Tutti gli articoli di Maurizio Barsella

Amianto :Discariche

Comuni, Provincia di Mantova e Parco del Mincio: no alla discarica di amianto a Marmirolo

Fronte unito degli enti locali per fermare il progetto a Campagnazza. Anche dal Veneto arriva il sostegno alla battaglia

Discarica di Valeggio, il dissenso si rafforza e trova appoggi in Lombardia

La consigliera regionale Lombarda Paola Pollini condivide le preoccupazioni esposte dal comitato anti-discarica Ca’ Balestra in un’assemblea pubblica

Tra una settimana, Progeco Ambiente presenterà il progetto del sito di stoccaggio di amianto che l’azienda bresciana vorrebbe attivare a Ca’ Balestra, nel territorio di Valeggio sul Mincio. Un progetto contro cui è forte il dissenso in provincia di Verona. Un dissenso che potrebbe allargarsi anche alla vicina Lombardia.

E lunedì prossimo, 18 marzo, Progeco Ambiente proverà a smorzare il coro dei contrari in un incontro pubblico in programma alle 19.30 all’interno dell’istituto Murari di Via Barbarani 4 a Valeggio. L’amministratore delegato dell’azienda Giovanni Bonacina e gli estensori del progetto Remo Bordini, Marco Stevanin e Fabrizio Bianchi mostreranno i dettagli della discarica che attende l’autorizzazione della Regione Veneto. Un’autorizzazione che il comitato anti-discarica Ca’ Balestra vuole che venga negata e le motivazioni sono state spiegate in un’affollata assemblea dal titolo “Salute e territorio: i pericoli della discarica di amianto tra Valeggio e Quaderni”.

Amianto: Sentenze

Esposto all’amianto per 40 anni, Inps condannata nel Napoletano

Operaio ha diritto a prepensionamento e a rivalutazione pensione

Il sottufficiale di macchina della Marina Mercantile e di Costa Armatori Raffaele Raia, nato e residente a Torre del Greco (Napoli), ed esposto all’amianto per oltre 40 anni, dal 1961 al 2003, ha diritto al prepensionamento e alla rivalutazione della pensione.

A stabilirlo, secondo quanto rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto, è il Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) che ha condannato l’Inps a concedere al lavoratore i benefici spettanti con una maggiorazione della pensione di 500 euro mensili, oltre a una rivalutazione e liquidazione per gli ultimi 10 anni.
    Raia nel 2019 si è ammalato di “ispessimenti pleurici”, patologia asbesto correlata accertata dall’Inail, era stato esposto a fibre e polveri di amianto sia durante le attività di imbarco sulle unità navali della Marina Mercantile, sia prestando servizio come dipendente al servizio di Spa Costa Armatori.

Nello specifico aveva svolto mansioni di operaio, prima motorista, poi meccanico e successivamente tornitore, attività che hanno determinato una esposizione diretta e indiretta, dal momento che gli ambienti erano contaminati dalle polveri e dai rivestimenti che si disperdevano nell’ambiente.
    L’amianto era addirittura presente anche nella cabina che lo ospitava e nei dispositivi di protezione individuale (DPI) per proteggersi dall’elevato calore. L’ex dipendente aveva pertanto chiesto l’adeguamento dei ratei della pensione e relativa ricostituzione della posizione contributiva, richieste che l’Inps aveva negato. L’uomo ha ottenuto la sentenza favorevole attraverso il ricorso presentato da Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: “Questa sentenza rappresenta un importante punto di partenza per un cambiamento tangibile nella cultura della sicurezza del lavoro, affinchè nessun altro lavoratore debba lottare per ottenere i propri diritti fondamentali”.

13 Marzo

Brindisi, operaio muore schiacciato da un macchinario

L’incidente è avvenuto in un’azienda di lavorazione di materie plastiche nella zona industriale. Il 37enne è stato soccorso da alcuni colleghi e portato d’urgenza in ospedale, dove è morto poco dopo l’arrivo

Un operaio di 37 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda di lavorazione di materie plastiche nella zona industriale di Brindisi. Secondo una prima ricostruzione al vaglio della polizia, l’uomo sarebbe stato schiacciato da un macchinario. La dinamica al momento è in corso di approfondimenti da parte degli investigatori. L’operaio è stato soccorso da alcuni colleghi e condotto d’urgenza in ospedale, dove è morto poco dopo l’arrivo. Sul posto anche personale dello Spesal (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro). 

