Esplosione su rimorchiatore a Crotone, tre morti e un ferito
Vittime sono membri equipaggio, imbarcazione era in manutenzione
(ANSA) – CROTONE, 31 AGO – Tre persone sono morte ed un’altra é rimasta ferita in modo grave a causa dello scoppio verificatosi, per cause in corso d’accertamento, su un rimorchiatore ormeggiato nel porto di Crotone.
Le vittime sono membri dell’equipaggio dell’imbarcazione, che batte bandiera straniera.
Una quarta persona é rimasta ferita in modo grave ed é stata ricoverata nell’ospedale di Crotone. Sul posto i vigili del fuoco del Comando provinciale di Crotone. Per coordinare le indagini é giunto sul posto il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Crotone, Alessandro Rho. I corpi di due vittime sono stati scaraventati, a causa dell’esplosione, sulla banchina del porto, mentre il terzo cadavere é stato trovato in mare. Lo scoppio, secondo quanto é emerso dai primi accertamenti, si é verificato a poppa dell’imbarcazione ed ha investito le persone che si trovavano nelle vicinanze per effettuare alcuni lavori. Il rimorchiatore era ormeggiato in porto per attività di manutenzione. (ANSA).
Infortunio sul lavoro a Malgesso(Varese) morto un operaio di 59 anni
L’infortunio mercoledì 31 agosto, alle 7.30, in un’azienda di via Mulino Matè, in zona industriale
Ennesimo infortunio mortale sul lavoro questa mattina, mercoledì 31 agosto, alle 7.30, in un’azienda di Malgesso, in via Mulino Matè, in zona industriale.La vittima è un uomo di 59 anni. Sul posto gli uomini del 118 con automedica ed elicottero, i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale di Ats Insubria.
A Canino (Vt) un agricoltore muore schiacciato dal trattore
A dare l’allarme, un passante che ha visto il cingolato ribaltato. I familiari della vittima lo cercavano dal giorno precedente al ritrovamento
Tgr Lazio
L’operaio agricolo, 65 anni, era residente aCellere in provincia di Viterbo ma era andato a lavorare con il trattore nelle campagne di Canino. Potrebbe essere rimasto sotto al cingolato per l’intera giornata, prima dell’arrivo dei soccorsi. A dare l’allarme è stato un passante accortosi del mezzo ribaltato. Sul posto, Carabinieri, Vigili del Fuoco e i sanitari del 118. Inutili i tentativi di salvarlo. Il luogo dove è avvenuta la disgrazia è un appezzamento di terreno particolarmente scosceso. Ora sulla vicenda indagano i militari della Compagnia di Tuscania. Quello nelle campagne di Canino è solo l’ultimo incidente sul lavoro nel viterbese. Secondo i dati Inail, in provincia di Viterbo, tra gennaio e giugno di quest’anno, se ne sono contati 1485, contro i 987 dello stesso periodo dello scorso anno. Per il Segretario Provinciale della Cisl di Viterbo, Fortunato Mannino, nonostante nella Tuscia sia stato istituito un Osservatorio sugli infortuni, “quello che manca” sono gli ispettori. Attualmente, quelli in servizio non riescono a coprire efficientemente l’intero territorio”.
Si ribalta col trattore e muore schiacciato: dramma nel Napoletano
Uomo morto schiacciato dal trattore, dramma a Villaricca dove un 60enne ha perso la vita in seguito ad un incidente sul lavoro
Tragedia nei campi di Marzanello, frazione di Vairano Scalo, in Provincia di Caserta, dove un agricoltore è morto ribaltandosi con il suo trattore. Vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro, A.G., 60enne di Villaricca. Il dramma si è verificato nel primo pomeriggio di ieri, il 60enne era un uomo molto attivo, che amava il suo lavoro e si dedicava alla cura e al mantenimento dei suoi appezzamenti con grande determinazione e passione.
