L’amianto miete ancora 7000 vittime ogni anno, emergenza senza fine in Italia: queste sono le Regioni più esposte alla fibra killer
Ogni anno in Italia, l’amianto causa 10.000 nuovi casi di malattie e circa 7.000 decessi. Nonostante gli sforzi, le bonifiche procedono a rilento, lasciando milioni di cittadini esposti al rischio.
I numeri dell’emergenza amianto in Italia
I dati forniti dall’ONA sono drammatici e, anno dopo anno, restano pressoché invariati. Nel nostro Paese, si contano circa 10.000 nuovi casi di malattie asbesto-correlate e ben 7.000 decessi ogni anno. Queste cifre non mostrano alcun calo significativo, evidenziando una curva stabile che preoccupa e conferma la persistenza del problema.
Le principali patologie collegate all’esposizione all’amianto includono il mesotelioma (circa 2.000 decessi annui), il tumore al polmone (oltre 3.800) e l’asbestosi (circa 500), oltre ad altre forme tumorali che colpiscono il tratto gastrointestinale e le ovaie. Numeri che ci ricordano come la minaccia non sia affatto esaurita, ma continui a insinuarsi nel tessuto sociale e ambientale.
Il nemico invisibile: dove si annida l’amianto oggi
L’amianto non è un ricordo sbiadito, ma una presenza concreta e pervasiva. Lo ritroviamo ancora in migliaia di abitazioni, scuole, ospedali, biblioteche e strutture sportive. Persino le tubature dell’acqua e numerosi siti industriali e contesti operativi, comprese le Forze Armate (Marina, Esercito, Aeronautica), celano ancora questo materiale. Milioni di cittadini sono quotidianamente esposti a un rischio invisibile ma reale, che si manifesta spesso a distanza di decenni dall’esposizione.
A livello territoriale, le regioni a maggiore industrializzazione continuano a pagare il prezzo più alto. La Lombardia, ad esempio, registra oltre 2.000 decessi all’anno, seguita da Piemonte (circa 1.000), Emilia-Romagna (circa 650), Liguria (oltre 600) e Lazio (circa 500).
Bonifiche troppo lente: un futuro di incertezza
Nonostante siano stati avviati piani regionali e interventi di bonifica, la velocità e il ritmo complessivo delle rimozioni restano insufficienti. Sebbene realtà come la Lombardia, che ha smaltito il 33,2% del totale nazionale di amianto, e il Friuli Venezia Giulia, considerato un modello virtuoso, stiano facendo la loro parte, il quadro generale è tutt’altro che rassicurante.
Qui di seguito una mappa con lo stato delle bonifiche dei siti contaminati da amianto al 2024:

Senza un’accelerazione decisa e concreta nelle bonifiche, l’emergenza amianto continuerà a mietere vittime per decenni, perpetuando una tragedia che potrebbe essere evitata. Non basta ricordare le vittime del passato; è fondamentale agire con urgenza nel presente per proteggere le generazioni future.
Agire ora per un futuro senza amianto
La Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto non deve essere solo un momento di commemorazione, ma un forte richiamo all’azione.