Tutti gli articoli di Maurizio Barsella

23 Marzo

Marinaio di 45 anni muore schiacciato da un tir a bordo di una nave: tragedia nel porto di Napoli

L’incidente sul lavoro si è verificato nella serata di ieri, sabato 23 marzo: il marinaio stava ultimando le operazioni di carico a bordo prima della partenza quando è rimasto schiacciato.

Tragedia sul lavoro nel porto di Napoli: un marinaio di 45 anni – del quale non sono state diffuse ancora le generalità – è morto mentre lavorava a bordo di una nave, ormeggiata in porto. L’incidente si è verificato nella serata di ieri, sabato 23 marzo, intorno alle ore 20: il marinaio si trovava a bordo della nave Antares di GNV e stava ultimando le manovre di carico prima della partenza quando, per cause ancora in corso di accertamento, è stato schiacciato dalla ralla di un tir; stando a una prima ricostruzione, il 45enne non si è accorto della manovra ed è rimasto schiacciato, trovando la morte sul colpo. Il marinaio lascia la moglie e due figlie.

Crollo a Firenze: centinaia in corteo, ‘basta morti su lavoro’

No al centro commerciale si faccia un parco

No Esselunga, sì Parco”, “Basta morti sul lavoro”.

Questi i due striscioni che hanno aperto il corteo organizzato a Firenze dall’Assemblea 16 febbraio per ricordare la strage nel cantiere Esselunga di via Mariti dove poco più di un mese fa hanno perso la vita cinque operai.

Muore nei campi schiacciato dal trattore in Irpinia

Il decesso dell’83 enne sul colpo, inutili i soccorsi

Un anziano agricoltore ha perso la vita a Monteverde, in provincia di Avellino, schiacciato dal trattore che stava guidando.

L’uomo, 83 anni, è morto sul colpo.
    Stava lavorando in un terreno di sua proprietà in contrada Ferro Tettoloni.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Bisaccia e i sanitari del 118.
    I carabinieri di Aquilonia stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

22 Marzo

Incidenti sul lavoro: da Sondrio al Brennero, da Genova al Trentino tre vittime e tre feriti gravi

Da ieri pomeriggio si contano tre morti sul lavoro. In Trentino tre operai sono in condizioni gravissime

Un geometra ha perso la vita in un incidente sul versante austriaco della Galleria del Brennero. La disgrazia si è verificata, intorno alle 15.00 di ieri, nel cantiere H41 Gola del Sill-Pfons, nei pressi di Innsbruck. Il tecnico che stava svolgendo lavori di rilevamento, quando è stato investito da un treno di rifornimento. Il treno stava trasportando materiali e operai nelle aree di lavoro della galleria principale in direzione del Brennero.

L’esatta dinamica dell’incidente è tuttora oggetto di accurata indagine da parte degli esperti del dipartimento di investigazione penale e dell’ispettorato del lavoro competente. Un team di pronto intervento, da attivare in caso di crisi, è stato messo a disposizione degli operai presenti nel cantiere.

Nell’aprile del 2017 erano morti due operai e tre rimasti feriti in seguito un incidente ferroviario, avvenuto sulla linea del Brennero a Bressanone.

L’incidente a Sondrio
Un operaio di 51 anni è morto dopo essere rimasto schiacciato da pannelli di legno dal peso stimato di oltre 300 kg nel cantiere in cui lavorava a Valdidentro (Sondrio). L’incidente si è verificato questa mattina attorno alle 9. Sul posto sono intervenuti un’automedica, un’ambulanza, i vigili del fuoco, i carabinieri e l’Ats.

Trentino
Due operai di 48 anni ricoverati in terapia intensiva con prognosi riservata, un altro di 38 anni in gravi condizioni. E’ il bilancio dell’incidente sul lavoro accaduto stanotte poco prima delle 3 nel cantiere per la realizzazione della galleria passo San Giovanni-Cretaccio, in Trentino. Secondo una prima ricostruzione, sembra che gli addetti stessero lavorando all’interno di un cestello a una altezza di quasi 5 metri. Per cause ancora in via di accertamento, da parte dei carabinieri della compagnia di Riva del Garda e degli ispettori del servizio prevenzione e sicurezza, sarebbero precipitati forse a causa di un cedimento del carrello elevatore.

