26 Febbraio 2023

Tragico incidente sul lavoro nel grattacielo della Regione a Torino: operaio cade da una scala e muore

Erano in corso i lavori dello smantellamento del cantiere dopo l’inaugurazione di ottobre

Antonio Del Mondo, operaio 55enne di Otranto (Lecce), è morto in un incidente mentre stava lavorando nello smantellamento del cantiere del grattacielo della Regione Piemonte, inaugurato a ottobre 2022 in via Nizza a Torino, nella mattinata di ieri, domenica 26 febbraio 2023. Secondo i primi riscontri sarebbe caduto da una scala portatile appoggiata sul tetto di una baracca a ridosso di via Passo Buole. Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spresal dell’Asl Torino, che procedono con le indagini sull’accaduto. Nonostante non sia caduto da una grande altezza, il decesso è avvenuto sul colpo, forse a causa dell’urto contro uno spigolo. La zona è stata sequestrata per consentire le indagini della procura cittadina, coordinate dal pm Alessandro Aghemo. Sul posto anche le volanti della polizia.

Dramma in un magazzino: uomo muore travolto nel crollo di un solaio

Tragedia a Cavriglia: un uomo di 60 anni ha perso la vita all’interno di un magazzino

Ha perso la vita nel crollo del solaio di un magazzino. Un terribile incidente è avvenuto nella tarda mattinata a Cavriglia. Erano le 13 circa quando sono stati chiamati i soccorsi. I vigili del fuoco e i sanitari dell’emergenza urgenza sono accorsi all’interno di un magazzino, dove un uomo è stato trovato senza vita, sotto alle macerie di un solaio in cartongesso distrutto.

L’uomo, un 60enne padre di due figli che viveva nel comune valdarnese, si era recato nel magazzino che si trova nella zona industriale, a nord della cittadina, nei pressi dell’area di Bomba, con un furgone prestato dal fratello per prelevare un’attrezzatura in metallo. 

Giunto nella struttura è salito in un locale ad uso ufficio, realizzato in uno spazio controsoffittato. Ma, stando ad una primissima ricostruzione, proprio mentre stava cercando di spostare l’attrezzo (una rulliera in metallo, molto pesante), il pavimento sotto ai suoi piedi avrebbe ceduto e il 60enne sarebbe precipitato per circa tre metri. Nella caduta sarebbe stato travolto e avrebbe perso così la vita. 

Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco che hanno estratto il 60enne dalle macerie. Sul posto sono accorsi anche gli ispettori del Presidio sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro della Asl Toscana Sud Est: nonostante l’uomo fosse in pensione, infatti, il decesso è avvenuto in un luogo di lavoro

Incidente sull’A1, tir giù da un viadotto: morto l’autista

Il mezzo è uscito fuori strada tra Calenzano e Barberino di Mugello in direzione Bologna, all’altezza del km 274. Lo stesso tratto autostradale è stato chiuso al traffico, per poi essere riaperto

E’ stato chiuso per qualche ora e poi riaperto dopo le 11, il tratto dell’A1 tra Calenzano e Barberino di Mugello in direzione Bologna, che è stato interessato da un incidente autonomo avvenuto all’altezza del km 274. Erano circa le 7 quando un tir, dopo aver perso il controllo, ha sbandato uscendo fuori strada in corrispondenza del viadotto Marinella. A seguito dell’incidente il mezzo è andato in fiamme e il conducente è morto. Lo ha comunicato Autostrade per l’Italia.

Amianto :Discariche

Fermiamo tutti insieme gli oltraggi al territorio”

Nasce “No Valdera avvelenata“ e coordinerà una ventina di associazioni. Tante le battaglie da portare avanti: dalle discariche riaperte al caso Keu.

Si chiama “No Valdera avvelenata” ed un coordinamento di una ventina di associazioni unite dal filo della tutela ambientale ma anche di un contrasto a un modello di sviluppo che in questi ultimi decenni sta caratterizzando la Valdera. Tra i temi c’è la gestione dei rifiuti, la riapertura dell’ex discarica della Grillaia tra Chianni, Terricciola e Lajatico e l’ampliamento della discarica di Legoli a Peccioli. E poi lo scandalo Keu e il progetto per la nuova base militare.