Come tante altre volte aveva fatto, era uscito di casa per svolgere i suoi lavoretti nel terreno, ma purtroppo non ha fatto rientro a casa, la sua vita è stata fatalmente spezzata sui quei campi che tanto amava. La vittima era alla guida del suo trattore, quando improvvisamente ha perso il controllo. Il pesante mezzo agricolo si è ribaltato, schiacciando il corpo dell’uomo. Immediato l’allarme lanciato ai soccorsi.
Tragedia sulla Statale 16: muore nello scontro tra un’auto e un trattore
Coinvolti un’auto e un trattore. Deceduto sulla Statale 16, alle porte di San Severo, Gino Armellotti
Il luogo dell’incidente, foto dal web
Si chiamava Gino Armellotti la vittima dell’incidente stradale avvenuto questo pomeriggio 26 agosto intorno alle 14 sulla Statale 16 in zona Asi, al km 648 alle porte di San Severo. L’uomo era alla guida di un trattore che per cause ancora in corso d’accertamento da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto, si è scontrato con un’auto. Violentissimo l’impatto, per il conducente del mezzo agricolo non ci sarebbe stato nulla da fare. Armillotta è la sesta vittima di agosto spezzata sulle strade della Capitanata.
Per consentire le operazioni d’intervento e la rimozione dei veicoli incidentati, il traffico era stato deviato lungo la viabilità limitrofa, con indicazioni in loco. Sul posto sono intervenuti il personale Anas, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per la gestione dell’emergenza e per ripristinare la regolare transitabilità. Per via del sinistro un tratto di strada era stato temporaneamente chiuso.
Morto l’operaio caduto dall’impalcatura nel cantiere Ipes
I colleghi sospendono il lavoro con il consenso dell’azienda
ANSA) – BOLZANO, 26 AGO – Hanno interrotto il lavoro, con il consenso dell’azienda, gli operai del cantiere Ipes, all’incrocio fra via Milano e via Rovigo a Bolzano, in cui, martedì scorso, era rimasto gravemente ferito, cadendo da un ponte mobile, un operaio tunisino di 64 anni.
L’uomo non ha retto alle gravi lesioni riportate ed ha cessato di vivere ieri all’ospedale di Bolzano.
I colleghi del defunto hanno promosso una raccolta di fondi per aiutare la sua famiglia che vive in Tunisia. Inoltre, per i lavoratori, fra i quali c’è anche il fratello della vittima, la Cgil ha organizzato un corso di formazione di quattro ore sulla sicurezza sul lavoro. (ANSA).
Monfalcone, non calano le malattie per esposizione amianto: in otto mesi altri 121 casi
Il direttore Barbina: «Le previsioni epidemiologiche si sono dimostrate erronee». Mogli o figli di ex lavoratori con placche. La comparsa avviene in età più avanzata.
Presto arriverà l’amianto nella Grillaia, l’ira del sindaco di Terricciola
Dura presa di posizione di Bini alla vigilia della riapertura del sito. Nuove mobilitazioni
Il caso Grillaia è pronto ad infiammare i duelli elettorali e il settembre in Valdera. Anzi il clima è già rovente. Non manca molto all’inizio ufficiale del conferimento di 270 mila metri cubi di amianto previsti dal progetto – approvato dalla Regione – finalizzati alla chiusura definitiva del sito, temporaneamente chiuso nel 1998. Il sindaco di Terricciola Mirko Bini, attacca: “Un bel messaggio per il territorio che si candida a capitale della Cultura 2025, un messaggio che come Comune di Terricciola abbiamo cercato in tutti i modi democratici possibili di evitare; ma coloro che avevano i titoli per impedirlo, Regione Toscana e Comune di Channi, hanno percorso una strada diversa”. “Dispiace, perché faccio politica da vent’anni – aggiunge Bini – e dal 1998 ad oggi era sempre stato scongiurato un messaggio come questo, nel 2022 evidentemente è cambiato il vento”. Parole di fuoco mentre già si annunciano mobilitazioni. Lo fa il Sindacato Generale di Base “Nel giro di due anni dall’approvazione della delibera – spiega una nota – apprendiamo che tutto sarebbe pronto per il conferimento in discarica. Che politica esprime la Regione Toscana, e a cascata i suoi amministratori locali? Una politica verticistica, scollegata dai territori” E che, secondo il sindacato, evidenzia “una Regione che si riempie la bocca di espressioni come “economia circolare”. E non pensa a soluzioni condivise che riporterebbero veramente il territorio a essere quel luogo ricco di storia e di cultura che la Toscana si sforza tanto di apparire, ma poi contraddice nelle scelte politiche”.