Genova
Un operaio di circa 45 anni è morto nel primo pomeriggio dopo essere caduto da oltre tre metri in via Carpenara, a Genova Pegli Ancora da chiarire le cause dell’infortunio mortale. Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi del 118, con l’automedica, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Le indagini sono in mano agli ispettori della Asl3 e alla polizia.

Amianto : Discariche

Discarica di amianto a Valeggio? «Perfetta sulla carta, ma nel posto sbagliato»

Dopo la doppia presentazione del progetto da parte della proponente Progeco Ambiente, il comitato anti-discarica Ca’ Balestra lo smonta: «Se la discarica sarà così perfetta, perché l’azienda stessa parla di “impatti ambientali rilevanti” e di “effetti ambientali negativi e significativi”»

Un progetto perfetto sulla carta, ma nel posto sbagliato e cioè sulla falda acquifera». Dopo averlo contestato in silenzio durante la doppia presentazione, il comitato anti-discarica Ca’ Balestra ha espresso questo commento sull’impianto di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto che l’azienda Progeco Ambiente intende realizzare a Valeggio sul Mincio.

La società bresciana ha mostrato i dettagli del progetto presentato in Regione Veneto in due incontri pubblici: lunedì scorso, 18 marzo, nella scuola media di Valeggio ed il giorno successivo a Mantova. E in entrambe le assemblee, il comitato si è presentato in tute bianche e mascherine per protestare in modo silenzioso e pacifico.

In entrambe le serate è stata alta l’affluenza dei cittadini, tanto che a Valeggio alcuni non hanno potuto accedere alla sala perché era stata raggiunta la capienza massima. Il rappresentante ed i tecnici di Progeco Ambiente hanno presentato il progetto della discarica, garantendo il rischio zero per la dispersione delle fibre di amianto nell’aria. È però apparso chiaro che ai cittadini e al comitato interessavano anche gli effetti dell’eventuale dispersione dell’amianto nella falda acquifera presente sotto il sito in cui l’azienda vorrebbe attivare il sito di stoccaggio. E sono state molte le rimostranze in merito agli effetti che la realizzazione di una discarica potrebbe avere su un territorio a vocazione turistica ed agricola. «Tante richieste di chiarimenti sono rimaste senza risposta – hanno commentato dal comitato anti-discarica – E molti dei presenti sono rimasti con i propri dubbi, manifestando disappunto all’amministratore delegato della società».

Discarica di amianto tra Valeggio e Marmirolo: presentazione del progetto tra le proteste

L’incontro pubblico rientra nelle procedure previste dall’iter autorizzativo. Il progetto dovrà poi essere vagliato dalla Regione

Sono stati accolti da un nutrito comitato di protesta in tuta bianca i rappresentanti della Progeco Ambiente che ieri, 18 marzo, hanno presentato, nell’aula magna dell’istituto comprensivo “Graziella Murari” a Valeggio, il progetto di discarica per l’amianto a Ca’ Balestra (nel comune di Valeggio sul Mincio, adiacente all’abitato di Quaderni di Villafranca e al confine con i territori di Marmirolo e Roverbella). Tanti gli slogan sulle lenzuola, che hanno reso palpabile la contrarietà delle due comunità – Quaderni e Valeggio – e dei relativi Comuni.

Presentazione come da procedura

La presentazione pubblica rientra nelle procedure previste dall’iter autorizzativo. Il progetto, per una discarica della capienza complessiva di 779 mila tonnellate di scarti edilizi contenenti cemento-amianto (e la durata di 8 anni e 8 mesi), sarà poi vagliato dalla Regione.

Alla presentazione, oltre all’ad della società, Giovanni Bonacina, erano presenti i progettisti dell’impianto e i tecnici che supportano la ditta, dall’ingegnere Remo Bordini all’architetto e ingegnere ambientale Marco Stevanin, dal biologo specializzato in igiene e sanità pubblica Fabrizio Bianchi, al fisico Giampiero Malvasi.