“Il nostro coordinamento – spiega Antonio Piro – raggruppa soggetti differenti dagli studenti agli operai della Piaggio. Il tentativo è quello di rompere il muro dell’indifferenza che si è creato in Valdera su questi temi. Raccogliamo sensibilità diverse unite dal contrasto a un modello di sviluppo che non vogliamo appoggiare. Il prossimo 4 marzo faremo una manifestazione a Pontedera per chiedere alla Regione il ritiro della delibera che ha permesso la riapertura della Grillaia e per bloccare il conferimento dell’amianto”.

La manifestazione in programma per il primo sabato di marzo alle 15.30 sotto il palazzo comunale di Pontedera è incentrata sul tema della Grillaia, ma l’obiettivo del coordinamento è ampliare il raggio di interesse. “Questa sarà la nostra prima manifestazione – continua Piro – ma stiamo già pensando a una seconda a Peccioli, sull’ampliamento della discarica della Belvedere”. Nel manifesto pubblicato dal coordinamento vengono sviscerati i temi di cui vorranno occuparsi, argomenti che magari fino ad ora sono stati trattati singolarmente dalle varie associazioni che ne fanno parte. “La riapertura della ex discarica La Grillaia a Chianni, con il conferimento di 270 mila metri cubi di amianto, rappresenta a nostro parere un inaccettabile oltraggio al territorio della Valdera – scrivono –. La Regione Toscana ha irresponsabilmente autorizzato questo progetto regalando a un privato la possibilità di fare grandi affari contro il bene collettivo al di fuori di un piano regionale pubblico sui rifiuti e, in particolare, sull’amianto”. Poi c’è lo scandalo Keu che ha fatto emergere la questione dell’inquinamento di diversi territori regionali e lo smaltimento illegale dei residui dei fanghi conciari.

Amianto :Sentenze

Amianto: 600mila euro alla famiglia del militare morto di cancro

Sentenza a Roma, sottufficiale impiegato in Albania e Kosovo

(ANSA) – NAPOLI, 22 FEB – Il Tribunale di Roma ha condannato il ministero della Difesa a risarcire, con 600mila euro, la famiglia del militare casertano Leopoldo Di Vico, deceduto nel marzo 2015, a soli 58 anni, dopo una lunga malattia contro il cancro sviluppatosi in seguito ad esposizione ad amianto ed altri cancerogeni.

Le missioni in Albania e Kossovo

Una dura battaglia quella del luogotenente dell’Esercito italiano, meccanico dei mezzi blindati e corazzati del battaglione meccanizzato Granatieri di Sardegna, impiegato anche in Albania e Kossovo, un’altra vittima dei proiettili all’uranio impoverito, dei metalli pesanti, e dell’amianto, che hanno provocato l’insorgenza del carcinoma uroteliale del bacinetto renale.

23 Febbbraio 2023

Rimane imbrigliato in un attrezzo collegato al trattore e perde la vita: inutili i soccorsi

L’incidente mortale ha avuto luogo nella zona di via Anson, a Minerbe, nel pomeriggio di mercoledì. In soccorso della vittima si sono diretti sul posto i vigili del fuoco ed il personale del 118

Un drammatico incidente agricolo si è verificato nel pomeriggio di mercoledì a Minerbe. 
Stando alle prime informazioni giunte, poco prima delle ore 16 un uomo si trovava al lavoro nella zona di via Anson, quando sarebbe rimasto imbrigliato in un attrezzo collegato al trattore, il cardano: stava forse raccogliendo dei teli, quando sarebbe finito nell’ingranaggiio del motore. In soccorso del 65enne, C.C., sono arrivati i vigili del fuoco con una squadra e il personale del 118 con elicottero e ambulanza, ma per la vittima non c’è stato niente da fare ed è deceduta. 
Sul posto anche i carabinieri. 