Poi l’attacco alla politica e un annuncio: “Noi non ci stiamo ed esprimeremo il nostro dissenso organizzando altre iniziative di mobilitazione e di lotta”. Gli occhi sono dunque puntati su Chianni dov’è ubicata la discarica, in un’area limitrofa ai territori dei comuni di Terricciola e di Lajatico che sono direttamente interessati alla vicenda: perché i lavori procedutici alla ripresa dell’attività del sito sarebbero ormai completati, così come in fase di conclusione è anche l’iter burocratico. Entro poche settimane arriveranno nell’ex Grillaia i primi camion di materiali edili contenenti amianto per il recupero volumetrico dei mancati conferimenti all’atto della chiusura. Una soluzione che sta per decollare e al centro di battaglia da due anni. E nuove proteste sono alle porte.
Riapertura Grillaia, il SGB annuncia mobilitazioni
CHIANNI — “Secondo i quotidiani sarebbero stati quasi completati i lavori di bonifica e consolidamento alla Grillaia e quindi, subito dopo le elezioni politiche, dovrebbero cominciare ad arrivare i camion per il conferimento di 270mila metri cubi di amianto nella discarica vicino Chianni, chiusa da 23 anni.”
Inizia così la nota del SGB di Pontedera che continua “In questi 23 anni la Regione Toscana a guida PD non è stata capace di obbligare il privato proprietario del sito a bonificarlo e mettere in sicurezza la discarica, dimostrando il disinteresse totale per la salute dei cittadini e del territorio, e anche di aver abbandonato la funzione principale della politica: quella di indirizzo.”
“Ora, nel giro di due anni dall’approvazione della delibera del Consiglio regionale, tutto – continua la nota – sarebbe pronto per il conferimento in discarica del pericoloso materiale. Una soluzione che non risolve il problema del “killer silenzioso”, ma lo trasferisce sulle generazioni future.”
“Che politica esprime la Regione Toscana e a cascata i suoi amministratori locali? – scrive il sindacato – I sindaci della bassa e alta Valdera non verranno ricordati come bravi sindaci, ma come persone che hanno svenduto la salute di noi”
Si tratta di Guido Menghini, deceduto ieri ad 82 anni. Era stato dipendente delle Ogr, le Officine Grandi riparazioni di Bologna nelle quali si è lavorato per decenni a contatto con l’amianto e con materiali cancerogeni
BOLOGNA – Ennesima morte bianca per un dipendente delle Ogr, le Officine Grandi riparazioni di Bologna nelle quali si è lavorato per decenni a contatto con l’amianto e con materiali cancerogeni. Si tratta di Guido Menghini, assunto in Ogr nel 1970, con diagnosi mesotelioma pleurico del 4 febbraio dello scorso anno e purtroppo deceduto ieri ad 82 anni. Menghini in OGR faceva il falegname, adatto agli arredi delle carrozze e poi tappezziere, viene distaccato al Dopolavoro Ferroviario. La rabbia, scrive Salvatore Fais di Afeva Emilia-Romagna, esplode ogni volta che si rinnova puntualmente a ogni morte di colleghi a causa dell’amianto.