TRAGEDIA/ LEDRO/ LOCALITÀ TIARNO

Perde la vita mentre è al lavoro in segheria

L’operaio aveva 59 anni. Indagini in corso da parte di carabinieri e Uopsal per ricostruire l’esatta dinamica della morte

Tragedia sul lavoro questa mattina, mercoledì 13 marzo, in una segheria a Tiarno di Sopra, si tratta dell’azienda Ampola Legnami: un operaio di 59 anni, nato in Polonia ma residente a Bezzecca, ha perso la vita. Stando a una prima ricostruzione, l’uomo è stato trascinato dal muletto, forse a seguito di un malore. Non è escluso che venga effettuata l’autopsia. 

La chiamata al 112 è arrivata alle 10:48 e sul posto è arrivata un’ambulanza e l’elicottero di soccorso. Ogni tentativo di rianimare l’operaio è stato vano: l’uomo, infatti, è morto sul colpo. Solo qualche ora prima, un altro grave incidente sul lavoro è avvenuto a Bellamonte.

Si sente male mentre lavora, muore operaio in Fincantieri

A Castellammare di Stabia, indagini della procura

Un operaio è morto nel pomeriggio mentre era al lavoro nello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia: secondo una prima ricostruzione, l’uomo, 41 anni, originario dello Sri Lanka e dipendente di una impresa esterna al cantiere navale, stava lavorando sullo scafo di una nave della Marina militare, quando è stato colto da un malore.
    Era su una scala, si è accasciato e non ha più ripreso conoscenza.

A nulla sono serviti i soccorsi e i tentativi di rianimarlo.

12 Marzo

Brescia, operaio cade nel vuoto e muore in un cantiere

La tragedia è avvenuta a Carpenedolo, la vittima è un 43enne di origini albanesi

Un operaio di origini albanesi di 43 anni è morto questa mattina in un cantiere a Carpenedolo, in provincia di Brescia. Secondo le prime ricostruzioni l’uomo – che era al lavoro nel cantiere per conto di una ditta esterna – è precipitato nel vuoto ed è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Desenzano e i tecnici dell’Ats di Brescia.

Lavoratore morto nel Casertano, era stato assunto un mese fa

Il 26enne era da solo al momento dell’incidente

Si chiamava Giuseppe Borrelli, di 26 anni, il lavoratore deceduto ieri a San Marco Evangelista (Caserta) nello stabilimento dell’azienda Laminazione Sottile.


    Il giovane risiedeva a Volla (Napoli) e secondo quanto emerso dai primi accertamenti effettuati dai poliziotti del Commissariato di Maddaloni e dal personale dell’Asl di Caserta, il giovane pare fosse stato assunto appena un mese fa, ad inizio febbraio.
    Ieri sera l’incidente è avvenuto poco dopo le 19, quando il ragazzo era da solo ed era alle prese con un macchinario, in cui poi è stato ritrovato senza vita da un collega; il 26enne presentava profondi tagli alla parte superiore del corpo. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. Sull’infortunio mortale la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

9 Marzo

Gru urta cavi alta tensione, operaio folgorato nel Salernitano

L’operaio stava effettuando il movimento di mangimi tra i due rimorchi in un parcheggio lungo la strada provinciale 30, quando, secondo una prima ricostruzione, la gru del rimorchio avrebbe toccato i cavi dell’energia elettrica

Stava scaricando i mangimi da due rimorchi, quando il carro gru avrebbe urtato i cavi dell’alta tensione sovrastanti. È morto folgorato un autista di tir a Eboli, nel Salernitano. L’incidente sul lavoro, avvenuto intorno alle 12.30, è costato la vita a un uomo di nazionalità indiana di 27 anni. L’operaio stava effettuando il movimento di mangimi tra i due rimorchi in un parcheggio lungo la strada provinciale 30, quando, secondo una prima ricostruzione, la gru del rimorchio avrebbe toccato i cavi dell’energia elettrica. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti i sanitari 118 che hanno trasportato l’uomo in ospedale, dove è deceduto. La salma potrebbe essere restituita a breve ai familiari. Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri della compagnia di Eboli. 

