Amianto : Sentenze

La Cassazione condanna la Marina Militare per l’esposizione all’amianto

Condannato in via definitiva a due anni di reclusione l’Ammiraglio Agostino Di Donna per la morte per carcinoma polmonare del meccanico navale Giovanni De Martino. Laura Mara: “Per la prima volta è stato riconosciuto in via definitiva il nesso causale fra l’esposizione alle polveri di amianto e l’insorgenza del carcinoma polmonare in soggetto fumatore”.

Roma, 7 luglio 2023. È arrivata stanotte in Cassazione la condanna definitiva a due anni di reclusione dell’Ammiraglio Agostino Di Donna, riconosciuto responsabile della morte del meccanico navale Giovanni De Martino, deceduto per carcinoma polmonare dopo 36 anni di servizio sulle navi della Marina Militare “cariche di amianto”. Di Donna era stato dapprima Direttore Generale MARISPESAN, ovvero l’Ispettorato di Sanità’ della Marina Militare dal 01.01.1983 al 31.12.1987, poi Direttore DIFESAN, la Direzione Generale della Sanità Militare dal 01.01.1988 al 31.12.1990.  La sentenza è stata pronunciata dalla IV Sezione Penale della Cassazione che ha confermato appunto

Asbetosi polmonare da esposizione di amianto

Asbetosi polmonare da esposizione professionale di amianto (Tribunale Ancona, sez. Lavoro, 02/11/2022 R.G. 29/2021).

Asbetosi polmonare contratta dal lavoratore per l’esposizione all’amianto.

I congiunti del lavoratore, deceduto per alterazione acuta del ritmo e/o della condizione cardiaca in soggetto affetto da amiloidosi sistemica con prevalente interessamento cardiaco e da asbestosi polmonare, allegano che il de cuius ha svolto attività lavorativa nella cantieristica navale dal 13.6.1956 al 31.12.1993.

Sostengono che nell’ambito di tale attività il lavoratore ha subito un’esposizione ad amianto, con conseguente insorgenza della patologia dell’asbestosi, che lo ha portato al decesso in data 2.8.2014.

La convenuta eccepisce preliminarmente la prescrizione dei diritti vantati e l’inammissibilità della domanda di automatico riconoscimento del danno biologico differenziale, stante l’applicazione ratio temporis dell’art. 13 D. Lgs. 38/2000 che ha inserito il danno biologico nella copertura assicurativa pubblica, con conseguente esonero da responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell’art. 10 TU 1124/65. Nel merito, contesta la responsabilità per la morte del lavoratore evidenziando che non vi era divieto normativo per utilizzo di amianto sino al 1992, non vi era dispositivo di protezione individuale idoneo alla protezione dalle fibre di amianto, non vi era consapevolezza della pericolosità dell’amianto.

Il Tribunale ritiene il ricorso fondato.

In via preliminare, con riferimento all’eccezione di prescrizione, viene rilevato che per i danni iure proprio, trattandosi di responsabilità extracontrattuale trova applicazione la prescrizione quinquennale, mentre per i danni iure hereditatis, trattandosi di responsabilità contrattuale per violazione dell’art. 2087 c.c., si applica la prescrizione decennale.

Nel caso di specie, risulta correttamente interrotta la prescrizione quinquennale per il danno jure proprio.

Per quanto riguarda il danno jure hereditatis, invece, è intervenuta la prescrizione.

Il danno iure hereditatis è stato determinato dalle lesioni e non dalla morte del lavoratore per asbetosi polmonare, sicché non è applicabile a tale danno il raddoppio dei termini prescrizionali previsto dall’art. 157 c.p., come riformulato dall’art. 6 comma 1 legge 251/2005 e in vigore dall’8.12.2005.

Ciò posto, riguardo all’esonero di responsabilità invocato dal datore di lavoro,  l’eccezione può valere unicamente per le voci di danno soggette a copertura INAIL, ossia per alcuni aspetti del danno iure hereditatis, non invece per il danno causato a terzi per lesione del vincolo parentale, laddove, non essendoci copertura INAIL, non può applicarsi la regola dell’esonero. Conseguentemente, ritenuto prescritto il danno iure hereditatis l’eccezione deve ritenersi assorbita.