Amianto, riconosciuto il risarcimento per un funzionario di banca che si ammalò di tumore
All’uomo, 44 anni, venne diagnosticato un mesotelioma maligno del peritoneo. Oggi la sentenza del tribunale di Roma sancisce la relazione tra il tumore e l’amianto. Condannato l’Inail
«Mesotelioma maligno del peritoneo»: la diagnosi è di quelle che fanno tremare. La causa è inequivocabile: esposizione all’amianto. E oggi una sentenza del tribunale di Roma, emessa dal giudice del lavoro Luca Redavid, ne sancisce la correlazione.
Un funzionario di banca, romano di 44 anni, si ammala dopo che per cinque anni, dal 2000 al 2005, lavora in un palazzo di viale dell’Arte all’Eur. Un palazzo che viene bonificato tardivamente e male, dal momento che – in seguito a delle indagini effettuate nel 2007 – viene dimostrato che l’amianto, in cattivo stato di conservazione, cade dal soffitto dei corridoi e della mensa sulla testa dei dipendenti. E non solo: si trova anche nelle condutture dell’aria.
Eppure, nonostante un’invalidità del lavoratore riconosciuta all’80%, l’Inail nega l’origine professionale. Così il 44enne si rivolge all’Osservatorio nazionale amianto, che gli offre assistenza medica e legale. «Una sentenza storica, perché sancisce il primo riconoscimento giudiziale per un bancario rispetto ai 113 casi censiti riportati nel VII Rapporto mesoteliomi – la definisce così il presidente Ezio Bonanni, che ha ottenuto la condanna dell’ente -. Ora procederemo con l’azione di risarcimento dei danni, chiamando in causa l’istituto di credito».
Dramma sul lavoro: operaio schiacciato tra macchinario e scaffale, morto sul colpo
La tragedia a Buccinasco. Vittima un 52enne
Isoccorritori del 118 lo hanno trovato in arresto cardiaco, con accanto i suoi colleghi, gli stessi che hanno dato l’allarme. E nonostante l’immediato intervento e tutti gli sforzi per far ripartire il suo cuore, per lui non c’è stato nulla da fare.
Tragedia giovedì mattina a Buccinasco, dove un uomo di 52 anni è morto all’interno di una ditta che si trova al civico 6 di via Azalee. La chiamata al 112 è arrivata pochi minuti prima delle 5.30 dal capannone della società, che si occupa di logistica. Stando a quanto finora appreso, l’uomo sarebbe rimasto schiacciato tra uno scaffale con alcuni bancali sopra e un transpallet elettrico che lui stesso stava guidando. Al lavoro, insieme ai medici del 118, anche i carabinieri della compagnia di Corsico, cui spetterà il compito di ricostruire con precisione le cause e la dinamica del dramma, avvenuto sotto gli occhi dei colleghi della vittima.
Il primo passo, stando a quanto riferito dagli stessi sanitari intervenuti, sarà verificare se il 52enne abbia avuto un malore mentre manovrava il macchinario e sia poi finito schiacciato o se a causargli l’arresto cardiaco fatale sia stato proprio l’incidente. Una grande mano arriverà dal racconto dei testimoni.
Incidenti lavoro: 55enne muore in azienda agricola Taranto
Schiacciato da un trattore che si è ribaltato
ANSA) – TARANTO, 25 AGO – Incidente mortale sul lavoro questa mattina in un’azienda agricola di Massafra nel Tarantino, specializzata nella produzione di agrumi.
Vittima un dipendente di 55 anni.
L’uomo era ai comandi di un trattore che, durante lavori di aratura, si è ribaltato per cause in corso di accertamento, schiacciandolo. Il lavoratore è morto sul colpo. Sul posto il 118, gli ispettori dello Spesal (servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Asl e i carabinieri che hanno avviato le indagini per accertare la dinamica dell’accaduto e stabilire le responsabilità. (ANSA).