Gli cade addosso un quadro elettrico mentre scarica merce alla Kme, è grave

L’uomo, di 72 anni, sarebbe stato colpito dal materiale elettrico che stava prelevando da un furgone: è stato portato a Cisanello con Pegaso in codice rosso. Fiom Cgil: “Già spesso segnalata la presenza di persone molto avanti con l’età e già pensionate”

Lo ha travolto un grosso quadro elettrico, facendolo cadere a terra. Ha riportato un grave trauma toracico e cranico, oltre alla sospetta frattura del femore, un lavoratore di una ditta esterna che stava eseguendo lo smontaggio di un macchinario per conto di Kme.

E’ in gravi condizioni l’operaio di 72 anni, lavoratore della cooperativa Fanin, rimasto ferito in un infortunio sul lavoro avvenuto questa mattina (8 marzo) attorno alle 9,45 all’interno dello stabilimento Kme di Fornaci di Barga. Secondo quanto riferito dal 118, che ha subito inviato sul posto un’ambulanza infermieristica della Misericordia del Barghigiano e ha fatto levare in volo l’elisoccorso Pegaso, l’uomo ha riportato un trauma toracico e una sospetta frattura del femore cadendo sotto il peso del pannello di un macchinario che era arrivato dal Veneto allo stabilimento Kme di Fornaci di Barga. L’urto lo ha fatto cadere a terra rovinosamente l’operaio, un ex dipendente dell’azienda Kme che era però andato in pensione da tempo. Questa mattina si trovava nello stabilimento come collaboratore della cooperativa Fanin, una ditta esterna che svolgeva attività di facchinaggio per conto di Kme.

Il 72enne, ex lavoratore Kme in pensione, era in azienda, secondo quanto appreso, per conto di una ditta esterna. Sull’incidente esprime perplessità e preoccupazione la Fiom Cgil: “Quello che la Fiom Cgil Lucca ritiene più grave è che da anni la Rsu avesse molte volte segnalato alla direzione aziendale l’inopportuna presenza nello stabilimento di persone molto avanti con l’età e già pensionate. Non per una questione discriminatoria – si legge in una nota del sindacato -, ma semplicemente per rivendicare tanto il diritto alla loro sicurezza quanto la possibilità di andare in pensione al raggiungimento dei requisiti di età. È infatti problematico che le imprese possano, per loro interesse, continuare a trascurare tale questione. Per questo, come previsto dalle regole della nostra organizzazione sindacale, valuteremo le eventuali azioni in giudizio”.

8 Marzo

Perde il controllo della betoniera e si ribalta: autista 53enne perde la vita

La squadra dei Vigili del Fuoco di Bisaccia è ancora sul posto per la messa in sicurezza del pesante mezzo e per dare assistenza per il suo recupero ed i rilievi da parte degli organi competenti

La squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Bisaccia, alle ore 09’43 di questa mattina 8 marzo, è intervenuta in contrada Ischitella sempre a Bisaccia, per un grave incidente stradale che ha visto coinvolta una betoniera la quale è uscita di strada finendo nella scrpata sottostante ribaltandosi. L’uomo alla guida di 53 anni è rimasto incastrato sotto il pesante automezzo e per poterlo liberare si è reso necessario anche l’intervento dell’autogru dalla sede centrale di Avellino. Con non poche difficoltà l’uomo è stato liberato e affidato alle cuere dei sanitari del 118 fatti intervenire i quali viste le condizioni del malcapitato hanno richiesto l’invio dell’eliambulanza prontamente giunta sul posto. Purtroppo l’uomo è deceduto durante i tentativi di rianimazione. I carabinieri hanno effettuato i rilievi del caso.

