Tutti gli articoli di Maurizio Barsella

11 Maggio

Morti sul lavoro, operaio cade da pala eolica nel Trapanese

L’incidente si è verificatro a Salemi. La vittima, lavoratore beneventano di 33 anni, è precipitata da 30 metri all’interno della struttura

Ancora una vittima sul lavoro in Sicilia. Un operaio di 33 anni, Giovanni Carpinelli, 33 anni, di Benevento è morto a Salemi (Trapani) dopo essere caduto da una pala eolica. Un salto nel vuoto di quasi 50 metri che ha reso difficoltoso anche il recupero del corpo da parte dei vigili del fuoco. L’ennesimo incidente sul lavoro in Sicilia, dopo la tragedia di Casteldaccia, provoca sdegno e reazioni da parte dei sindacati circa la mancanza di misure di sicurezza. E anche in questo caso, come a Casteldaccia si tratta dell’operaio di una ditta che stava svolgendo lavori in subappalto.

Intanto oggi si sono celebrati i funerali di tre dei cinque operai morti lunedì scorso mentre stavano eseguendo lavori di manutenzione e spurgo delle fognature a Casteldaccia. La prima cerimonia funebre, quella per Ignazio Giordano, 57 anni, si è svolta nella chiesa madre di Partinico (Palermo). «La morte fa parte dell’esperienza di vita terrena, ma ciò non ci consola: il modo in cui Ignazio ha lasciato i suoi affetti più cari, il modo in cui ha perso la vita, è profondamente ingiusto. Morire sul lavoro è un segno preoccupante che dice di una società fragile, nella quale non c’è lavoro per tutti e quando c’è, spesso non è dignitoso, è sottopagato, non è rispettoso della dignità umana», ha detto nella sua omelia l’arcivescovo di Monreale, Gualtiero Isacchi.

9 Maggio

Infortunio sul lavoro a Lucca, operaio schiacciato sotto la ruspa: è grave

Una volta allertata la centrale operativa del 118, sono immediatamente scattati i soccorsi:  il ferito è stato condotto in codice rosso, con l’elisoccorso, all’ospedale di Cisanello di Pisa

Incidente sul lavoro, nella tarda mattinata di oggi, in provincia di Lucca: un operaio di 61 anni è rimasto schiacciato dalla ruspa che stava manovrando. L’uomo è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Cisanello di Pisa dove è ricoverato in gravi condizioni.

Cosa sappiamo

L’infortunio si è verificato nel comune di Castelnuovo di Garfagnana, in povincia di Lucca, intorno a mezzogiorno. Un operaio di 61 anni è rimasto schiacciato sotto un escavatore: ha riportato un politrauma ma è rimasto cosciente.

Una volta allertata la centrale operativa del 118, sono immediatamente scattati i soccorsi:  il ferito è stato condotto in codice rosso, con l’elisoccorso Pegaso, all’ospedale di Cisanello di Pisa. Sul posto anche i Carabinieri che stanno cercando di ricostruire la dinamica esatta dell’incidente. I rilievi del caso sono stati affidati agli operatori della Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl Toscana Nord Ovest.

8 Maggio

Nuovo incidente sul lavoro, operaio morto dopo volo di 10 metri

E’ accaduto a Carinaro, in provincia di Caserta. Il 54enne stava installando pannelli solari sul tetto di un capannone, quando il solaio si è improvvisamente

Nuovo incidente mortale sul lavoro in cui ha perso la vita un operaio di 54 anni. E’ accaduto a Carinaro, in provincia di Caserta. L’uomo stava installando pannelli solari sul tetto di un capannone, quando il solaio si è improvvisamente sbriciolato, inghiottendolo. È morto così, dopo una caduta da oltre 10 metri d’altezza, il 54enne originario di Frattamaggiore, in provincia di Napoli. L’ennesimo infortunio è avvenuto poco prima dell’ora di pranzo. Per l’operaio i soccorsi sono stati vani.