Incidente mortale nel Veronese: operaio travolto da un furgone, stava falciando l’erba
La vittima Matteo Tambalo, 42 anni, stava lavorando in un’aiuola sulla Strada statale 434 Transpolesana quando è stato investito dal mezzo
Verona, 25 agosto 2022 – Tragedia sul lavoro. Aveva 42 anni Matteo Tambalo, l’uomo che questa mattina è stato investito e ucciso da un furgone mentre stava tagliando l’erba in un’aiuola sulla Transpolesana, all’altezza di Isola Rizza
L’artigiano, residente a Cà degli Oppi, frazione di Oppeano, un comune nelle vicinanze, stava falciando l’erba vicino ad un’area di servizio ed è stato travolto da un furgone che viaggiava sulla carreggiata in direzione Rovigo.
Da una prima ricostruzione dei Carabinieri, il conducente ha perso il controllo del mezzo per cause in via di accertamento ed è sbandato investendo l’operaio che stava lavorando nell’aiuola sul latodestro della carreggiata.
I vigili del fuoco arrivati da Verona, hanno estratto la vittima ancora incastrata sotto il mezzo, purtroppo nonostante i soccorsi il medico del Suem ha dovuto dichiarare la morte dell’uomo.
Ferito il conducente del furgone, assistito dai sanitari e trasferito in ospedale. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza con l’autoscala anche l’insegna, colpita dal furgone durante l’investimento
Ennesima vittima sul lavoro, cade dal tetto e muore nel Cremonese
Sul posto i carabinieri della compagnia di Crema i vigili del fuoco di Cremona e la Ast della Val Padana.
Un uomo di 59 anni è caduto dal tetto di un capannone dove stava lavorando e ha perso la vita nell’impatto con il suolo. É accaduto a Offanengo, in provincia di Cremona. Sul posto i soccorsi del 118 di Areu che hanno potuto solo constatare il decesso dell’uomo. Sul posto i carabinieri della compagnia di Crema i vigili del fuoco di Cremona e la Ast della Val Padana.
Cisterna in fiamme tra Caorso e Castelvetro: due morti
Le vittime sono i conducenti dell’autocisterna e del furgone coinvolti nello scontro avvenuto in A21. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco di Piacenza e Fiorenzuola
La scena dell’incidente
AGGIORNAMENTO ore 16,30 – È di due vittime il tragico bilancio dell’incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata del 25 agosto lungo l’autostrada A21, tra Caorso e Castelvetro. A perdere la vita i conducenti dell’autocisterna – avvolta dalle fiamme dopo lo scontro – e la persona alla guida del furgone coinvolto nel violento tamponamento. Entrambi devono ancora essere identificati. Un’altra persona, alla guida del camion tamponato a propria volta dal furgone, dopo l’impatto con l’autocisterna, è rimasta ferita e trasportata in ospedale per le cure del caso. Le operazioni di ripristino e messa in sicurezza della carreggiata sono ancora in corso. Sul posto anche gli operatori della Croce Rossa in sostegno ai tanti automobilisti rimasti loccati
Mezzi in fiamme dopo lo schianto in A21, identificate le due vittime
Nicola Negro, 56enne di Vicenza, e Stefano Cappelletti, 54enne di Verona, erano alla guida di un furgone e di una cisterna quando sono rimasti coinvolti in un tamponamento tra Caorso e Castelvetro: sono morti carbonizzati. Anche un ferito
Roma, 22 agosto 2022 – È stato pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il decreto relativo al Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro per l’annualità 2022. Si ricorda che il Fondo è destinato a sostenere le famiglie in caso di incidenti che abbiano causato la morte del lavoratore, con una somma una tantum. Per gli eventi verificatisi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022 l’importo della prestazione è così definito:
6.000 € per nucleo familiare con un solo superstite;
11.400 € per nucleo familiare con due superstiti;
16.800 € per nucleo familiare con tre superstiti;
22.400 € per nucleo familiare con più di tre superstiti.