Amianto : Discariche

No discarica d’amianto a Pozzolo: in un solo giorno raccolte 500 firme

POZZOLO (Marmirolo) – Dal Comitato No discarica amianto a Pozzolo sul Mincio è partita la petizione contro il progetto di realizzazione di una discarica di rifiuti contenenti amianto, uno dei materiali più cancerogeni al mondo e causa di morte per migliaia di persone. «Abbiamo raccolto oltre 500 firme in poco più di un giorno – afferma Massimo Stanghellini, presidente del comitato no. I firmatari chiedono che i Comuni di Marmirolo, Goito, Roverbella, la Provincia di Mantova e la Regione Lombardia adottino tutti gli atti in loro potere per bloccare tale progetto e tutelare così il territorio. È possibile firmare la petizione aprendo la nostra pagina Fb attiva da una settimana – dice Stanghellini – ma ci si può anche recare dai commercianti di Pozzolo tra cui negozi e bar, per sottoscrivere la propria firma per dire no al progetto, già bloccato la prima volta dalla Regione Lombardia. Tale progetto è da ritenersi una potenziale minaccia verso la salute dei cittadini oltre che una minaccia economica e turistica, e purtroppo ripresentato in seconda istanza dalla società Ammit srl. Gli abitanti del paese e delle zone limitrofe non vogliono l’impianto. Alla pericolosità del materiale che verrebbe trasferito alla discarica, si aggiunge il problema del traffico e dell’inquinamento atmosferico causato dai camion che ogni giorno solcano le strade del comune. L’invito del comitato, che è apolitico – precisa – è rivolto a tutti i cittadini per ribadire l’assoluta contrarietà alla discarica. L’area in cui si insedierebbe l’impianto, che dista qualche decina di chilometri da altre due discariche di amianto, è di interesse naturalistico, zona di Prati stabili, al confine con il Parco del Mincio. Avvertendo e prevedendo la chiara minaccia ambientale che comporterebbe – auspico – che anche Coldiretti e Consorzio tutela Grana Padano si mobilitino. Con questa petizione vogliamo raccogliere le firme di tutti coloro che non accettano di veder deturpati luoghi naturali di pregio e di eccellenze gastronomiche. I cittadini che volessero collaborare e far girare i fogli per la firma, possono mettersi in contatto con noi e faremo avere loro tutto il materiale». Monica Briani, membro del comitato, afferma che la creazione di una pagina Fb dedicata è uno strumento indispensabile per poter essere incisivi e comunicare così con più persone possibili. Le osservazioni al progetto della discarica potranno, inoltre, essere presentate in Regione Lombardia entro il prossimo 11 marzo.

Amianto : Sentenze

Amianto, 32 ex dipendenti filateria Matesi di Termini avranno diritto a rivalutazione della pensione

Lo stabilisce la Corte d’appello di Palermo che ha condannato l’Inps a riliquidare l’assegno con adeguamento e maggiorazioni più arretrati

Sono 32 gli ex dipendenti della filateria Matesi Spa di Termini Imerese (Pa) esposti all’amianto che hanno diritto sia al prepensionamento che alla rivalutazione della pensione. Lo stabilisce la corte di appello di Palermo che ha condannato l’Inps a riliquidare le pensioni con l’adeguamento e le maggiorazioni dei benefici contributivi per esposizione ad amianto. Percepiranno anche gli arretrati per 10 anni antecedenti la domanda amministrativa che, tenendo conto della durata del processo, saranno conteggiati per quasi 20 anni. 

In primo grado il Tribunale di Termini Imerese aveva accolto 21 ricorsi dei 60 lavoratori della Matesi (poi divenuto Filatura di Campofelice spa) che avevano optato per il prepensionamento a seguito del fallimento dell’azienda depositando la certificazione di esposizione rilasciata dall’Inail e presentando la richiesta di benefici contributivi all’Inps che aveva respinto la richiesta appellandosi alla presunta “incumulabilità” della prestazione previdenziale perché già beneficiari di una pensione, come “Lavoratori Socialmente Utili” (Lsu), in base alla legge regionale 12/99.

l gruppo, rappresentato da Fedele Incandela, si era pertanto rivolto all’avvocato Ezio Bonanni, presidente osservatorio nazionale amianto, per avviare un’azione giudiziaria per la tutela dei diritti ottenendo dall’Inps il risarcimento contributivo con rivalutazione della pensione, maggiorata di circa 500 euro mensili, oltre alla liquidazione degli arretrati di almeno dieci anni dalla domanda. L’ente di previdenza ha però impugnato la decisione, ottenendo invece un’ulteriore condanna della corte d’appello. 

Queste pronunce, che sono innovative perché impongono all’Inps di applicare i benefici amianto a tutti i lavoratori, anche quelli che avevano ottenuto altri benefici tra cui quelli socialmente utili. “Tutti questi lavoratori sono stati esposti ad amianto dagli anni 60 e, alla chiusura dello stabilimento nel settembre 1995, sono stati collocati prima in cassa integrazione, – dichiara Bonanni – poi adibiti ai lavori socialmente utili e, successivamente, i pochi sopravvissuti ai numerosi casi di mesotelioma, tumore del polmone ed altre malattie asbesto correlate, sono stati collocati in pensione. Oggi per tutti finalmente l’ulteriore sentenza di accoglimento delle sacrosante istanze”.

