Tutti gli articoli di Maurizio Barsella

17 Maggio

Operaio 22enne morto sul lavoro a Scafati: lastra cade e lo uccide

L’incidente sul lavoro è avvenuto in via Pietro Melchiade. Indagano carabinieri e Asl.

Un operaio di 22 anni, originario di Poggiomarino, è morto oggi a Scafati, mentre era impegnato in un cantiere per il rifacimento della facciata di un palazzo. L’incidente sul lavoro è avvenuto in via Pietro Melchiade, nel centro cittadino del comune del Salernitano. Ancora da chiarire la dinamica di quanto accaduto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore e della Tenenza di Scafati, che stanno conducendo le indagini, in collaborazione con lo Spsal, il Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl di Salerno.

Secondo le prime ricostruzioni, l’operaio stava sollevando con una carrucola alcune lastre in acciaio, quando una di queste sarebbe scivolata e gli avrebbe tagliato la gola. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di oggi, venerdì 17 maggio 2024. L’operaio era impegnato nei lavori di rifacimento della facciata di un condominio. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi

Infortunio sul lavoro a Origgio: un uomo di 56 anni precipita dal lucernario di un capannone

L’incidente poco dopo le 12 all’azienda Texpro. Il ferito è stato portato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna di Como

(Varese), 17 maggio 2024 – Grave infortunio sul lavoro, oggi intorno a mezzogiorno, oggi a Origgio. In via primo maggio, all’azienda Texpro un uomo di 56 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato da un lucernario finendo su alcuni scatoloni all’interno di un magazzino. Un volo di circa cinque, sei metri che ha lasciato il ferito con un trauma al torace, al bacino e a un braccio.

Sul posto sono intervenuti automedica, ambulanza e Ats. Il 56enne è stato portato all’ospedale Sant’Anna di Como. 


16 Maggio

Operaio muore in un’impastatrice del cemento nel Casertano

Il fatto in un cantiere per la fibra ottica a Cancello e Arnone. L’uomo, Raffaele Boemio, dipendente della Dap di Nola, 62enne, era a pochi mesi dalla pensione

L’ultimo morto sul lavoro in Italia si è registrato oggi, 16 maggio, a Cancello e Arnone, nel Casertano, dove un operaio di 62 anni, Raffaele Boemio, originario di Afragola e dipendente della ditta Dap di Nola, ha perso la vita in un cantiere per la fibra ottica.

L’uomo, per cause in corso di accertamento, è finito in una impastatrice del cemento. La salma è stata sequestrata per l’autopsia e sull’accaduto indagano i carabinieri. La vittima sarebbe andata in pensione tra pochi mesi.

Amianto : Discariche

Amianto a Cava Fornace, quello che non torna per gli ambientalisti

Arpat tranquillizza ma secondo i No Cava la marmettola e l’amianto stesso sono dei rischi reali sottovalutati

MONTIGNOSO. Arpat ha rilevato amianto nell’acqua fuoriuscita dal crollo dell’argine ma in quantità minime che hanno convinto l’ente che non ci fosse la necessità di fare dei prelievi al lago di Porta. «Ma l’amianto è pericoloso solo quando è asciutto e inalato», ha precisato l’ingegnere di Arpat Stefano Santi. Ma queste rassicurazioni non hanno convinto troppo il Comitato dei cittadini per la chiusura di Cava Fornace. I punti critici sono la presenza di marmettola e quella di amianto, con la possibilità che tornando asciutto diventi volatile.

«Le analisi ufficiali in prima battuta hanno dimostrato che nelle acque-percolato esaminate erano presenti: ferro, alluminio, più sostanze di superfice. Non sappiamo di cosa si tratta e in che quantità; inoltre è stata data la colpa di tale presenze alla marmettola. La marmettola non viene messa in discarica da parecchi anni , non può essere la causa di quei metalli», dicono i No Cava. Ricordiamo il telo che copriva il cumulo di terre (pericolose) franate 

«Durante la riunione al comune di Montignoso alla presenza dei due sindaci che hanno in carica la discarica, quelli di Montignoso e Pietrasanta» e dell’assessore regionale Monni Monia, l’ingegnere responsabile Arpat ha comunicato anche la presenza di amianto in forma liquida. Lça presenza di amianto nella Fossa Fiorentina è dovuto  all’evento del 6 maggio . Ciò vuol dire che le acque lo hanno trovato abbastanza facilmente nella loro discesa in discarica, questo fa pensare che nei momenti “asciutti” l’amianto diventi volatile, facilmente riscontrabile nell’aria. Pericolosissimo».