La relazione dei tecnici

I tecnici hanno illustrato gli accorgimenti che verranno adottati per ridurre al minimo i rischi connessi all’inalazione dell’amianto, smentendo quelli connessi all’ingestione e stimando che non vi sia una compromissione della falda acquifera.

I loro interventi non hanno però convinto il folto pubblico presente che ha messo in dubbio, sulla scorta di quanto già successo con la vicina discarica di Ca’ Baldassarre (Rifiuti solidi urbani), i modelli matematici, chiedendo che la discarica venga realizzata in zone argillose del Veneto e non nella zona di ricarica agli acquiferi.

Amianto : Sentenze

Amianto killer, risarcimento da 200mila euro a famiglia di un ferroviere del Foggiano. “Sentenza apripista”

Rocco A., originario di Orta Nova, lavorava presso le grandi officine riparazioni (Ogr). È morto per un mesotelioma epitelioide

Un esito giudiziario “apripista” di grande rilevanza, quello Rocco A., esposto all’amianto alle dipendenze di RFI (Rete Ferroviaria Italia) presso le Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Foggia, sviluppando un mesotelioma epitelioide che lo ha portato alla morte.  La Corte di Appello di Roma ha ribadito, non solo che non esiste una soglia minima al di sotto della quale si annulla il rischio amianto, ma ha avallato la tesi che, anche un’esposizione non prolungata nel tempo, può determinare l’insorgenza di patologie asbesto-correlate.

Rocco A., nativo di Orta Nova e residente a Foggia, ha prestato servizio in RFI dal 1969 al 1971 con mansioni di operaio qualificato “aggiustatore meccanico”. Si è occupato della manutenzione dei rotabili ferroviari, motori, tubazioni, cavi elettrici, etc. respirando direttamente e indirettamente le sottilissime fibre killer. I locali erano privi di aerazione, le lavorazioni venivano eseguite senza l’adozione di alcuna misura di sicurezza, pur essendo disponibili, sin dagli anni ’40, mascherine, tute protettive e aspiratori. Quel che è peggio, venivano utilizzati dei soffiatori per togliere la polvere, che tuttavia finivano inevitabilmente per disperderla nell’aria. Nel 2006 Rocco aveva avuto un primo versamento pleurico, e il 28 marzo 2009 è purtroppo, deceduto all’età di 68 anni, lasciando la moglie e i due figli. L’INAIL aveva fin da subito accertato l’origine professionale della malattia e costituito in favore della vedova la rendita ai superstiti.

La famiglia dell’uomo, assistita dagli avvocati Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto, e Daniela Lucia Cataldo, aveva quindi presentato ricorso al Tribunale di Roma per ottenere il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali. Ma nonostante l’ONA avesse già ottenuto altre condanna delle F.S., nel caso del Sig. Rocco, l’azienda aveva tuttavia contestato la pretesa, spiegando che: “solo a partire dalla metà degli anni ’70 vi è stata la presa di coscienza circa la pericolosità della esposizione a fibre in amianto”. In primo grado, basandosi su un’ampia letteratura medico scientifica, la magistratura aveva tuttavia respinto le eccezioni di FS.  Il CTU nominato dal Tribunale aveva quantificato il danno biologico subito per oltre 200mila euro a beneficio dei familiari dell’operaio, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali. Oggi, la condanna anche in secondo grado della Corte d’Appello di Roma. Purtroppo la storia della Officine Grande Riparazioni della F.S. è caratterizzata dalla strage di lavoratori per mesotelioma e altre malattie di amianto, che in qualche caso hanno colpito anche i familiari. Il VII Rapporto ReNaM ha inserito il settore dei rotabili ferroviari tra quelli che hanno riscontrato più casi di mesotelioma. “Dopo l’ennesima e duplice pronuncia di condanna si spera che le FS, invece interporre appelli e cercare di ritardare i risarcimenti, desistano dal negare il diritto di tanti che hanno perso la vita per l’uso dell’amianto. Purtroppo, il picco epidemiologico ci sarà nei prossimi anni”, dichiara Bonanni.

