoro e non portare a casa gli indumenti da lavare.

La notizia dell’archiviazione (anticipata ieri dal Carlino) datata gennaio 2021 del fascicolo per omicidio colposo di 52 presunte vittime d’amianto – gravitate intorno alla Icar spa (poi divenuta ‘Industria Eternit Reggio Emilia’) sulla via Emilia a Rubiera – è rimbalzata tra gli addetti ai lavori e familiari delle vittime. Sul registro degli indagati c’erano Stephan Ernst Schmidheiny (ultimo proprietario della Eternit) e Luigi Giannitrapani (ex ad dell’Eternit di Rubiera). Ma il gip del tribunale di Reggio, su richiesta del pm, ha archiviato tutto: “Impossibile attribuire agli indagati la responsabilità per le morti delle persone offese a causa della inalazione dell’amianto per la mancanza di accertamento del nesso di causalità tra il momento della incubazione e quello della morte”, dicono i magistrati

Amianto :Sentenze

Malattie da amianto, banca condannata a risarcire un dipendente

Il lavoratore, che a 44 anni aveva contratto un mesotelioma, indennizzato con 200mila euro per aver lavorato a lungo esposto al materiale nocivo

La Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna nei confronti dell’Inail ad indennizzare il danno da mesotelioma pleurico subito da un uomo di 44 anni, dipendente di Banca San Paolo presso la filiale di Roma Eur, che riceverà 200mila euro di arretrati più una rendita per il resto della vita. L’ente aveva impugnato la sentenza di primo grado, negando che l’amianto potesse essere responsabile dell’insorgenza della malattia. La filiale, come sostenuto in tribunale dai legali del dipendente, era però costituita da una costruzione in amianto, bonificata solo nel 2007. 

L’impiegato ha svolto servizio dal 2000 per 14 anni presso la filiale San Paolo in Viale dell’Arte e ha respirato le fibre di amianto spruzzato anche nelle travi del soffitto” – spiega Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che sottolinea – “solo dopo molti anni dall’inizio dell’attività l’amianto venne bonificato. La prova che ho reso al giudice sulla tardività dell’intervento si è rilevata decisiva, come confermato dalla Corte d’Appello. Dopo questa condanna dell’Inail inizieremo la causa contro la Banca Intesa San Paolo per il risarcimento dei danni differenziali. Purtroppo tra i dipendenti bancari vi è un’alta incidenza di casi di mesotelioma”.

Nuova sconfitta giudiziaria per i lavoratori esposti ad amianto

La Corte di Cassazione mette la parola fine alle richieste di giustizia dei lavoratori esposti ad amianto. A vederla così è l’Ona, Osservatorio nazionale amianto, che commenta la sentenza del Palazzaccio: “l paradosso è che adesso l’INPS chiede indietro ai lavoratori le somme ricevute in questi anni”

Arriva un’altra sconfitta giudiziaria per i lavoratori esposti ad amianto. Gli operai delle industrie meccaniche siciliane che in passato sono stati a stretto contatto con l’asbesto saranno costretti a rimborsare l’Inps delle somme percepite in questi anni. La Corte di Cassazione ha infatti rigettato le richieste dei lavoratori e messo la parola fine ad una vicenda giudiziaria molto lunga. I motivi della sentenza sarebbero “Cavilli, tra i tanti, con i quali si vanifica il dato concreto, costituito dalla prova dell’elevata esposizione ad amianto, senza cautele”, afferma a caldo di Ezio Bonanni, legale dei lavoratori e presidente dell’Ona, l’Osservatorio nazionale amianto.

Una lunga storia processuale

Le tre fasi della vicenda giudiziaria si sono svolte in questo modo. In primo grado gli accertamenti avevano confermato l’elevata esposizione degli operai alla fibra killer, i quali avevano ottenuto il prepensionamento dall’Inps. Poi in Appello la Corte di Catania aveva ribaltato l’esito della prima sentenza, dando ragione all’Istituto nazionale della previdenza sociale. Per tutta risposta l’Ona, l’Osservatorio nazionale amianto, aveva presentato ricorso a questa sentenza. Ricorso che è stato però rigettato dalla Corte di Cassazione. Ciò mette la parola fine alle richieste di giustizia dei lavoratori esposti ad amianto. “Sono talmente amareggiato che non riesco a esprimerlo a parole, abbiamo subito un danno enorme, è un verdetto che non può essere accettato” ha infatti dichiarato Calogero Vicario, responsabile dell’Ona Sicilia.