In caso di danno biologico, i danni conseguenti ad infortuni sul lavoro verificatisi, nonché a malattie professionali denunciate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3, l’INAIL nell’ambito del sistema d’indennizzo e sostegno sociale, in luogo della prestazione di cui all’articolo 66, primo comma, numero 2), del testo unico, eroga l’indennizzo previsto e regolato dalle seguenti disposizioni:

a. le menomazioni conseguenti alle lesioni dell’integrità psicofisica di cui al comma 1 sono valutate in base a specifica “tabella delle menomazioni”, comprensiva degli aspetti dinamico-relazionali. L’indennizzo delle menomazioni di grado pari o superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento è erogato in capitale, dal 16 per cento è erogato in rendita, nella misura indicata nell’apposita “tabella indennizzo danno biologico”. Per l’applicazione di tale tabella si fa riferimento all’età dell’assicurato al momento della guarigione clinica. Non si applica il disposto dell’articolo 91 del testo unico;

b. le menomazioni di grado pari o superiore al 16 per cento danno diritto all’erogazione di un’ulteriore quota di rendita per l’indennizzo delle conseguenze delle stesse, commisurata al grado della menomazione, alla retribuzione dell’assicurato e al coefficiente di cui all’apposita “tabella dei coefficienti”, che costituiscono indici di determinazione della percentuale di retribuzione da prendere in riferimento per l’indennizzo delle conseguenze patrimoniali, in relazione alla categoria di attività lavorativa di appartenenza dell’assicurato e alla ricollocabilità dello stesso. La retribuzione, determinata con le modalità e i criteri previsti dal testo unico, viene moltiplicata per il coefficiente di cui alla “tabella dei coefficienti”. La corrispondente quota di rendita, rapportata al grado di menomazione, è liquidata con le modalità e i criteri di cui all’articolo 74 del testo unico.”

Orbene, l’inserimento del danno biologico nella copertura assicurativa INAIL non esclude la responsabilità del datore di lavoro né per il danno complementare in caso di provata responsabilità civile, non operando in tali casi l’esonero di cui al citato art. 10, in quanto non si tratta di voci di danno coperte dall’assicurazione obbligatoria, né per il danno differenziale nell’ipotesi di riscontrata responsabilità penale.

Venendo al merito della controversia, i ricorrenti hanno fornito prova sufficiente dell’inadempimento del datore di lavoro all’obbligo sancito dall’art. 2087 c.c. e della conseguente insalubrità dell’ambiente di lavoro per sussistenza di esposizione all’amianto, del nesso causale tra tale esposizione e del danno subito consistente nell’asbestosi polmonare che ha portato al decesso, mentre nessuna prova liberatoria è stata fornita dal datore di lavoro ai sensi del combinato disposto degli art. 1218 e 2087 c.c.

Le testimonianze svolte hanno confermato che durante l’attività lavorativa presso il cantiere navale il lavoratore era stato a contatto con l’amianto per le specifiche mansioni a lui assegnate, dovendo tagliare le paratie coibentate con amianto a spruzzo per svolgere le attività di tubista e montatore, a volte forando anche fogli in amianto per realizzare le guarnizioni.

Il CTU ha rilevato che “secondo il parere aggiunto redatto dall’Inail, sede di Ancona, datato 10 novembre 2004,  vi è evidenza di lavorazioni con impiego di prodotti contenenti amianto nel periodo successivo al 1986. Nella fattispecie, si specificavano operazioni di saldatura automatica ad arco sommerso con tecnica one-side su supporto FAB 1, il quale si componeva di vari materiali, tra cui anche un film composto da tessuto di amianto”.