21 Marzo

Cade in uno scavo stradale, morto a Lucca operaio 52enne

Infortunio mortale sul lavoro in via dei Dorini a Lucca questa mattina intorno alle 8. Un uomo di 52 anni è caduto all’interno di uno scavo in un cantiere stradale dove sono in corso i lavori per una fognatura. La dinamica dell’incidente è da chiarire perché il corpo era sepolto nello scavo solo per la parte inferiore. Indagini in corso da parte degli inquirenti

Quando i sanitari sono intervenuti sul posto non c’era più niente da fare ed è stato quindi constatato il decesso dell’operaio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con l’automedica di Lucca e l’ambulanza. Inizialmente era stato attivato anche l’elisoccorso Pegaso ma, vista la constatazione del decesso, il suo intervento non è stato purtroppo più necessario. Sul posto anche le forze dell’ordine e gli operatori della Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl.

Incidente sul lavoro, muratore travolto durante la demolizione di un ristorante

Si tratta di un uomo di 40 anni, ferito gravemente ad una gamba

Ennesimo incidente sul lavoro, questa volta a Vaglia, nel Mugello (Firenze). Ad essere rimasto ferito un muratore di 40 anni, mentre stava lavorando all’interno di un ristorante. Secondo le prime informazioni, il 40enne sarebbe stato travolto dal forno delle pizze, ancora installato all’interno della struttura in fase di demolizione. Questo lo avrebbe investito

Immediati i soccorso

Tutta da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente di questa mattina, giovedì 21 marzo 2024. Immediati i soccorsi, chiamati dal colleghi sul posto. E’ stato fatto salire in volo anche l’elisoccorso Pegaso. Il 40enne è stato trasportato all’ospedale di Careggi.

20 Marzo

Precipita dall’impalcatura mentre lavora: operaio 37enne portato d’urgenza in ospedale

Stava installando una grondaia quando è improvvisamente caduto nel vuoto da un’altezza di 7 metri. Soccorso dal 118 e trasportato in elicottero al “Bufalini”

Un grave infortunio sul lavoro è avvenuto mercoledì mattina nei lidi ravennati. Attorno alle 10, in viale Leonardo a Lido Adriano, un lattoniere intento a installare la grondaia di un residence è improvvisamente caduto dall’impalcatura da un’altezza di circa 7 metri, precipitando violentemente al suolo. L’operaio è stato prontamente soccorso dal 118, giunto sul posto con elicottero e ambulanza. Il ferito, un 37enne originario dell’Europa orientale, sarebbe rimasto sempre cosciente, ma vista la gravità della caduta, i medici hanno deciso di portarlo d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena con l’elimedica. Sul posto per chiarire la dinamica dell’infortunio i Carabinieri della stazione di Lido Adriano e la Medicina del Lavoro.

Morto Pasquale Mencagli, chi era l’uomo deceduto mentre tagliava la legna. Era conosciuto e stimato

Si chiamava Pasquale Mencagli ed aveva 64 anni, l’uomo morto sul lavoro martedì 19 marzo. Era tifernate e viveva in una frazione a sud del capoluogo. Mencagli era un coltivatore di tabacco con diversi appezzamenti di terreno sia nell’alta Umbria che nelle Marche che gestiva assieme al fratello, nel periodo invernale si occupavano anche una attività di taglia boschi, quindi una persona esperta vista l’età. Un uomo molto conosciuto e stimato. Ovviamente nel dolore più totale la famiglia, la moglie e i due figli di Pasquale. Cordoglio nell’intera comunità della zona sud del territorio comunale e nel dolore anche il sindaco Luca Secondi dato che l’uomo era un parente diretto di sua madre. Secondo una prima ricostruzione, Mencagli avrebbe tentato di evitare di essere colpito da una pianta che ha ceduto, ma mentre correva via dal pericolo sarebbe inciampato e caduto, battendo con violenza la testa. E’ stata disposta l’autopsia.