22 Febbraio 2023

Modena: incidente sul lavoro a Cavezzo, muore un uomo di 56 anni

L’uomo stava lavorando sul tetto di una casa quando è improvvisamente caduto da un’altezza di due metri

Modena, 22 febbraio 2023 – Ennesima tragedia sul lavoro questa mattina a Cavezzo. Un artigiano di 56 anni ha perso la vita in seguito ad un incidente avuto mentre stava lavorando in un cantiere per la ristrutturazione di un’abitazione privata.

L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 10.30 è caduto da un’altezza di due metri circa proprio mentre lavorava sul tetto dell’abitazione.

Le sue condizioni sono apparse da subito gravi. Portato d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, l’uomo è deceduto nel pomeriggio a causa dei gravissimi traumi riportati nell’impatto

Incidente sul lavoro ad Ansaldo Energia, ferito operaio

E’ stato portato in gravi condizioni all’ospedale

Grave incidente sul lavoro nella fabbrica di Ansaldo Energia a Genova.

Un operaio di 37 anni è stato colpito alla testa da un pezzo di una macchina utensile.

21 Febbraio 2023

Incidenti lavoro: operaio muore folgorato nel Siracusano

Aveva 36 anni

ANSA) – AVOLA, 21 FEB – Incidente sul lavoro oggi ad Avola, nel Siracusano.

La vittima Salvatore Eroe, operaio di 36 anni, sembra sia rimasto folgorato dalla corrente elettrica.

Secondo una prima ricostruzione della polizia, l’operaio era impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile.
    Immediatamente è stato soccorso dai colleghi ma è deceduto subito. “A nome della Città di Avola – dice il sindaco Rossana Cannata – e mio personale esprimo il più profondo cordoglio e la piena vicinanza ai familiari del lavoratore deceduto sul luogo di lavoro e alla famiglia”.
    La scarica elettrica è stata letale per l’operaio. A nulla sono valsi i soccorsi e i disperati tentativi di strapparlo alla morte. Le indagini sono affidate alla Polizia. La Procura di Siracusa ha aperto una inchiesta per verificare le cause del decesso ed eventuali responsabilità in questo incidente sul lavoro. L’indicente è avvenuto nell’ultimo giorno della festa in programma ad Avola, con la sfilata di chiusura del carnevale storico. (ANSA).

Cantiere autostrade: A6, feriti 2 operai caduti da ponteggio

Volo di 3 metri, portati in ospedale in codice giallo

(ANSA) – ROCCAVIGNALE, 21 FEB – Infortunio sul lavoro questa mattina intorno alle 9 nel savonese.

Due operai che stavano lavorando su un pilone di un viadotto dell’autostrada A6 all’altezza di Roccavignale sono caduti dal ponteggio su cui si trovavano.

Un volo di circa 3 metri a causa del quale hanno riportato rispettivamente un trauma cranico e una ferita a una spalla e a una gamba. Le loro condizioni non sono gravi.
    Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia, carabinieri, Asl e medici del 118, oltre all’elisoccorso che però fortunatamente alla fine non si è rivelato necessario. I due sono stati portati in ospedale in ambulanza in codice giallo. (ANSA).

Tragico incidente in un campo tra Salassa e Valperga: uomo travolto da un albero, morto

Lo stava tagliando insieme ad altre due persone che hanno dato l’allarme. Il terreno era di sua proprietà

Tragico incidente nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio 2023, in località Valleri a Salassa, dove l’80enne Martino Coha, residente a Valperga (in sostanza a pochi metri dal luogo dove è accaduto l’episodio) è stato travolto da un albero che stava tagliando insieme a due persone (che hanno immediatamente chiesto aiuto) su un terreno di sua proprietà lungo la statale 460.

Quando i sanitari sono arrivati sul posto, insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea, ormai la situazione era compromessa e non c’era più nulla da fare. Per gli accertamenti del caso sono poi intervenuti i carabinieri delle stazioni di Rivarolo Canavese e Cuorgnè. Sul posto anche il sindaco di Salassa, Roberta Bianchetta. Le indagini saranno svolte formalmente dallo Spresal dell’Asl To4 in quanto il decesso viene considerato un incidente sul lavoro.

