Tutti gli articoli di Maurizio Barsella

8 Marzo 2023

Incidente sul lavoro a Brozolo: operaio colpito da un pezzo di muro, trasportato in ospedale

Si sarebbe trattato di un crollo

Incidente sul lavoro nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 8 marzo 2023, in via Vignali a Brozolo, dove un operaio edile romeno di 32 anni, dipendente di una ditta di Cocconato d’Asti (Asti), che stava lavorando nel cantiere di ristrutturazione di un pollaio, è stato colpito al tronco da un pezzo di muro che verosimilmente è crollato. Sul posto sono intervenuti i sanitari, che hanno trasportato il ferito in elisoccorso all’ospedale Cto di Torino, i carabinieri della stazione di Cavagnolo, i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura e gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4, a cui competono le indagini sull’accaduto. Alla fine la prognosi è stata di tre mesi per una frattura di bacino.

7 Marzo 2023

Dramma nell’Est veronese: il trattore si ribalta e non gli lascia scampo

L’incidente mortale si è consumato nel Comune di Soave nella mattinata di martedì. Inutile l’intervento dei vigili del fuoco e del personale del 118, che si è diretto sul posto con l’elicottero

Drammatico incidente agricolo nella zona Est della provincia di Verona nella mattinata di martedì. 
Poco prima delle ore 10 di martedì un trattore si è ribaltato nella zona di località Ca’ Vecchie, nel Comune di Soave, per cause da appurare. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco e il personale del 118 con l’elicottero, ma per l’uomo alla guida, Valentino Roncari di 85 anni, non ci sarebbe stato nulla da fare ed è deceduto sul posto, schiacciato dal mezzo agricolo. I pompieri giunti dal distaccamento di Caldiero con 2 mezzi e 5 uomini, hanno lavorato per sollevare il trattore ed estrarre l’anziano imprigionato, utilizzando cuscini sollevatori e divaricatori idraulici.
Sul luogo dell’incidente anche i carabinieri e lo Spisal, per le indagini del caso. 

6 Marzo 2023

Infortunio sul lavoro a Venezia: muore Michele Davanzo, 40 anni, cadendo da una impalcatura

L’incidente in un’azienda agricola alla frazione Loncon di Annone Veneto. Sul posto i carabinieri; l’indagine è coordinata dalla Procura di Pordenone

Venezia – 6 marzo 2023 – Ennesima tragedia sul lavoro, nella Regione che già è terza in Italia per le morti bianche, come ‘certificato’ da una recente ricerca dell’Osservatorio Vega Engineering di Mestre, che ha elaborato una mappatura del rischio nella Regione e in Italia.


Un operaio, Michele Davanzo, di 40 anni, è morto stamani cadendo da un’impalcatura all’interno di un’azienda agricola, a Loncon, una frazione di Annone Veneto, nella Città metropolitana di Venezia. L’uomo risiedeva a Musile di Piave (Venezia) ed era dipendente di una ditta esterna, che sta effettuando lavori all’interno dell’azienda Genagricola spa, nei pressi di una tenuta vitivinicola. Sul posto gli operatori sanitari con l’ambulanza del Suem 118, che però non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’operaio per i traumi riportati nella caduta.

3 Marzo 2023

Schiacciato da autobus contro muro, morto autista a Verrès

Stava svolgendo dei controlli di manutenzione

ANSA) – AOSTA, 03 MAR – Un autista di autobus è morto in un incidente sul lavoro a Verrès, in bassa Valle d’Aosta.

L’uomo, valdostano di 59 anni, in base a una prima ricostruzione è rimasto schiacciato tra un muro e la porta del pullman.


    Al momento dell’incidente, in via della Stazione, non c’erano passeggeri a bordo del mezzo, che avrebbe dovuto essere fermo, e il conducente stava effettuando dei controlli di manutenzione.
    Per cause da accertare il pullman si è però spostato. L’autista, che si trovava sulla porta di ingresso del veicolo, è così rimasto schiacciato contro il muro che è posizionato lungo la strada. Sul posto sono intervenuti il 118 con l’elisoccorso e una squadra taglio dei vigili del fuoco, oltre ai carabinieri a cui sono affidati gli accertamenti. I tentativi di rianimarlo non sono serviti ed è stato dichiarato il decesso dell’uomo.

2 Marzo 2023

Cade da impalcatura, muore operaio di 38 anni nel Napoletano

Indagini Cc-Asl su dinamica e posizione lavorativa della vittima

(ANSA) – NAPOLI, 02 MAR – Un operaio di 38 anni, Giovanni Ruggiero, di Poggiomarino, è morto nel pomeriggio verosimilmente dopo essere caduto da un’impalcatura.