Amianto : Discariche

Tra Verona e Mantova il triangolo delle discariche di amianto: il rischio a causa di una deroga di Zaia. I cittadini: ‘Siamo sotto assedio’

Circondati dalle discariche di amianto. C’è un triangolo, ai confini delle province di Verona e di Mantova, che sta attirando gli appetiti di aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti urbani e speciali, grazie a una deroga che l’amministrazione regionale del Veneto ha concesso nel 2022. A denunciarlo sono i cittadini che, attraverso il Comitato Anti-Discarica Ca’ Balestra e al Comitato Tutela Ambiente e Salute Villafranca, sono scesi sul sentiero di guerra, visto che nel giro di pochi mesi sono state presentate alcune richieste per aprire strutture di smaltimento in un’area molto limitata, che rischia di trasformare Villafranca di Verona in una grande discarica a cielo aperto. Mariella Zago ha 83 anni, vive nella frazione di Quaderni ed è una delle più attive. Ha scritto a ilfattoquotidiano.it per denunciare la congiura del silenzio. “Il nostro problema ambientale è molto grave. Il territorio, parte della pianura Padano Veneta, è sotto assedio. In Regione Veneto sono stati presentati due progetti di discariche di rifiuti contenenti amianto che sono distanti circa 8 chilometri una dall’altra. Siamo in zona di ricarica degli acquiferi e quindi i rischi sono enormi”.

Un primo progetto riguarda località Caluri ed è stato presentato nel novembre 2023 dalla ditta Tecno Inerti. A Valeggio sul Mincio la società Progeco Ambiente ha chiesto di utilizzare quella che fu una cava di ghiaia, capace di ospitare 940mila metri cubi di materiale su una superficie equivalente a quella di 120 campi da calcio, sempre da destinare all’amianto. “Le cave sono adiacenti ad altre due discariche in post mortem che dagli anni ‘80 stanno ancora dando problemi di inquinamento – continua Mariella Zago – C’è un terzo progetto, per la stessa tipologia di rifiuti, presentato in Regione Lombardia nel comune di Marmirolo (Mantova) al confine con Valeggio. Come se non bastasse, è stato depositato, presso gli Uffici della Provincia di Verona, un quarto piano per il riempimento di una cava a Quaderni di Villafranca, accanto ad abitazioni e a una chiesetta, per smaltire scarti della lavorazione del marmo”.

La preoccupazione cresce perché le discariche di amianto diventerebbero un punto di conferimento non solo per tutte le province venete, ma anche per altre parti d’Italia. Il problema che sta esplodendo nasce da una decisione presa dalla Regione Veneto. La illustra Mario Faccioli, ex sindaco di Villafranca, oggi all’opposizione: “Quella che ha portato a presentare tante domande nel nostro territorio è una scelta politica, non tecnica. Con il piano regionale dei rifiuti del 2015, questi soggetti non avrebbero mai potuto presentare i progetti. Invece, nel 2022 è stata inserita una deroga che consente di realizzare le discariche anche in zone di ricarica degli acquiferi”. Il decreto fu visionato dalla seconda commissione regionale che si occupa di ambiente e territorio, poi approvata dalla giunta Zaia. “Prima di allora, la legge aveva messo una pietra tombale sulla possibilità di realizzare queste discariche in zone fragili”.

A febbraio il leghista Filippo Rigo ha presentato una mozione in consiglio regionale, poi il governatore Luca Zaia ha incontrato i comitati e ha risposto. “La commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale dei due progetti (Via) è indipendente. Da parte mia farò in modo che i rappresentanti dei comitati vengano in Regione e spieghino ai tecnici le loro motivazioni per il no ai due impianti”. La replica dei Comitati è netta: “La deroga l’ha approvata la Regione due anni fa, per noi le parole di Zaia non cambiano nulla, ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Ci ha offerto ‘generosamente’ di partecipare alle riunioni, ma il problema l’hanno creato loro, i politici, non i tecnici”.

Discariche di amianto a Villafranca (VR): preoccupazione del personale militare

Il Sindacato Aeronautica Militare (SIAM) si fa portavoce del forte scetticismo e dei timori del personale militare in servizio presso i Reparti dell’Aeronautica Militare di Villafranca di Verona (VR) per la proposta di apertura di due nuove discariche di amianto nelle immediate vicinanze.