20 Febbraio 2023

Incidenti sul lavoro in Fvg, gravi due operai

Due distinti infortuni a Pozzuolo e a San Giorgio di Nogaro

(ANSA) – UDINE, 20 FEB – Due distinti incidenti sul lavoro si sono verificati oggi in Friuli: in entrambi i casi le persone coinvolte hanno riportato ferite serie, ma non sono in pericolo di vita.


    Il primo infortunio è accaduto a Pozzuolo del Friuli (Udine), dove un uomo è caduto da un ponteggio, da circa un metro e mezzo di altezza.

Amianto :Discariche

MANIFESTAZIONE CONTRO L’INQUINAMENTO IN VALDERA

MANIFESTAZIONE CONTRO L’AMIANTO, FANGHI, KEU, ALLARGAMENTO DELLE DISCARICHE, INCENERITORI IN VALDERA – PIAZZA DEL COMUNE PONTEDERA – ORE 15.30
La Confederazione Unitaria di Base aderisce alla manifestazione di Valdera Avvelenata del 4 marzo perché i problemi dei cittadini della Valdera non possono essere scissi da quelli dei lavoratori in lotta a tutela della nostra salute e sicurezza

  • Ci accomunano del resto molte cose. Per noi le lotte ambientali si uniscono a quelle per la sicurezza sul lavoro, chi non tutela l’ambiente o pensa di scambiare l’occupazione con la devastazione e l’inquinamento, non sa neppure difendere la forza lavoro e danneggia allo stesso tempo i territori dove viviamo.
  • Ci accomuna il bisogno di cambiare questo stato di cose proprio a partire dal territorio, dove i lavoratori vivono, perché siamo avvelenati dal lavoro tossico ma anche dalle condizioni di insalubrità delle nostre abitazioni, l’inquinamento riguarda la nostra stessa alimentazione, l’aria che respiriamo e l’acqua che si beve. I lavoratori che abitano in Valdera pensavano di vivere in un ambiente sano, lontano dai pericoli di una fabbrica malata o da cantieri pericolosi ma hanno dovuto ricredersi.
  • Le discariche stanno cingendo in un abbraccio mortale la Valdera: Pontedera, Peccioli e Scapigliato formano il vertice di un triangolo che il Centro Tumori di Milano chiama il Triangolo della Morte, per il numero di casi di tumori, che nella nostra provincia ha un’incidenza maggiore di altre parti della Toscana.
  • L’agricoltura è sottoposta a forti pressioni da quanti vorrebbero utilizzarla come discarica di fanghi di depurazione civile e altro, senza dimenticare l’uso smodato di glifosato e pesticidi.
  • Nell’aria presto saranno presenti, se non li fermeremo, le polveri dei camion che trasportano amianto alla discarica della Grillaia a Chianni destinata ad ospitare, in sei anni, ben 270.000 mq di materiale pericoloso e cancerogeno
  • La Grillaia è una discarica chiusa da anni ma la Regione Toscana intende riaprirla perché incapace di mettere in campo soluzioni più moderne e rispettose dell’ambiente investendo fondi per soluzioni ecologiche.
  • Peccioli vedrà l’allargamento, anzi il raddoppio, della sua discarica di rifiuti non trattati in barba a tutte le direttive europee, si parla perfino di costruire un gassificatore (leggi inceneritore) quando è ormai acclarata la pericolosità degli stessi.
  • Infine il capolavoro della Regione Toscana, con l’inchiesta della Magistratura ancora in corso dopo lo scandalo del Keu, residuo di produzione derivante dal trattamento dei fanghi prodotti dagli scarti della concia delle pelli e impropriamente utilizzato per costruire strade.
  • Aderiamo convinti alla manifestazione di Valdera Avvelenata e a tutte le iniziative che seguiranno; le lavoratrici e i lavoratori hanno capito sulla loro pelle che la dignità è data da un lavoro stabile e dignitoso e un ambiente sano ove vivere. E la lotta prima o poi paga e la verità viene a galla.
  • PENSA, RESPIRA, LOTTA, CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE di Pisa e Provincia

Amianto:SCHMIDHEINY

Eternit bis Novara, chiesto l’ergastolo per Schmidheiny

Ergastolo per Stephan Schmidheiny. Questa la richiesta dei due pubblici ministeri, Gianfranco Colace e Mariagiovanna Compare, nel processo Eternit bis di Novara.