6 Marzo

Giovane operaio colpito a testa e torace da un pesantissimo carico sospeso: è grave

L’infortunio è avvenuto alla Reggiana Riduttori di San Polo: il lavoratore è stato portato in elicottero all’ospedale di Parma in gravi condizioni

Il grave infortunio sul lavoro è avvenuto questa mattina, intorno alle 11,30, alla sede della Reggiana Riduttori, nella sede di via Martiri di Marzabotto 7 a San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia. L’azienda è leader nel settore della progettazione e produzione di riduttori per l’industria della produzione dello zucchero.

5 Marzo

Muore cadendo dall’alto alla Reggiana Ponteggi

La vittima è un artigiano di 57 anni. L’infortunio sul lavoro è accaduto alle 14 nella sede di via Calvi di Coenzo. Sul posto al lavoro gli inquirenti

Reggio Emilia È morto cadendo dall’alto all’interno dell’area della Reggiana Ponteggi, a Mancasale. La vittima è un artigiano di 57 anni, di origine egiziano. L’infortunio, il primo di questo 2024, si è consumato intorno alle 14 di oggi. In via Calvi di Coenzo hanno operato i soccorritori e i vigili del fuoco. A ruota sono intervenuti i tecnici del servizio Ausl di Prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro. Presenti anche agenti della polizia di stato e carabinieri.

Purtroppo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Ora non resta che raccogliere tutti gli elementi utili per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Strage infinita. Precipita e muore nel cantiere: aveva appena compiuto 79 anni

La tragedia a Terlizzi, nel Barese. Nonostante l’età avanzata, l’uomo era «regolarmente assunto», dicono i sindacati. Lo sgomento della comunità. Un altro lavoratore ha perso la vita a Reggio Emilia

Morire sul lavoro, in un cantiere, a 79 anni. Succede anche questo nell’Italia del 2024. Un anziano capocantiere, Cesare Dibitetto, ha perso la vita oggi precipitando nel vano ascensore di un palazzo in corso di ristrutturazione in via Cesare Battisti nel centro storico di Terlizzi, in provincia di Bari. 

L’uomo, residente a Giovinazzo, operaio molto esperto, era dipendente da tempo della ditta per la quale stava lavorando. La tragedia è avvenuta durante operazioni di verifica dei livelli dell’ascensore prima di procedere al rivestimento. Il 79enne (ieri era stato il compleanno) è caduto dal primo piano fino al piano seminterrato, in pratica quindi da due piani. Un volo di circa 10 metri che non gli ha lasciato scampo. E’ stato un altro operaio a rendersi conto della tragedia. Vani tutti i soccorsi.

E’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, con una particolare imbracatura, per riuscire a recuperare il corpo: gli operatori sanitari del 118 hanno potuto solo constatare la morte di Dibitetto. Sul posto anche il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Trani e i carabinieri. Presenti anche il coordinatore della sicurezza, il titolare della ditta, oltre che il figlio della vittima e il sindaco di Terlizzi Michelangelo De Chirico. Il dramma un cantiere regolarmente autorizzato. La ristrutturazione riguarda lavori in un edificio su tre livelli.

“Stando alle prime notizie – dichiarano – l’uomo era regolarmente assunto con un contratto part-time da capocantiere e iscritto in Cassa edile. Resta l’amarezza e l’incredulità nel vedere lavorare in un cantiere, uno dei luoghi più a rischio, una persona così avanti con l’età, che già da anni avrebbe dovuto godersi un meritato riposo da pensionato. Da parte nostra ribadiamo il massimo impegno per garantire l’incolumità dei lavoratori: subito dopo la terribile tragedia di Firenze – proseguono Boccuzzi e Sideri – abbiamo avviato una serie di assemblee in tutti i Comuni e in tutti i luoghi di lavoro. Sono momenti di comunicazione e confronto molto partecipati, a dimostrazione che il tema e’ quanto mai attuale e molto sentito dai lavoratori”.