    L’incidente è avvenuto in un cantiere edile nella zona ‘pip’ di Palma Campania.

Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Sarno, l’uomo è morto per le lesioni riportate al volto e alla testa.
    Sono in corso indagini dei carabinieri della stazione di Palma Campania e del personale dell’Asl di Napoli per chiarire la dinamica dell’infortunio e la posizione lavorativa della vittima. La salma è stata portata al policlinico di Napoli per l’autopsia. (ANSA).
   

1 marzo 2023

Tragedia sul lavoro, un boscaiolo di 25 anni è morto dopo essere stato travolto e schiacciato da un albero

L’incidente sul lavoro è avvenuto in val Badia. Un boscaiolo di 25 anni è morto. Vani i tempestivi interventi del soccorso alpino, dell’elicottero e dei carabinieri

VAL BADIA. Tragedia sul lavoro, un boscaiolo di 25 anni è morto nei boschi altoatesini, travolto e schiacciato da un albero.

L’allerta è scattata intorno alle 14.30 di oggi, mercoledì 1 marzo, in una zona impervia nei boschi della val Badia

E’ ancora in corso la ricostruzione della dinamica e le forze dell’ordine effettuano gli accertamenti per stabilire le cause del drammatico evento che ha portato alla morte di una persona.

Secondo le prime ricostruzioni, il 25enne è stato travolto e schiacciato da un albero. Un incidente apparso fin da subito estremamente grave.

Tragedia sul lavoro: trattore si ribalta nel bosco, muore agricoltore a Bosco Chiesanuova

La vittima è Gio Battista Beccherle, 76 anni: l’incidente in una zona boscosa della Contrada Belvedere, dove risiedeva. É stata la moglie a trovarlo quando non l’ha visto rincasare

Verona, 02 marzo 2023 – Ennesima morte sul lavoro, nel tardo pomeriggio di ieri nel Veronese. La tragedia ha avuto luogo in un punto ripido del bosco. Un agricoltore di 76 anni, Gio Battista Beccherle, è morto a Bosco Chiesanuova, in provincia di Verona, rimanendo schiacciato sotto al suo trattore che stava guidando, ribaltatosi in una zona boscosa e impervia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco verso le 18 di mercoledì 1° marzo, per un incidente agricolo in via Strabur a Bosco Chiesanuova

Amianto:Sentenze

Amianto, Inail condannata a risarcire la vedova di Mario Nicoletti: la sentenza a 7 anni dalla morte dell’ operaio

Impiegato nel 1979 come manovale di cantiere stradale per la società I.C.R. srl, e dal 1979 al 1993 come manutentore idraulico presso l’ospedale di Rieti quale dipendente della Asl, era stato esposto alla fibra durante le sue attività lavorative

Il tribunale di Rieti ha condannato l’Inail a riconoscere alla Monica Diana Darasz, vedova di Mario Nicoletti, operaio di Antrodoco (Rieti), morto per mesotelioma da amianto, 7 anni dopo la perdita del marito, una somma di circa 200 mila euro e una rendita mensile.

Taranto, per quasi 20 anni ha lavorato esposto all’amianto: a pensionato ex Ilva riconosciuti indennizzo e pensione maggiorata

Ha lavorato in un reparto dell’ex Ilva a Taranto a contatto con l’amianto, ha ottenuto il relativo riconoscimento all’esposizione da parte dell’Inail, ma non il trattamento di pensione previsto. Un lavoratore ha quindi fatto ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Taranto. Adesso, per la Cgil e la Fiom, “il lavoratore, per effetto di questa sentenza, riceverà gli arretrati del rateo pensionistico mensile ricalcolato anche sulla base di 761 settimane di esposizione all’amianto. In più, riceverà d’ora in poi una pensione aumentata di circa il 10 per cento”

Discarica amianto Grillaia di Chianni: “No alla riapertura”

Amianto :Sentenze

Morì per l’amianto, risarciti moglie e figlio

La vittima è un ex macchinista in servizio per le Ferrovie dal ’57 al ’94

Aveva svolto l’attività di macchinista ferroviario alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato dal 1957 al 1994, cui era poi subentrata Rete Ferroviaria Italiana Spa, con assegnazione alla Spezia. Era la fine del 2017 quando in conseguenza di un diffuso malessere, su consiglio del medico curante effettuava accertamenti specialistici. Nel febbraio 2018 la terribile sentenza: ”una massa solida… che appare in continuità con un ispessimento pleurico…”. Venivano così svolti ulteriori approfondimenti che stabilivano l’esistenza di un mesotelioma pleurico sarcomatoide conseguente all’esposizione professionale all’asbesto. La malattia comportava il decesso dell’ex macchinista nel settembre 2018.