Alla luce di ciò, tenuto conto che il lavoratore ha prestato attività lavorativa dal 1956 al 1993, viene ritenuto accertato il contatto con polveri di amianto sia per l’attività specifica

svolta sia per l’esposizione ambientale diffusa dovuta alla presenza di lavoratori addetti a diverse mansioni, anche comprendenti la manipolazione di amianto, nello stesso luogo, e alla rimozione delle polveri di lavorazione dai luoghi e dalle tute di lavoro con metodi che favorivano il diffondersi delle polveri anche in presenza degli operai o da parte di questi stessi.

Pacifica, pertanto, l’esistenza di un’esposizione professionale all’amianto almeno trentennale e conseguentemente pacifica l’esistenza del nesso di causa tra l’asbestosi polmonare.

Concludendo, la società datrice di lavoro viene condannata a risarcire il danno iure proprio causato ai ricorrenti, quantificato in oltre seicentomila euro.

Avv. Emanuela Foligno

12 Luglio 2023

Incidente sul lavoro a Torino Parella: travolto da un motore caduto, morto un meccanico

Inutili tutti i soccorsi

Un meccanico, Angelo Devito (nella foto sotto) di 58 anni, è morto all’ora di pranzo di oggi, mercoledì 12 luglio 2023, nell’autorimessa di via Lessona 39 a Torino, dove stava lavorando. A dare l’allarme sono state alcune persone che hanno sentito un tonfo e lo hanno trovato esanime. I sanitari accorsi sul posto hanno provato a rianimarlo, ma senza successo.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione Torino Campioglio e gli ispettori dello Spresal dell’Asl Torino. In effetti si è trattato di un incidente sul lavoro: l’uomo è stato travolto da un motore su cui stava operando. Questo era collocato su un ponte e per cause da accertare gli è caduto addosso senza lasciargli scampo.

L’uomo abitava vicinissimo al posto di lavoro e in breve i suoi familiari sono arrivati lì, dopo essere stati informati della tragedia. Dai primi riscontri, lavorava nell’officina meccanica in modo irregolare.

Operaio schiacciato da un macchinario nel Cagliaritano

Incidente sul lavoro questo pomeriggio in una azienda che si occupa di prodotti per l’industria, compensatori e tubi flessibili metallici.

Un operaio di 50 anni è stato schiacciato da un macchinario e adesso è ricoverato all ospedale Brotzu di Cagliari con una prognosi di 40 giorni.
    L’infortunio, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, è avvenuto nel primo pomeriggio alla Elasto Meccanica, nella zona industriale di Macchiareddu, nel comune di Uta

11 Luglio 2023

Lavora sull’asfalto sotto al sole e si sente male: muore a 44 anni

L’uomo era un operaio, al lavoro in strada: in città da giorni le temperature sono afose

Un uomo di 44 anni ha accusato un malore mentre stava lavorando in strada, sotto il sole, ed è morto. L’operaio si stava occupando di tracciare la segnaletica stradale a Lodi dove oggi, martedì 11 luglio, le temperature percepite sfiorano i 40 gradi centigradi. Dopo il malore accusato l’uomo è morto in ospedale. 

Immediatamente soccorso dal collega che era impegnato con lui in quel momento, in pochi minuti è stato trasportato al Pronto soccorso del vicino ospedale Maggiore dal soccorso sanitario arrivato sul posto con la sirena accesa, insieme alla polizia. In ospedale, però, ogni rianimazione è risultata vana e l’uomo, originario di Cinisello, è stato dichiarato morto. La causa è stata messa in relazione con la cappa di caldo che da giorni c’è in città. 

L’uomo si trovava all’interno della piazzola ecologica di Strada Vecchia Cremonese, al confine con le campagne poco fuori città, e stava lavorando per rifare la segnaletica orizzontale. Il teatro del dramma è una spianata di cemento che si estende su diversi metri quadrati, senza alberi, dove il caldo si avverte più del normale.