Amianto : Sentenze

Lavoratore deceduto, l’accusa legata all’esposizione all’amianto in raffineria: tre assoluzioni

Gela. Per la procura, ci fu esposizione all’amianto, al punto da far maturare una grave patologia che determinò il decesso di Salvatore Di Vara, un ex lavoratore di società impegnate nella fabbrica Eni. Il pm Luigi Lo Valvo, non individuando un nesso diretto tra questi fatti e i periodi di riferimento durante i quali gli imputati ricoprirono gli incarichi in Eni, aveva comunque concluso per l’assoluzione. Il giudice Miriam D’Amore ha chiuso il giudizio proprio con una pronuncia favorevole a Gregorio Mirone, Giancarlo Fastame e Giorgio Clarizia. Il “fatto non sussiste”, così ha indicato il magistrato nel dispositivo letto in aula. Il non doversi procedere è stato disposto per Antonio Catanzariti, intanto deceduto. Nelle loro conclusioni, le difese hanno escluso che nel sito della multinazionale ci sia stata una possibile dispersione di polveri di amianto. Il lavoratore, secondo l’accusa, avrebbe contratto un mesotelioma sarcomatoide. Altro aspetto che i legali degli imputati hanno messo in discussione, sottolineando che sarebbero mancati i marcatori necessari per riscontrare questa specifica patologia.

Amianto : Ex esposti

Ex dipendente Rai morto per amianto, la procura indaga per lesioni colpose

I magistrati hanno disposto la sospensione delle esequie per effettuare l’autopsia

Dopo la tragica testimonianza di Franco Di Mare, già direttore di Rai3 e per anni inviato di guerra nei Balcani, dove presumibilmente ha contratto il mesotelioma, malattia legata a infinitesimali pulviscoli di amianto respirato, oggi si torna tragicamente a parlarne. Un ex dipendente Rai, Mariusz Marian Sodkiewicz, è morto lunedì a 62 anni a causa di un tumore causato dall’esposizione all’amianto. L’uomo nei mesi scorsi aveva presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo «di individuare i dirigenti responsabili per la mancata protezione dei dipendenti esposti all’amianto».

L’ha reso noto L’osservatorio Nazionale Amianto che avverte: «L’uomo dal 2002, per 22 anni aveva svolto svariate mansioni in diverse sedi aziendali. Nel 2023 aveva iniziato a manifestare sintomi caratteristici del mesotelioma pleurico, poi, successivi accertamenti clinici, avevano confermato la presenza della malattia attribuendola all’esposizione all’amianto». I pubblici ministeri hanno disposto la sospensione delle esequie per effettuare l’autopsia sul corpo dell’ex dipendente Rai. Si apprende anche dell’apertura di un fascicolo in proposito.
Molto si parla in questi giorni del palazzo di viale Mazzini e delle sue problematiche. Proprio per bloccare ogni possibile illazioni, l’amministratore delegato Roberto Sergio, giorni fa in Vigilanza aveva detto che sul problema amianto aveva inviato una documentazione attestante che «in viale Mazzini non c’è alcun rischio in questo momento di contaminazioni».
Dunque sembrano slegati dal pericolo amianto i lavori che a brevissimo interesseranno sempre la sede di Viale Mazzini e che porteranno i dipendenti ad abbandonarla per il periodo necessario. I lavori, viene comunicato, «riguarderanno ammodernamenti e rimessa a norma di un palazzo che deve essere al passo con i tempi».

15 Maggio

Nicola Corti morto incastrato in un macchinario, sconcerto e dolore alla Kme

Fornaci di Barga, l’operaio di 50 anni lavorava da molto tempo in quello stabilimento ed era considerato un esperto nelle sue mansioni. L’azienda esprime cordoglio per il tragico incidente

Lucca, 15 maggio 2024 – Lavorava da molti anni in quello stabilimento ed era considerato un esperto nelle sue mansioni. Nicola Corti, 50 anni di Barga, è morto oggi in un tragico incidente sul lavoro nello stabilimento Kme di Fornaci di Barga, a Lucca. 