l figlio e la moglie non hanno accettato di far passare sotto silenzio il terribile destino a cui era andato incontro il loro caro e tramite il patronato Inca Cgil della Spezia, con l’assistenza dell’avvocato Andrea Frau, hanno avanzato domanda di risarcimento danni a Rfi. L’attività lavorativa del macchinista ferroviario lo aveva esposto all’inalazione continua di fibre d’amianto. Infatti, sulle locomotive elettriche dalla fine degli anni ’40 è iniziato l’uso di amianto sotto forma di cartoni per l’isolamento delle scaldiglie del riscaldamento. Dalla metà degli anni ’50 è iniziata la coibentazione sui nuovi rotabili con amianto spruzzato della varietà crocidolite. All’inizio degli anni ’60 fu deciso di estendere questo tipo di coibentazione a tutte le carrozze circolanti, tanto che il loro numero complessivo ammontava a circa 8mila. I primi provvedimenti di prevenzione furono approntati all’inizio degli anni ‘80 e completati alla fine di quel decennio. Negli anni ’90 le carrozze con la coibentazione della cassa in amianto friabile furono accantonate e il programma di bonifica è stato completato all’inizio degli anni 2000.

È stato stimato che in una carrozza ferroviaria veniva usato fino a una tonnellata di amianto, e abbondante è stato anche il quantitativo usato sulle cabine di guida, dove, oltre che come isolante termoacustico spruzzato sulle lamiere, è stato usato anche in punti facilmente accessibili durante le normali operazioni. Negli anni 80 era già emersa la consapevolezza della pericolosità di questo materiale. Già da questa prima fase però non veniva prevista alcuna protezione per chi non lavorava direttamente l’amianto ma, come i macchinisti, con esso conviveva nel proprio ambiente di lavoro. Il Tribunale della Spezia, con sentenza del 16 febbraio scorso, ha accolto la domanda dei congiunti dell’ex macchinista ed ha condannato Rfi al risarcimento in loro favore per 568.261 euro, oltre interessi e rivalutazione.

Ferroviere vittima di amianto, 560mila euro alla famiglia

Morte operaio Smim, per pm fu esposto all’amianto: consulenti in aula

Gela. Per la procura e secondo i familiari, la morte per una grave patologia fu causata dalla sua costante esposizione all’amianto durante l’attività lavorativa. Per quanto accaduto ad un ex operaio dell’azienda Smim, a processo c’è l’imprenditore Giancarlo Barbieri, fondatore della società che fu tra le più importanti dell’indotto Eni. Risponde di omicidio colposo. Davanti al giudice Miriam D’Amore, sono stati sentiti i consulenti della procura. Gli esperti hanno risposto alle domande del pm Mario Calabrese, del legale dei familiari dell’operaio e dell’Ona, l’avvocato Davide Ancona (costituito parte civile) e del difensore dell’imputato, il legale Flavio Sinatra. Secondo i due consulenti, il mesotelioma pleurico diagnosticato al lavoratore sarebbe da legare alle polveri d’amianto alle quali fu esposto almeno dal 1973 e fino al 1992.

E’ stato riferito inoltre che lo stesso operaio ritornò poi alle dipendenze dell’azienda, fino al pensionamento. In base alle contestazioni, non sarebbero state adottate tutte le necessarie misure di prevenzione e sicurezza per impedire l’esposizione. La difesa di Barbieri ha richiesto dati ulteriori ai consulenti del pm, focalizzando l’attenzione sui periodi presi in esame e anche su altre esperienze lavorative svolte dal dipendente. Ha inoltre prodotto sentenze, per vicende analoghe, che hanno escluso responsabilità dirette. L’attività istruttoria proseguirà nelle prossime udienze.

28 Febbraio 2023

Incidente sul lavoro a Scanzano Jonico, operaio rimane ustionato

SCANZANO JONICO – “Continua senza tregua l’intollerabile strage dei lavoratori. L’ennesimo incidente di poco fa’ ha causato a un operaio italiano di 43 anni il ferimento, fortunatamente senza gravi conseguenze, in un’azienda agricola di Scanzano Jonico (MT). Il lavoratore ha toccato, con una pompa per il cemento, i cavi della media tensione e si è procurato ustioni a una mano e a un piede. È inammissibile assistere ancora a questi incidenti quotidiani: nel 2022 sono state 1.090 le denunce di infortunio sul lavoro, più delle volte con esito mortale, presentate all’Inail”.