Poco dopo mezzogiorno l’uomo non fa a tempo a dire di stare male. Sta lavorando alla segnaletica orizzontale per una ditta incaricata da Linea Gestioni A2A, come spiega il Comune, utilizzando vernice a spruzzo. In quelle ore, i gradi centigradi percepiti nell’area superano i 45°. Poi, l’attacco cardiaco e la caduta sull’asfalto: subito alcuni presenti si sono precipitati per aiutarlo, tra colleghi e operatori, tentando di rianimarlo anche con l’utilizzo di un defibrillatore, secondo quanto riportato da siti locali

Infortunio sul lavoro a Jesi, la cabina del trattore si ribalta: grave un operaio

Incidente nella linea di montaggio della Cnh industrial. L’uomo è stato trasportato in eliambulanza all’ospedale di Torrette. I sindacati hanno proclamato lo sciopero immediato

Jesi (Ancona), 11 luglio 2023 – Operaio lavora dentro la cabina metallica di un trattore, quando, improvvisamente questa si ribalta su un fianco e lui batte la testa. Grave infortunio sul lavoro stamattina attorno alle 11,45 allo stabilimento Cnh industrial, in via Leone XXIII nella zona industriale.

Secondo una prima ricostruzione, al vaglio dei carabinieri e degli ispettori del lavoro dell’Ast Ancona, un giovane operaio sarebbe rimasto ferito mentre stava lavorando all’inizio della linea di montaggio dentro una cabina metallica grezza. Accorso il personale sanitario con l’eliambulanza atterrata nel piazzale l’operaio e l’ambulanza della Croce Verde di Jesi è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Torrette.

10 luglio 2023

Morto operaio rimasto ferito in un incidente sul lavoro

Era caduto da una scala giorni fa nel vibonese

Èdeceduto a causa delle gravi ferite riportate l’uomo che nei giorni scorsi era stato vittima di un incidente sul lavoro avvenuto a Trainiti, zona industriale situata sulla costa di Vibo Valentia.

Massimo Moschella, di 55 anni, aveva subito un trauma cranico commotivo a seguito di una caduta da una scala.
    Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 i quali, constatate le gravi condizioni del paziente, avevano chiesto l’intervento dell’elisoccorso di Lamezia Terme per il trasporto urgente del ferito all’hub di Catanzaro.
    Sono in corso le indagini dei carabinieri per determinare la dinamica dell’incidente.

La vittima era il padre di don Davide Moschella, parroco della chiesa di San Nicola ad Arzona, frazione del Comune di Filandari, nel Vibonese.

Travolto da un tronco mentre fa legna, morto 69enne in Trentino

n uomo di 69 anni, è morto a Terzolas, in Trentino, mentre tagliava della legna in località Malghet, in valle di Sole.

L’uomo – si apprende – è stato travolto da una pianta poco prima delle 11.
    Dalle prime ricostruzioni, affidate ai carabinieri della stazione di Malè, il 69enne si è recato nei boschi da solo per tagliare della legna per uso privato.

Durante le operazioni è stato travolto da un tronco. A lanciare l’allarme è stata una persona che passava nella zona e ha notato il corpo riverso a terra. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
    Sul posto, assieme ai militari, sono intervenuti gli operatori di Trentino emergenza, il Soccorso alpino e i vigili del fuoco volontari dell’abitato.
   

9 Luglio 2023

TRAGEDIA A CATTOLICA ERACLEA (AG), SI RIBALTA CON TRATTORE E MUORE

Un 66enne di Cattolica Eraclea (Ag), Francesco Tutino, è morto dopo che il trattore che stava guidando in contrada Mortilla si è ribaltato.

Stava arando il suo appezzamento di terreno ed è rimasto schiacciato dal suo trattore. Nonostante l’intervento dell’elisoccorso del 118, per l’agricoltore non c’è stato nulla da fare. I soccorritori, nonostante i tentativi di rianimazione, non hanno potuto far altro – stando a quanto è stato ricostruito dai carabinieri di Cattolica Eraclea – che constatarne la morte.

8 Luglio 2023

Muore a 28 anni incastrato in un macchinario, tragico incidente sul lavoro

Dramma a Porano, nelle campagne di Orvieto: il giovane stava lavorando con un trattore su delle rotoballe quando è stato agganciato da un macchinario. Cordoglio del sindaco Marco Conticelli

Terni, 8 luglio 2023 – Incidente mortale sul lavoro nella tarda mattina di sabato 8 luglio a Porano (Terni), in località Poggio Amante. Un uomo di 28 anni di Orvieto è morto mentre stava lavorando in un terreno agricolo. 