Sul caso è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli Nord. Sul posto presente anche il pm di turno, che ha coordinato la prima fase delle indagini, affidate agli agenti del commissariato di polizia di Aversa che, insieme all’ispettorato del lavoro dell’Asl, hanno effettuato i primi rilievi e gli accertamenti tecnici.

Al vaglio degli inquirenti c’è la posizione contrattuale dell’operaio che, secondo quanto si apprende, lavorava per la Futura srl, ditta di Orta di Atella che stava montando i pannelli solari sul tetto del capannone della DGV, azienda impiegata nella produzione di serramenti e infissi con sede all’interno dell’area industriale di Carinaro.

Agente forestale muore dopo malore durante bonifica di un rogo

È accaduto nell’Oristanese, aveva 28 anni

Un agente del Corpo forestale della Sardegna, Pietro Cabras, 28 anni è morto durante la notte all’ospedale Brotzu di Cagliari dove era stato ricoverato lunedì sera.

Il giovane aveva avuto un malore durante le operazioni di bonifica di un incendio scoppiato il 6 tra Tria e Palmas Arborea, nell’Oristanese. Il malore, da quanto si apprende non è direttamente al rogo.
    Il 28enne insieme all’altro personale del Corpo forestale, ai volontari e ai vigili del fuoco aveva domato il rogo di lieve entità nella campagne e durante le operazioni di bonifica si è allontanato. I colleghi lo hanno perso di vista e dopo averlo cercato inutilmente hanno fatto scattare l’allarme.

La zona è stata sorvolata da un elicottero della Polizia che ha individuato il giovane: era a terra, privo di sensi a circa 150 metri dal luogo dell’incendio. È stato soccorso e affidato al 118 che lo ha trasportato al Brotzu con l’Elisoccorso.
    Purtroppo nonostante le cure ieri notte il suo cuore ha smesso di battere.
    Cordoglio da parte del prefetto di Oristano Salvatore Angieri: “Desidero esprimere il mio più profondo cordoglio per l’improvvisa morte a soli 28 anni dell’agente forestale Pietro Cabras”.
   

6 Maggio 2024

Incidente sul lavoro: cinque morti a Casteldaccia nel palermitano. Mattarella: ennesima e inaccettabile strage

Ipotizzabile una intossicazione da idrogeno solforato che provoca irritazioni alle vie respiratorie e soffocamento

Cinque morti, un ferito grave trasportato intubato al Policlinico di Palermo ed è in coma e uno rimasto ferito in maniera lieve. Morti uno dietro l’altro dopo essersi calati in un tombino dell’impianto fognario, che si trova sotto la cantina Duca di Salaparuta a Casteldaccia nel palermitano. E’ il bilancio e la prima ricostruzione del tragico incidente sul lavoro di Casteldaccia dove sei operai sono rimasti intrappolati mentre stavano eseguendo dei lavori nelle fognature e avrebbero respirato esalazioni tossiche delle acque nere. Gli operai stavano lavorando alla manutenzione dell’impianto Amap di sollevamento delle acque reflue sul lungomare di Casteldaccia e non in una cisterna di vino di proprietà della vini Corvo come hanno scritto inizialmente le agenzie. Secondo una ricostruzione dopo che il primo operaio è rimasto nel sottosuolo senza venir fuori, gli altri si sono calati per capire cosa stesse succedendo. Il settimo componente della squadra, non vedendo uscire i colleghi, ha dato l’allarme.

Interrogati direttore lavori e responsabile sicurezza Amap

Il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza, indicati dall’Amap sono stati interrogati dalla polizia che indaga sulla strage su disposizione della Procura di Termini Imerese che ha aperto una inchiesta.