La lotta con i polmoni pieni d’amianto

“Pensavamo che i giudici avessero umanità, mentre per un cavillo si mette in discussione il rischio di esposizione all’amianto per i lavoratori” spiega il responsabile dell’Ona Sicilia, che prosegue: “Sono amareggiato perché dal 2008 ci battiamo per i diritti dei lavoratori siciliani e per far emergere la problematica dell’amianto in Sicilia”. Come si legge dalla nota dell’Ona Calogero Vicario è uno dei più “battaglieri” degli aventi diritto ai risarcimenti, e ha spostato la causa in tutto e per tutto. “Sin dalla sentenza dall’Appello abbiamo fatto lo sciopero della fame per 100 giorni. Io stesso per protesta mi sono fatto crescere la barba per 1030 giorni e sono stato preso di petto dalle istituzioni” dichiara. Il responsabile di Ona Sicilia si dimostra anche particolarmente preoccupato per le conseguenze della sentenza della Corte di Cassazione: “Il paradosso è che adesso l’INPS ci chiede indietro le somme ricevute in questi anni. Io ho i polmoni pieni di amianto e ho pagato il prezzo più alto. Adesso servono iniziative per aiutare i lavoratori che coinvolgano la politica e per contrastare l’Inps“.

Tanti casi malattie asbesto correlate tra i lavoratori siciliani

L’Ona, nonostante la sentenza, esprime la volontà di proseguire la sua lotta contro l’amianto nelle aule dei tribunali e nelle fabbriche. Tra l’altro la regione Sicilia si dimostra tutt’altro che immune da questi problemi. Infatti è particolarmente elevato il numero di casi di malattie asbesto correlate, tra i quali mesoteliomi, tumori polmonari e asbestosi. Il settimo rapporto ReNaM dell’Inail riporta 1810 casi solo di mesotelioma dal 1992 al 2018il 5,7 per cento del totale in Italia.

Amianto : Vittime

Bari, la Fibronit uccide ancora: ennesima vittima dell’ex fabbrica di amianto

BARI – «Bari piange un altro cittadino, prima ferito e poi ucciso dall’amianto. Una donna. Giovane, che ha vissuto a ridosso della Fibronit sino al giorno in cui ha scoperto di essere stata colpita dal mesotelioma». Inizia così l’ennesima tragica puntata della lunga scia di dolore che l’ex stabilimento Fibronit, la fabbrica di amianto nel cuore del quartiere Japigia, ha portato con sé nell’arco dei decenni fino alla sua dismissione e bonifica.

il racconto ha la voce di Nicola Brescia del «Comitato cittadino Fibronit».

«Una donna che, nel momento in cui ha appreso la terribile diagnosi, era smarrita. E con lei i suoi cari. Nessuno, compreso i medici, era in grado di darle assistenza per affrontare il dramma che stava vivendo e si è rivolta a noi del Comitato Cittadino Fibronit per cercare un minimo di assistenza» racconta Brescia, spiegando che «ci siamo attivati subito coinvolgendo la straordinaria sensibilità dell’associazione familiari vittime amianto di Bari, il cui è responsabile, Lillo Mendola, è stato l’unico supporto della famiglia sino ad oggi».

Un nuovo dramma che mette la città ancora una volta dinanzi alla constatazione che «il mesotelioma ha vinto ancora. Ha tolto il respiro ad una ennesima nostra concittadina – continua Brescia – Ma è sul dolore di queste donne e di questi uomini che nascerà, sull’area della ex Fibronit, il Parco della Rinascita. Ma questo spazio verde non avrà alcun senso se al suo interno non troveranno ascolto e assistenza coloro che vivono esperienze così terribili. Non avrà valore se non sarà anche il luogo in cui prevenire la malattia, specie nelle persone che, professionalmente o come semplici cittadini, sono stati a contatto con le polveri d’amianto. E noi continueremo a chiedere che nel Parco della Rinascita trovi spazio un presidio medico dedicato agli ex esposti all’amianto. Perché solo in questo modo la Rinascita sarà autentica e completa».

Amianto: Sentenze

Amianto nelle locomotive, Inail condannata a pagare rendita di 200 mila euro ai familiari di un ex macchinista

La vedova di Vincenzo Sabato, morto di mesotelioma pleurico per l’esposizione alla “fibra killer”, ne avrebbe avuto diritto già nel 2007. Nel frattempo però è deceduta anche lei. I soldi adesso andranno ai cinque figli della vittima. Il legale: “Quando la giustizia arriva tardi è una vittoria a metà”

L’Inail dovrà pagare una rendita di 200 mila euro alla vedova dell’ex macchinista delle Ferrovie dello Stato, Vincenzo Sabato, morto di mesotelioma pleurico per l’esposizione all’amianto. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Palermo e il diritto è stato riconosciuto a partire dal 2007, anno del decesso. Ma la giustizia è arrivata troppo tardi: la vedova di Sabato, Giuseppa Consiglio, è venuta a mancare l’anno scorso. La somma sarà quindi devoluta dall’Inail ai cinque figli della vittima. Sin dal 2015 la donna aveva cercato di ottenere giustizia per il marito che aveva lavorato in Ferrovie per oltre 30 anni. Ad assisterla, i legali dell’Ona, l’Osservatorio nazionale amianto.