Gianluca Rossi, chi era la vittima

In base alle prime informazioni, sembra che il giovane stesse lavorando con un trattore su delle rotoballe. A un certo punto un macchinario lo avrebbe agganciatoincastrandolo negli ingranaggi. Il giovane, nonostante i soccorsi degli operatori del 118, è deceduto sul colpo. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Orvieto e i carabinieri per gli accertamenti del caso.

Si ribalta un trattore in provincia di Campobasso, due morti

Il fatto è accaduto poco dopo le 7 di questa mattina presso Baranello, in contrada Fonte Garile, provincia di Campobasso, le vittime erano marito e moglie. Ancora da accertare le dinamiche dell’incidente

Intorno alle 7 di questa mattina, presso Baranello, in contrada Fonte Garile, provincia di Campobasso, due persone sono morte travolte da un trattore dopo che il mezzo si è ribaltatato. Sul posto sono giunti il 118, i vigili del fuoco e i carabinieri, tuttora in corso gli accertamenti per stabilire la dinamica di quanto accaduto. Le vittime, che erano a bordo del trattore con un rimorchio carico di legna, sono marito e moglie, di 81 e 83 anni. L’intervento delle forze dell’ordine è ancora in corso e avviene con difficoltà considerato che l’incidente è avvenuto in una zona particolarmente impervia.

Tragedia a Busseto: 38enne cade da otto metri di altezza e muore

L’uomo, un operaio, è precipitato oggi pomeriggio da un tetto mentre montava alcuni pannelli

Tragedia a Busseto: un 38enne, Maurizio Giordano, originario della Basilicata, è caduto dal tetto dello stabilimento dove stava montando alcuni pannelli, precipitando da un’altezza di 8 metri. Per lui non c’è stato nulla da fare ed è morto sul colpo. 
L’incidente mortale si è verificato oggi pomeriggio, 8 luglio. Per cause in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, l’uomo, un operaio, sarebbe precipitato dal tetto di una struttura. 

Subito sono scattati i soccorsi nel tentativo di salvarlo, ma le ferite riportate erano troppo gravi.

7 Luglio 2023

Tragedia a Vignolo: operaio travolto e ucciso da un camion nel cortile dell’azienda

Da gennaio otto vittime di incidenti sul lavoro in provincia di Cuneo

Investito da un camion nel cortile dell’azienda, un giovane operaio è morto in ospedale a Cuneo per le ferite riportate. L’incidente sul lavoro è avvenuto oggi (venerdì 7 luglio) alla Fissolo Trasporti di Vignolo, poco prima delle 12. Secondo una prima ricostruzione, l’autista per fare rifornimento di gasolio ha parcheggiato il mezzo pesante. Forse per un guasto all’impianto frenante, improvvisamente il camion ha iniziato a muoversi e ha colpito Dabo Mahamadou (34 anni, originario del Mali). Immediati i soccorsi da parte dei colleghi, poi l’arrivo dell’èquipe medica del 118, intervenuta con i vigili del fuoco del comando provinciale e i carabinieri della Compagnia di Cuneo.

Si ribalta con il trattore e rimane schiacciato: gravissimo un uomo

L’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza ha inviato sul posto l’elisoccorso di Como e il Soccorso Alpino in codice rosso. Insieme a loro anche i Vigili del fuoco

Incidente sul lavoro questa mattina, venerdì 7 luglio 2023, a San Bartolomeo in Val Cavargna: un uomo di 73 anni si è ribaltato con il trattore ed è rimasto schiacciato dal mezzo. Le sue condizioni sarebbero gravissime.