Le prime ricostruzioni dell’incidente: due le ipotesi

Le squadre dei vigili del fuoco sono arrivate a Casteldaccia, alle 14, per soccorrere gli operai colti da malore all’interno della vasca di depurazione delle acque reflue. Sei operai, dei sette coinvolti, che erano a Casteldaccia impegnati nei lavori fognari sono dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico (Palermo): si tratta di un’azienda che ditta lavorava su mandato della municipalizzata palermitana Amap che si occupa della gestione idrica in città e in alcuni comuni della provincia. Questi i nomi delle cinque vittime: Epifanio Assazia, 71 anni, che dovrebbe essere il contitolare dell’azienda Quadrifoglio; Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, di 50 anni, Ignazio Giordano, di 59 anni e Giuseppe La Barbera.

Incidente sul lavoro, 34enne resta schiacciato da un camion: grave in ospedale

L’episodio alle 12.20 circa a Segusino in via Cal de Pont. Intervenuti medico e infermieri del Suem 118, vigili del fuoco e carabinieri

Un 34enne di origini moldave ma residente a Salzano, è rimasto gravemente ferito, poco dopo le 12.20 di oggi, 6 maggio, all’esterno di un’abitazione di via Cal de Pont a Segusino. L’uomo, dipendente dell’azienda Goldengas di Zero Branco specializzata nel trasporto di bombole Gpl, è stato stata schiacciato da un camion contro un muro. Intervenuti medico e infermieri del Suem 118. Accertamenti in corso da parte dei carabinieri e del nucleo Spisal dell’Ulss 2.

Secondo una prima ricostruzione il 32enne stava scendendo dal camion su un vicolo molto stretto ed é rimasto schiacciato tra muro di un’abitazione e la portiera del camion. A causare l’incidente è stata una dimenticanza fatale da parte del giudatore: quella dell’inserimento del freno a mano. I vigili del fuoco di Montebelluna, hanno utilizzato, per liberare l’uomo, dei cuscini pneumatici, che sono stati  messi tra il muro e il camion per guadagnare spazio e tagliato internamente la portiera del camion, riuscendo a liberare l’uomo. Preso in carico dall’automedica di Pieve del Grappa e ambulanza di Valdobbiadene é stato trasportato poco lontano dove attendeva elicottero di Belluno (impossibilitato ad atterrare sul posto per mancanza di spazio). Il 32enne ha riportato vari traumi: attualmente si trova ricoverato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. La prognosi è riservata.

5 Maggio

Altra vittima sul lavoro: John Floriani è morto dieci giorni dopo l’infortunio

Aveva 26 anni. Era precipitato per sessanta metri sulle rocce mentre stava lavorando a un intervento di disgaggio sul Calisio.«Speravamo che ce la facesse», hanno detto i genitori distrutti dal dolore. «Era uno scalatore fortissimo», ricordano gli amici

TRENTO. Si allunga il tragico elenco dei morti sul lavoro in Trentino. John Sebastian Floriani, il ventiseienne che lo scorso 24 aprile era rimasto vittima di un gravissimo infortunio mentre stava lavorando a un intervento di disgaggio sul Calisio, è morto ieri all’alba nel reparto di terapia intensiva del S. Chiara. Dopo essere precipitato per sessanta metri sulle rocce, il giovane non ha più ripreso conoscenza.

Cresciuto nel Perginese, a Canzolino, da qualche tempo aveva lasciato la famiglia per trasferirsi a vivere a Martignano. «Speravamo che ce la facesse», hanno detto i genitori distrutti dal dolore. «Era uno scalatore fortissimo», ricordano gli amici

4 Maggio

Brindisi, operaio muore in zuccherificio. Anche il padre morì in un incidente sul lavoro

Vincenzo Valente, 46 anni, stava effettuando lavori di manutenzione al nastro dell’impianto in un turno notturno. Nel 2015 anche il padre dell’operaio, all’epoca 65enne, rimase vittima di un incidente mortale sul lavoro