In base alle prime ricostruzioni dell’incidente, l’operaio stava lavorando a una macchina a ciclo continuo con cui vengono fabbricati laminati di rame o di ottone quando per cause ancora da accertare è rimasto incastrato nel macchinario ed è deceduto

Resta incastrata in un macchinario tessile: operaia 58enne in gravi condizioni

Ancora un incidente sul lavoro: la donna non è in pericolo di vita

Stava pulendo un macchinario tessile ed è rimasta incastrata con la mano e il braccioInfortunio sul lavoro stamattina intorno alle 10 in una ditta tessile di Mongrando (in provincia di Biella). La donna, una 58enne è rimasta impigliata in un rullo del macchinario utilizzato per la cardatura.

Sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118. Una volta liberata dal macchinario, la 58enne è stata portata in ospedale in codice rosso. Non è in pericolo di vita. Per gli accertamenti del caso è intervenuto anche il personale dello Spresal che ha posto sotto sequestro il macchinario.

14 Maggio

Schiacciato da un cavallo contro un cancello: morto in un maneggio operaio 57enne

L’animale avrebbe avuto uno scatto repentino mentre l’uomo lo riaccompagnava alla stalla

Ancora un incidente sul lavoro mortale in un centro ippico di Crespina Lorenzana (Pisa) dove un uomo di 57 anni è morto nella mattina di oggi, 14 maggio, schiacciato da un cavallo. Maurizio Vannucci, questo il nome della vittima, stava riportando il cavallo dentro la stalla quando l’animale ha avuto uno scatto improvviso e l’ha schiacciato contro lo stipite di un cancello con forza.

Troppo gravi le ferite riportate

Alcuni colleghi hanno allertato immediatamente i soccorsi che sono giunti sul posto con 2 ambulanze, ma per il lavoratore era già troppo tardi. Il 57enne ha dapprima accusato un forte dolore al costato ed è morto in poco tempo per la gravità delle ferite riportate, secondo quanto ricostruito finora.

La vittima era originaria di Livorno e da molti anni lavorava nel centro ippico: si tratterebbe, secondo quanto riporta il quotidiano Il Tirreno, della scuola di equitazione “Dioscuri Srl” nella quale il 57enne era addetto all’allenamento dei cavalli, un compito nel quale aveva ormai accumulato una grande esperienza.

Amianto : Discariche

Keu, amianto, discariche, base militare e consumo di suolo”: No Valdera avvelenata in presidio contro il profitto

“Sarebbe ora di cominciare a concepire la lotta ambientale come imprescindibile da una critica all’attuale modello di sviluppo di produzione e consumi”

“Il 6 maggio doveva iniziare la rimozione dei mucchi di terra contaminati dal keu“. Lo fa notare No Valdera avvelenata che organizza, per il primo giugno, “un grande presidio davanti all’aria del Green Park a Pontedera, contro keu, amianto, discariche, base militare e consumo di suolo per mega centri commerciali”.

Perché “Per i capitalisti e i loro servi, il profitto viene prima della vita delle persone. I continui rimpalli burocratici, su chi deve pagare le spese per le bonifiche dei terreni contaminati, sono un tranello per assolvere i responsabili dell’inquinamento e farne pagare i costi ai cittadini. Pensare di poter cambiare seriamente questa pratica e cultura attraverso le carte bollate, senza colpire il profitto, è pura illusione; significa fregarsene della salute delle persone e del diritto delle persone a vivere in un ambiente salubre.

Ormai siamo ad un bivio: o continuiamo a farci prendere in giro col rimpallo di chi deve pagare le bonifiche dei terreni contaminati dai veleni, rendendoci complici dei devastatori, dei politici corrotti e delle organizzazioni criminali, o mettiamo in discussione la logica del profitto e dello sfruttamento dell’uomo e della stessa natura.

Secondo noi sarebbe ora di cominciare a concepire la lotta ambientale come imprescindibile da una critica all’attuale modello di sviluppo di produzione e consumi. Dobbiamo cominciare a pensare a cosa produrre, quanto produrre e per chi produrre. Questo significa, condurre una lotta senza se e senza ma, facendo pagare tutto a chi inquina e a coloro che rilasciano autorizzazioni ad inquinare, precisamente questo significa oggi: lotta al profitto. Il prurito che si stà sollevando in questi giorni potrebbe essere semplice elettoralismo”.