Ergastolo per la morte di 392 persone per amianto

L’imprenditore svizzero è accusato dell’omicidio volontario di 392 persone per amianto. Di queste 62 erano dipendenti della fabbrica di Casale Monferrato e 330 residenti nelle zone limitrofe. Le vittime sono quasi tutte morte a causa di mesotelioma per l’esposizione all’asbesto.

I pm hanno chiesto anche, durane l’ultima udienza di qualche giorno fa, l’isolamento diurno e non hanno ipotizzato attenuanti. Nella lunga requisitoria hanno sottolineato il fatto che negli anni in cui l’imputato era responsabile di Eternit, era ben nota la pericolosità dell’esposizione all’amianto. Nonostante questo avrebbe omesso di adottare tutte le misure atte a tutelare la salute dei suoi dipendenti.

Il processo è stato quindi rinviato al prossimo 27 febbraio. In quella data parleranno gli avvocati delle parti civili. Poi la parola spetterà alla Corte d’Assise.

Il 16 gennaio scorso sono stati sentiti ancora una volta i consulenti. I pm hanno posto ulteriori domande per approfondire le questioni del periodo di latenza del mesotelioma o delle altre neoplasie rispetto al momento dell’esposizione e della dose cumulativa.

Quello che si cerca di dimostrare è la responsabilità, senza ombra di dubbio, dell’imprenditore per i decessi di lavoratori e residenti vicino la Eternit. Per questo è necessario chiarire se l’esposizione all’asbesto successiva al 1976, quando l’imputato Shmidheiny è diventato Ceo di Eternit, abbia influito sulla natura dei mesoteliomi.

Ora sono in corso diversi procedimenti penali a Torino, Novara, Napoli e Vercelli, per i siti industriali di Cavagnolo (TO), Casale Monferrato (AL), Bagnoli (NA) e Rubiera (RE).

Il processo di primo grado di Napoli, si è concluso con una condanna 3 anni e 6 mesi di reclusione per la morte di un solo operaio su 8 vittime contestate. Il castello accusatorio non ha retto e anche il reato è stato derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo.

Amianto Sentenze

Amianto e cancro, confermata la condanna all’imprenditore svizzero

Convalidata oggi a Torino l’ultima delle pene inflitte al magnate elvetico del cemento – oggi filantropo – Stephan Schmidheiny nelle cui fabbriche si trattava l’amianto senza precauzioni. Migliaia le vittime contate anche in Svizzera ma i casi sono stati tutti prescritti.

Nel processo chiamato Eternit Italia bis, la Corte di Appello di Torino ha confermato la condanna dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, 75 anni, per la morte di un operaio del gruppo Eternit, riducendo la pena a 1 anno e 8 mesi.

Il magnate del cemento era accusato del decesso, causato dalle conseguenze del contatto con l’amianto, di un ex dipendente e di un abitante di Cavagnolo, in Piemonte, nei cui pressi sorgeva uno degli stabilimenti di Schmidheiny.

L’uomo è stato condannato per omicidio colposo aggravato per la morte, avvenuta il 7 dicembre 2008, di una delle due persone per le conseguenze di un mesotelioma, un tumore raro associato soprattutto all’esposizione all’amianto.

“Una giustizia a metà”

“Giustizia a metà, una condanna ridimensionata ma siamo fiduciosi sull’esito della Cassazione”, è stato il commento odierno dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale Amianto e difensore dei familiari dell’operaio morto nel 2008, citato dall’agenzia italiana Adnkronos.

“Purtroppo le lungaggini giudiziarie, e anche l’ipergarantismo, hanno determinato che soltanto uno tra i due casi, non ancora prescritti, del troncone di Torino, ha superato il vaglio della responsabilità penale per il reato di omicidio colposo”, ha aggiunto il legale.

Un altro Mondo senza Amianto è possibile