Le discariche, secondo documenti tecnici dell’azienda appaltatrice, sorgerebbero in località Caluri, a ridosso del 3° Stormo, 1° Reparto Genio, 4° Laboratorio Tecnico e Squadriglia Telecomunicazioni.
Numerose le criticità sollevate dal personale militare e dagli abitanti del piccolo centro per il possibile impatto sulla salute e sulla vita privata.

Anche il Comune di Villafranca di Verona ha espresso perplessità, così come pure il WWF Veronese ed il Comitato contro il progetto di discarica “Ca’ Balestra” di Valeggio sul Mincio.
Le osservazioni più rilevanti riguardano: la mancanza di rispetto delle distanze minime da abitazioni ed altre discariche; la
carenza di valutazione degli impianti cumulativi; il mancato rispetto del piano di rischio aeroportuale; la possibile dispersione delle fibre di amianto nell’aria; le carenze nei piani di gestione e di emergenza; le criticità sulla viabilità e i dubbi sulla caratterizzazione dei terreni e sulle verifiche di stabilità.

Il WWF Veronese ODV ha inoltre rilevato criticità nelle procedure di gestione dei rifiuti e in merito all’impatto sulla flora e sulla fauna, ai materiali di copertura degli inerti ed al potenziale inquinamento delle falde acquifere.

Anche l’Aeronautica Militare, con una nota del Comando 1^ Regione Aerea di Milano, ha espresso perplessità sulla compatibilità delle discariche con la sicurezza delle installazioni militari e la salute del personale.

Il SIAM auspica che la Regione Veneto tenga conto di tutte le suddette osservazioni e valuti alternative già esistenti sul territorio, evitando di autorizzare l’installazione di una discarica a ridosso di un aeroporto ad uso civile e militare ad intenso traffico.

17 Marzo

Operaio muore colpito da una corda in un bosco delle Dolomiti

La vittima è un 41enne bosniaco che stava lavorando in un cantiere a San Pietro in Cadore. Purtroppo inutile l’intervento del 118 con l’elisoccorso

Belluno, 17 marzo 2024 – Ancora un morto sul lavoro. Nel pomeriggio ha perso la vita un operaio bosniaco di 41 anni in un incidente avvenuto in un bosco in Val Visdende, nel comune di San Pietro di Cadore (Belluno). L’allarme al Suem 118 è giunto intorno alle 14.10. Secondo una prima ricostruzione dell’episodio, l’uomo sarebbe stato colpito a morte da una corda staccatasi in un cantiere. Sul posto, con l’elisoccorso sono intervenuti i tecnici dello Spisal dell’Ulss 1 Dolomiti e i carabinieri.

Agricoltore muore travolto da una motofalciatrice a Rossano Veneto

Il 46enne Alessandro Campagnolo stava lavorando in un terreno di sua proprietà, non ci sarebbero testimoni dell’incidente

L’agricoltore 46enne Alessandro Campagnolo ha purtroppo perso la vita ieri, domenica 17 marzo 2024, a Rossano Veneto mentre lavorava a bordo della sua motofalciatrice: per cause ancora da accertare, la vittima è stata travolta e uccisa dal mezzo agricolo

Secondo le prime ricostruzioni, nel pomeriggio di ieri, domenica 17 marzo 2024, l’agricoltore stava guidando una motofalciatrice in un terreno di sua proprietà in via Novellette quando è stato improvvisamente travolto e ucciso dal mezzo.

Policoro, le gambe incastrate nella motozappa in movimento: muore carabiniere in pensione

L’uomo, un 66enne, stava lavorando in un suo fondo. A nulla è valso l’intervento dei vigili del fuoco e dell’elisoccorso del 118

POLICORO – Nella mattinata di oggi, un uomo di 66 anni, Alessandro Fabiano, carabiniere in pensione e residente a Policoro, in provincia di Matera, è deceduto a causa di un incidente con la motozappa in un fondo di proprietà in via Angeli della Strada

15 Marzo

Antonio Sartor investito e ucciso da un cliente davanti alla ditta dove lavorava

L’uomo aveva 56 anni. Il conducente del mezzo è stato sottoposto ai test sullo stato alcolemico e tossicologico

Antonio Sartor, dipendente della ditta Amore Legnami, è morto a 56 anni investito e ucciso da un cliente. L’incidente, avvenuto durante l’orario di lavoro, non ha lasciato scampo all’uomo nonostante i soccorsi siano stati immediati. È quanto successo alle 16:40 in via di Saponara 550, ad Acilia. A ricostruire la dinamica della tragedia ci sono gli agenti del X Gruppo Mare della polizia locale, già ieri intervenuti sul posto. 