6 Luglio 2023

Milano, incidente sul lavoro in via Boffalora: morto artigiano di 67 anni

Milano, incidente sul lavoro in via Boffalora oggi: cosa è successo

La notizia di questo ennesimo incidente sul lavoro a Milano è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi, ma la tragedia si è consumata intorno alle 15.30. La vittima è un uomo di 67 anni che lavorava in una ditta situata nella periferia meridionale della città. Precisamente in via Boffalora, al numero civico 15, lungo il Naviglio pavese, quasi ai confini con Assago, nota località in provincia di Milano.

Subito sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, così come i membri della polizia. Questi ultimi stanno svolgendo indagini e accertamenti di vario tipo per cercare di capire bene la dinamica di ciò che è successo. Stanno anche acquisendo diverse prove per far luce sull’accaduto. Sono stati allertati anche i tecnici dell’Ats di Milano, i quali si occupano di infortuni sul lavoro. Il loro contributo sarà fondamentale per capire se questo bruttissimo episodio poteva essere evitato o meno.

Cade mentre lavora in cantiere nel Modenese, grave un operaio

un operaio di origini rumene di 54 anni è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Bologna dopo un infortunio sul lavoro causato, probabilmente, da un malore.

L’uomo stava lavorando su un cantiere a Limidi di Soliera, in provincia di Modena, quando, dalle prime ricostruzioni, sarebbe caduto tra un ponteggio ed alcune travi.


    Il 54enne è ora ricoverato in prognosi riservata.

Operaio muore durante la manutenzione di una condotta idrica

Un operaio è morto questa sera ad Ailano, in provincia di Caserta, mentre stava effettuando la manutenzione di una condotta idrica in un tombino.

Lo si apprende dai vigili del fuoco del comando provinciale di Caserta, una cui squadra, proveniente dal distaccamento di Piedimonte Matese, è intervenuta sul posto, in località le Vaglie.


    I vigili del fuoco hanno recuperato l’operaio attraverso una manovra ‘saf’ (speleo alpino fluviale), consegnandolo alle cure del personale del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Esplode fabbrica di fuochi d’artificio: muore operaio 51enne

Un’esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio a Roccarainola, in provincia di Napoli (Campania), al confine con Nola, ha causato la morte dell’operaio Raffaele Miele. Nella fabbrica una tragedia analoga 21 anni prima.

L’esplosione è avvenuta stamani intorno alle 11 di oggi, giovedì 6 luglio 2023, nella fabbrica di fuochi pirotecnici Fireworks della famiglia Lieto.

La fabbrica si trova a circa 150 metri dall’abitato, isolata verso una zona collinare,  l’area è stata subito interdetta. Sul posto Vigili del Fuoco, Protezione Civile, anche i Carabinieri del Nucleo Artificieri.

Amianto: Esposti

Denunciavo l’amianto nella sede delle Poste e dopo 20 anni sto morendo per un cancro”

Il dramma di un ex sindacalista: lavoravamo a pochi metri dal “saccaio”, il vecchio magazzino-deposito dove erano state stoccate le fibre

Amianto, ex dipendenti di Isochimica chiedono aiuto a Mattarella

Dopo giudizio penale risarcimenti fermi da cinque anni

ANSA)- AVELLINO, 3 LUG- “Quella che si era prospettata come un’occasione di riscatto e di stabilità per le nostre famiglie, si è trasformata in un incubo”.

È uno dei passaggi contenuti nella lettera che quattro ex scoibentatori dell’Isochimica di Avellino hanno inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la richiesta di essere ricevuti al Quirinale.

“Ex infermiere morto per esposizione all’amianto”, nessun risarcimento alla famiglia

Anche la Corte d’Appello di Firenze respinge il ricorso degli eredi dell’ex lavoratore all’ospedale psichiatrico

Nessun risarcimento ai familiari dell’uomo morto per fibrosi polmonare che lavorava all’ex ospedale psichiatrico di Maggiano. Anche la corte d’Appello di Firenze ha respinto le istanze della figlia e della moglie che avevano chiesto il risarcimento danni per esposizione all’amianto che a loro dire avrebbe poi causato prima la malattia e poi la morte del congiunto.

Un altro Mondo senza Amianto è possibile