Ferrovie: lavoratori vittime della fibra killer

Proprio tra i dipendenti delle Ferrovie si riscontrano casi maggiori di patologie asbesto correlate, come il mesotelioma, essendo una delle attività lavorative a maggior rischio di esposizione alla fibra killer. Nel settore ferroviario, infatti, sin dalle locomotive a vapore, l’amianto è stato presente in guarnizioni e rivestimenti. Poi dalla metà degli anni ’50 è iniziata la coibentazione con amianto sui nuovi rotabili, allargata in seguito a tutte le ottomila carrozze circolanti. Questa fu interrotta negli anni ’90, quando venne messo al bando il pericoloso cancerogeno. Si passò alla bonifica,completata all’inizio degli anni 2000.

“Le Fs hanno utilizzato amianto in modo abnorme nonostante si conoscessero già le sue capacità lesive per la salute umana – denuncia l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia – solo in seguito alle numerose condanne hanno avviato un tardivo processo di bonifica. Ora però occorre risarcire i danni alle vittime e ai loro familiari. Quando la giustizia arriva tardi è una vittoria a metà – sottolinea – perché, nonostante il risultato, nessuno potrà restituire ai figli un padre, in questo caso anche una madre che per lunghi anni ha atteso il riconoscimento di un diritto”.

L’amianto nelle ferrovie è per Inail un elemento ormai noto. Nell’ultimo Rapporto ReNaM dell‘Inail giunto alla sua settima edizione, si contano circa 160 casi, di cui quasi 70 tra i macchinisti. E purtroppo, tra le vittime inconsapevoli c’è stato anche il palermitano Vincenzo Sabato, come riconosce la sentenza del Tribunale: “Si può affermare – si legge nell’atto – che la patologia (mesotelioma pleurico), che ha portato al decesso Sabato Vincenzo, riconosce la sua origine nell’esposizione lavorativa alle fibre di amianto presenti nei locomotori da lui condotti nei circa 30 anni di dipendenza dalle Ferrovie dello Stato“.

Amianto killer. Cassazione accoglie ricorso della vedova di un dipendente Cotral Spa, morto a 37 anni

Era stato negato il risarcimento perché “fumatore”. La Cassazione accoglie ricorso della vedova di un dipentente a Centocelle Roma per Cotral Spa morto di cancro ai polmoni per esposizione all’amianto a 37 anni

Roma – La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della vedova e degli orfani di un lavoratore esposto ed ucciso da un cancro al polmone dovuto all’esposizione all’amianto.

L’operaio, elettromeccanico e manutentore di mezzi rotabili, dal 1988 aveva lavorato alle officine di Roma Centocelle di Cotral S.p.A., società di trasporto pubblico del Lazio, smontando apparecchiature e componenti elettrici contenenti amianto. Era il 1992 quando iniziarono a comparire i primi sintomi del tumore polmonare che ne causerà il decesso nel 1994 a 37 anni. I familiari si sono rivolti all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere giustizia. Chiamata in giudizio l’azienda è riuscita ad ottenere il rigetto in appello, con la motivazione che il lavoratore fosse fumatore e che il cancro che lo ha ucciso fosse quello del polmone e non mesotelioma.

Nella sentenza infatti si legge: “l’attività lavorativa presso Cotral non era in grado di determinare da sola la produzione dell’evento lesivo, non avendo la forza di superare, in termini di efficienza causale, fattori estranei alla causa di servizio, quali la prolungata massiccia dedizione al fumo e lo svolgimento di una precedente attività lavorativa a rischio per un considerevole lasso di tempo”.

La Corte ha annullato  in luglio 2023 , invece le precedenti sentenze emesse negando il diritto al risarcimento degli eredi e ha riaperto il procedimento per non aver riconosciuto il “ruolo concausale ad ogni fattore, sia pure in maniera indiretta e remota, all’insorgere o all’aggravamento della patologia”.

Rilevano gli Ermellini: “si censura, tra l’altro, la sentenza impugnata per l’errata valutazione della condizione di rischio e dell’entità dell’esposizione, nonché per aver ignorato il ruolo sinergico e di potenziamento degli effetti cancerogeni dell’amianto attribuito al fumo di sigarette e per essersi dissociata dalle leggi scientifiche”. Infatti, soprattutto per il cancro al polmone il fumo di sigaretta e l’amianto contribuiscono entrambi a causare gravi danni alla salute di coloro che ne sono esposti.

La causa dovrà essere nuovamente celebrata in Corte d’appello si dovrà valutare il diritto dei familiari al risarcimento, sia dei danni subiti personalmente sia di quelli sofferti dalla vittima.

«Molti altri dipendenti Cotral hanno subito danni alla salute – dichiara Bonanni – attraverso lo Sportello Nazionale Amianto, siamo a disposizione di tutte le vittime, in particolare nel contesto della città di Roma, che vogliano chiedere il risarcimento dei danni.

Un altro Mondo senza Amianto è possibile