Secondo la prima ricostruzione Antonio Sartor stava camminando nel piazzale antistante l’ingresso della ditta quando un il cliente, un cittadino albanese di 44 anni a bordo di un furgone Iveco, ha inserito la retromarcia a lo ha travolto. Il conducente era appena uscito dalla fabbrica di legnami e non lo avrebbe visto. Antonio Sartor è morto sul colpo.

Il 44enne, invece, è stato portato all’ospedale Sant’Eugenio e sottoposto ai test sullo stato alcolemico e tossicologico. Gli esiti sono attesi nelle prossime ore, nel frattempo il furgone – come da prassi – è stato sequestrato. La polizia locale procede per omicidio stradale. Sul caso è intervenuto anche il sindacato Fillea Cgil Roma e Lazio: “La vittima era un dipendente dell’azienda. Non si può morire sul posto di lavoro così”.

Vola dal ponteggio alto 9 metri: grave

Un operaio di 34 anni che stava montando un’impalcatura è caduto violentemente a terra. Indagini a Fano

Fano, 15 marzo 2024 – Un operaio di 34 anni, di origine albanese, è caduto da un ponteggio l’altro ieri pomeriggio intorno alle 17.30 in zona Coop. Le sue condizioni sono considerate molto gravi. Infatti l’operaio, fratello del datore di lavoro, era impegnato nel montaggio di un ponteggio ad un condominio. Nel fare questo, prima di fissare l’impalcatura al muro perimetrale, ha perso per qualche ragione l’equilibrio non essendo ancorato con una cintura ed è volato a terra per circa 9 metri. Chiamati i soccorsi, si è alzata in volo l’eliambulanza da Ancona che in pochi minuti è arrivata sul posto per il trasferimento del 34enne all’ospedale di Torrette di Ancona. L’uomo ha battuto violentemente la testa e ha perso conoscenza rapidamente. Non è chiaro se sia stato sottoposto ad intervento chirurgico. I medici non si sono espressi sul decorso del grave infortunio.

Morti sul lavoro, Cub ‘pene certe per imprenditori inadempienti’

Amendola, ‘sanzioni irrisorie e infortuni gravi quotidiani’

Brindisi, Ledro (Trento), San Giorgio a Liri (Frosinone), Carpenedolo (Brescia) e San Marco Evangelista (Caserta): cinque luoghi di lavoro e cinque inaccettabili morti in una settimana”: lo denuncia la Cub in attesa dei risultati delle indagini per “appurare il rispetto, o meno, delle regole sulla sicurezza” chiedendo “pene certe per gli imprenditori inadempienti”.
    “La Confederazione Unitaria di Base da anni si batte per l’introduzione del reato di ‘omicidio sul lavoro’ con adeguate sanzioni penali e pecuniarie per le imprese manchevoli nel rispetto delle regole sulla sicurezza – afferma il segretario nazionale Marcelo Amendola -.

Imprese che dovrebbero essere chiuse nell’eventualità di incidenti gravi, ma senza che i dipendenti ci rimettano lo stipendio, per essere riaperte solo se tutte le norme vengono rispettate.

Il Governo parla di patente a punti per gli imprenditori, di crediti da esibire in caso di controlli, che però sono tuttora irrisori rispetto all’enorme numero di aziende e cantieri piccoli, medi e grandi dove, quasi quotidianamente, dobbiamo tristemente aggiornare il numero di decessi o infortuni gravi di lavoratori”.

14 Marzo

Morti sul lavoro, quattro vittime tra Caserta, Trento, Brindisi e Frosinone

Si tratta di un 26enne, un 59enne, un 37enne e un 60enne: due schiacciati da un macchinario, uno travolto da un muletto e uno caduto dal compattatore per la raccolta differenziata dei rifiuti sul quale stava prestando servizio

Ancora quattro morti sul lavoro. 