Amianto : Sentenze

Saca Eternit di Cavagnolo, ennesima beffa per i parenti delle vittime: annullata la condanna di Schmidheiny

Per la Corte di Cassazione il processo d’appello per due morti è da rifare “ma adesso incombe la prescrizione”

La Corte di Cassazione ha annullato, a inizio maggio 2024, la condanna del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, azionista di riferimento del gruppo Eternit, per la morte di un dipendente della Saca di Cavagnolo, azienda del gruppo, e di una contadina del paese a causa dell’esposizione all’amianto e al conseguente manifestarsi dell’asbestosi. Dopo la condanna a quattro anni inflittagli nel processo di primo grado, questa era stata ridotta a un anno e mezzo in appello. Ma adesso anche questo è da rifare.

“Intanto la prescrizione incombe e le vittime rimangono senza giustizia – è il commento del presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, Ezio Bonanni -. Non possiamo comprendere, né condividere, la decisione della corte. Il nostro impegno, comunque, proseguirà in tutte le competenti sedi, per la bonifica, la messa in sicurezza, la tutela medica e risarcitoria di tutte le vittime e dei loro familiari”.

Amianto in Rai, morto il dipendente che aveva presentato denuncia: Mariusz Marian Sodkiewicz aveva 62 anni

Alla fine è morto, ieri a 62 anni, a causa di un tumore causato dall’esposizione all’amianto, l’ex dipendete della Rai Mariusz Marian Sodkiewicz: l’uomo aveva presentato nei mesi scorsi una denuncia alla Procura di Roma chiedendo «di individuare e giudicare i dirigenti responsabili per la mancata protezione dei dipendenti esposti all’amianto» nella sede romana di Viale Mazzini dell’azienda pubblica. Lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto da «tempo da tempo impegnato a fare chiarezza sulla presenza del “killer silente” negli edifici della televisione di Stato».

13 Maggio

Incidente sul lavoro a Potenza, operaio muore schiacciato in una cava

L’incidente mortale a Pignola, l’uomo aveva 55 anni

Un operaio di 55 anni ha perso la vita in una cava a Pignola, in provincia di Potenza, dove lavorava per una ditta di inerti. Vani i soccorsi del 118, arrivato con eliambulanza. Dalle prime informazioni, l’uomo è morto per traumi da schiacciamento per l’impatto con un mezzo di lavoro; la dinamica è ancora in fase di accertamento. Sulla vicenda procedono i carabinieri

Mantova, tir travolge un furgone in A22: due morti e 7 feriti

Un mezzo con a bordo nove persone di nazionalità indiana è stato tamponato da un autoarticolato. Il furgone è stato sbalzato a bordo strada e si è cappottato. Nell’urto sono morte due persone che si trovavano a bordo del mezzo, di 64 e 32 anni. Altre sette sono rimaste ferite. Illeso il conducente del tir

Due morti e sette feriti, di cui due gravi, è il tragico bilancio di un incidente stradale accaduto oggi pomeriggio poco prima delle 18 sulla corsia sud dell’autostrada del Brennero A22, tra i caselli di Mantova nord e Mantova sud, nel territorio comunale di Mantova.

La ricostruzione dell’incidente

Un furgone con a bordo nove persone di nazionalità indiana è stato tamponato da un Tir. Il furgone è stato sbalzato sul prato laterale e si è cappottato. Nell’urto sono morte due persone che si trovavano a bordo del furgone, di 64 e 32 anni. Altre sette sono rimaste ferite di cui due in modo grave, trasportate in eliambulanza negli ospedali di Parma e di Brescia. Per consentire i soccorsi è stato chiuso il casello di Mantova nord. Illeso il conducente del mezzo pesante.

Bolzano, agricoltore muore schiacciato mentre è al lavoro in un fienile

La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno di oggi a Lasa, in Alta Val Venosta. A perdere la vita un uomo rimasto intrappolato sotto un mezzo agricolo mentre effettuava alcuni lavori all’interno di un fienile.

Ancora una morte sul posto di lavoro, questa volta in Alto Adige. La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno di oggi a Lasa, in Alta Val Venosta. A perdere la vita un uomo rimasto intrappolato sotto un mezzo agricolo mentre effettuava alcuni lavori all’interno di un fienile.