Un operaio di 46 anni, Vincenzo Valente, ha perso la vita nella notte in un incidente sul lavoro in uno zuccherificio di Brindisi. Il lavoratore, dipendente di una ditta esterna che stava effettuando lavori di manutenzione al nastro dell’impianto, era di Latiano, nel Brindisino. L’incidente, nel quale Valente ha subito l’amputazione di un arto, è avvenuto dopo la mezzanotte, ma ancora non è chiara la dinamica, su cui indagano le forze dell’ordine. A dare l’allarme sono stati i colleghi di lavoro del 46enne. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno recuperato il corpo trasportandolo a piano terra, gli ispettori dello Spesal e la Polizia. La procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta ed è stato disposto il sequestro preventivo del nastro 6, l’impianto dove l’uomo è deceduto. Le indagini sono condotte dalla polizia. La salma di Valente si trova ora all’obitorio dell’ospedale Perrino di Brindisi. 

 L’11 febbraio del 2015, anche il padre dell’operaio, Cosimo Valente, all’epoca 65enne, rimase vittima di un incidente mortale sul lavoro; perse la vita dopo un volo di diversi metri, cadendo da un albero che stava potando nelle campagne tra San Michele Salentino e Latiano. 

Malore in fabbrica durante il turno di notte: morto operaio 56enne ad Atessa

L’uomo è deceduto mentre lavorava nel reparto di Montaggio della ex Sevel. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte degli operatori sanitari

Un operaio di 56 anni è morto la scorsa notte mentre era al lavoro alla ex Sevel, nello stabilimento Stellantis di Atessa. L’uomo, di Lanciano, secondo quanto ricostruito da Adnkronos ha accusato un malore mentre stava effettuando il terzo turno, quello di notte, nel reparto di Montaggio: si sarebbe improvvisamente accasciato mentre era su un carrello

Il dramma si è verificato intorno alle 23.30 di ieri sera, venerdì

Inutili i tentativi di rianimare l’operaio da parte degli operatori sanitari, sia interni che del 118.  Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Atessa per le indagini e i rilievi di legge

3 Maggio

Incidente sul lavoro, operaio morto nel Siracusano

Vittima un 59enne, operaio della ditta che si stava occupando dei lavori sul tetto della casa.

Per cause ancora da accertare si è verificato un cedimento e l’operaio è caduto ed è stato poi stato travolto dal materiale. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118.
    Sono intervenuti i carabinieri del Nil che si stanno occupando di raccogliere elementi per accertare la dinamica. La Procura di Siracusa, che ha aperto un fascicolo sull’incidente, sequestrato l’area.

2 Maggio

Incidente sul lavoro il 1 maggio,muore mentre ara suo terreno

Il trattore si ribalta e cade in laghetto artificiale

Un 64enne di Agrigento, Mario Mondello, è morto cadendo in un laghetto artificiale con il suo trattore che si è ribaltato mentre lo stava utilizzando per arare un appezzamento di terreno in contrada Burraiti, in territorio della Città dei Tempi.

L’incidente è avvenuto ieri sera, 1 maggio, giorno della Festa del lavoro

Incidente alla vigilia del Primo Maggio, muore operaio

A Gioia del Colle, sbalzato dal muletto che manovrava

Tragedia sul lavoro in provincia di Bari.

Un operaio di 59 anni di Gioia del Colle è morto dopo un incidente avvenuto ieri in un’azienda. L’uomo sarebbe stato sbalzato da un muletto che stava manovrando e ha riportato ferite risultate mortali.

 “Con profondo sgomento ho appreso la drammatica notizia del decesso di un nostro concittadino sul proprio posto di lavoro.

Campania, due morti sul lavoro all’indomani del primo maggio

I carabinieri sono intervenuti nei due Paesi in provincia di Napoli

Due tragedie sul lavoro all’indomani del primo maggio.

Lettere, nel Napoletano, i carabinieri sono intervenuti in via Depugliano per il decesso di un operaio di 57 anni.

Secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, l’uomo sarebbe precipitato dal terzo piano di un palazzo attorno al quale era in allestimento un cantiere edile.

Quasi nello stesso momento i carabinieri della tenenza di Casalnuovo sono intervenuti presso la clinica villa dei fiori di Acerra.

30 Aprile

Cade dalla gru mentre lavora: morto operaio trevigiano di 68 anni

Tragedia sul lavoro in un allevamento di animali domestici a Fiume Veneto, nella mattinata di martedì 30 aprile: a perdere la vita Ivo Bellotto, operaio residente a Fontanelle. Inutile l’intervento dell’elisoccorso, l’uomo è morto sul colpo

Alla vigilia del Primo Maggio, martedì 30 aprile, un nuovo tragico incidente sul lavoro è avvenuto in un cantiere all’esterno di un allevamento di animali da cortile, in via Kennedy a Fiume Veneto, nel Pordenonese.

Secondo le prime ricostruzioni della tragedia, Ivo Bellotto, operaio di 68 anni residente nella frazione di Lutrano a Fontanelle e impiegato presso la ditta Biemme Costruzioni e scavi di Fontanelle (incaricata di eseguire i lavori), ha perso la vita mentre stava operando con una gru. Colpito dal gancio e sbalzato dal mezzo con il quale stava sollevando dei materiali edili, l’uomo è caduto a terra perdendo la vita sul colpo. Sul posto è stato inviato l’elisoccorso del Suem 118 ma per l’uomo non c’era già più nulla da fare. Il medico legale ha accertato il decesso per arresto cardiaco traumatico. La zona dell’incidente è stata transennata: sul posto sono giunti anche i familiari della vittima. Bellotto, nato nel novembre del 1955, viveva a Lutrano con la moglie; lascia un figlio e una figlia. Iscritto alla cassa edile, era stato assunto come operaio specializzato dalla ditta Biemme Costruzioni e scavi a maggio 2020

Amianto

Sessantamila morti d’amianto in Italia in 10 anni

I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime di Amianto. Il cancerogeno presente in edifici di 2.500 scuole

In Italia, negli ultimi dieci anni, sono state circa 60mila le persone morte per malattie legate all’amianto.

Nello stesso anno sono state circa 4.000 le nuove diagnosi di tumore del polmone per esposizione ad amianto (al netto del fumo e degli altri agenti cancerogeni), con un indice di sopravvivenza (a 5 anni) stimato del 12% per un calcolo di circa 3.500 decessi. I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime di Amianto che si celebra.

Nell’anno 2023 l’Osservatorio Nazionale Amianto ha censito circa 2.000 casi di mesotelioma, con un indice di mortalità, rapportato ai 5 anni antecedenti, di circa il 93% dei casi.

Nello stesso anno sono state circa 4.000 le nuove diagnosi di tumore del polmone per esposizione ad amianto (al netto del fumo e degli altri agenti cancerogeni), con un indice di sopravvivenza (a 5 anni) stimato del 12% per un calcolo di circa 3.500 decessi. I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime di Amianto che si celebra domani.

    “In questo giorno, in cui si ricordano le vittime dell’amianto rivolgiamo un appello alla premier Meloni perché torni nell’agenda di governo – afferma Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio -. Ricordiamo che soltanto la bonifica e messa in sicurezza può evitare le esposizioni ad amianto e quindi le future diagnosi di malattie asbesto correlate che, purtroppo, in più del 90% dei casi si tramutano in una sentenza di morte”.

    L’Osservatorio spiega, inoltre , che “ogni anno ci sono 10mila nuove diagnosi, in prevalenza uomini, per motivi del loro impegno professionale e operai negli stabilimenti o nei siti militari e in particolare nelle regioni a maggior rischio che, con una media annua di casi diagnosticati compresa tra 1.500 e 1.800, sono la Lombardia, il Piemonte, la Liguria e il Lazio che rappresentano oltre il 56% dei casi segnalati”.