San Marco Evangelista (Caserta), un 26enne impiegato nello stabilimento dell’azienda “Laminazione sottile”, che produce laminati in alluminio, è stato schiacciato da un macchinario per cause ancora in via di accertamento. A Tiarno di Sopra (Trento), un 59enne, di origini polacche, sarebbe stato travolto da un muletto all’interno di una falegnameria. A Brindisi, un operaio di 37 anni è morto schiacciato da un macchinario che stava manovrando nella sede di un’impresa di lavorazione di materie plastiche che si trova nella zona industriale. A San Giorgio a Liri, vicino a Frosinone, un operatore ecologico di sessant’anni è caduto dal compattatore per la raccolta differenziata dei rifiuti sul quale stava prestando servizio.

L’incidente sul lavoro a San Marco Evangelista (Caserta)

 La vittima, originaria di Volla, in provincia di Napoli, si chiamava Giuseppe Borrelli. L’incidente e la morte dell’operaio sono avvenute martedì. “Per Fiom, Fim Uilm inaccettabile la frequenza con cui si ripetono le morti sul lavoro, la Campania è una delle principali regioni in cui si verificano incidenti mortali”, scrivono i sindacati in una nota in cui annunciano uno sciopero. “Le organizzazioni sindacali auspicano che le autorità competenti facciano velocemente chiarezza su quanto accaduto, queste morti non sono delle tragiche fatalità, ma conseguenze di un sistema profondamente sbagliato, anteponendo il profitto al valore della vita. Il sindacato ribadisce con insistenza l’investimento di risorse per rafforzare e migliorare un sistema di prevenzione garantendo la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Bene hanno fatto le Rsu dello stabilimento di Laminazione Sottile, a fermare immediatamente gli impianti proclamando lo sciopero su tutti i turni di lavoro, proseguendo anche per la giornata odierna. Fiom, Fim Uilm di Caserta, contro la strage quotidiana di morti sul lavoro indicono 4 ore di sciopero provinciale in tutte le aziende metalmeccaniche del territorio, per giovedì 14 marzo. Non si può morire di lavoro, in un Paese civile non possono e non devono bastare gli appelli e le frasi di circostanza, ci vogliono misure atte a ridare dignità al lavoro”, fanno sapere i sindacati. 

L’incidente sul lavoro a Tiarno di Sopra (Trento)

 La vittima, nato in Polonia e residente a Ledro (Trento) è morto mercoledì mattina in un incidente che si è verificato verso le 10:45. Al vaglio della polizia locale la dinamica dell’incidente. Gli inquirenti non escludono il malore. Nonostante i soccorritori abbiano tentato le manovre di rianimazione, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

L’incidente sul lavoro a Brindisi

 L’incidente mortale sul lavoro a Brindisi è avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì. Stando a quanto ha appreso LaPresse, l’uomo, residente a Tuturano (Brindisi), stava manovrando un carroponte con un’anima di ferro che, per cause da accertare, gli è finito addosso. L’operaio ha chiesto aiuto ed è stato soccorso, ma è morto in ospedale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della questura di Brindisi e gli ispettori dello Spesal. La procura di Brindisi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. L’incidente si è verificato all’interno dello stabilimento della multinazionale Jindal. I funzionari dello Spesal e della Questura di Brindisi hanno già raccolto alcune testimonianze dei colleghi della vittima ed effettuato rilievi nell’area interessata dall’incidente. L’operaio era sposato e aveva due figlie. 

L’incidente sul lavoro a San Giorgio a Liri (Frosinone)

 Sarà l’esame medico legale a stabilire se abbia avuto un malore o siano altre la cause del decesso del lavoratore che intorno alle ore 14 di mercoledì è caduto dal compattatore per la raccolta differenziata dei rifiuti sul quale stava prestando servizio. L’uomo era dipendente della società che ha vinto la gara per effettuare il servizio di raccolta e trasferimento dei rifiuti urbani allo stabilimento provinciale che si occupa del riciclo e dello smaltimento. Inutile ogni soccorso. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118 di Cassino e i carabinieri della compagnia di Pontecorvo.