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Amianto : Discariche

Discarica di amianto a Valeggio? «Perfetta sulla carta, ma nel posto sbagliato»

Dopo la doppia presentazione del progetto da parte della proponente Progeco Ambiente, il comitato anti-discarica Ca’ Balestra lo smonta: «Se la discarica sarà così perfetta, perché l’azienda stessa parla di “impatti ambientali rilevanti” e di “effetti ambientali negativi e significativi”»

Un progetto perfetto sulla carta, ma nel posto sbagliato e cioè sulla falda acquifera». Dopo averlo contestato in silenzio durante la doppia presentazione, il comitato anti-discarica Ca’ Balestra ha espresso questo commento sull’impianto di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto che l’azienda Progeco Ambiente intende realizzare a Valeggio sul Mincio.

La società bresciana ha mostrato i dettagli del progetto presentato in Regione Veneto in due incontri pubblici: lunedì scorso, 18 marzo, nella scuola media di Valeggio ed il giorno successivo a Mantova. E in entrambe le assemblee, il comitato si è presentato in tute bianche e mascherine per protestare in modo silenzioso e pacifico.

In entrambe le serate è stata alta l’affluenza dei cittadini, tanto che a Valeggio alcuni non hanno potuto accedere alla sala perché era stata raggiunta la capienza massima. Il rappresentante ed i tecnici di Progeco Ambiente hanno presentato il progetto della discarica, garantendo il rischio zero per la dispersione delle fibre di amianto nell’aria. È però apparso chiaro che ai cittadini e al comitato interessavano anche gli effetti dell’eventuale dispersione dell’amianto nella falda acquifera presente sotto il sito in cui l’azienda vorrebbe attivare il sito di stoccaggio. E sono state molte le rimostranze in merito agli effetti che la realizzazione di una discarica potrebbe avere su un territorio a vocazione turistica ed agricola. «Tante richieste di chiarimenti sono rimaste senza risposta – hanno commentato dal comitato anti-discarica – E molti dei presenti sono rimasti con i propri dubbi, manifestando disappunto all’amministratore delegato della società».

Discarica di amianto tra Valeggio e Marmirolo: presentazione del progetto tra le proteste

L’incontro pubblico rientra nelle procedure previste dall’iter autorizzativo. Il progetto dovrà poi essere vagliato dalla Regione

Sono stati accolti da un nutrito comitato di protesta in tuta bianca i rappresentanti della Progeco Ambiente che ieri, 18 marzo, hanno presentato, nell’aula magna dell’istituto comprensivo “Graziella Murari” a Valeggio, il progetto di discarica per l’amianto a Ca’ Balestra (nel comune di Valeggio sul Mincio, adiacente all’abitato di Quaderni di Villafranca e al confine con i territori di Marmirolo e Roverbella). Tanti gli slogan sulle lenzuola, che hanno reso palpabile la contrarietà delle due comunità – Quaderni e Valeggio – e dei relativi Comuni.

Presentazione come da procedura

La presentazione pubblica rientra nelle procedure previste dall’iter autorizzativo. Il progetto, per una discarica della capienza complessiva di 779 mila tonnellate di scarti edilizi contenenti cemento-amianto (e la durata di 8 anni e 8 mesi), sarà poi vagliato dalla Regione.

Alla presentazione, oltre all’ad della società, Giovanni Bonacina, erano presenti i progettisti dell’impianto e i tecnici che supportano la ditta, dall’ingegnere Remo Bordini all’architetto e ingegnere ambientale Marco Stevanin, dal biologo specializzato in igiene e sanità pubblica Fabrizio Bianchi, al fisico Giampiero Malvasi.

La relazione dei tecnici

I tecnici hanno illustrato gli accorgimenti che verranno adottati per ridurre al minimo i rischi connessi all’inalazione dell’amianto, smentendo quelli connessi all’ingestione e stimando che non vi sia una compromissione della falda acquifera.

I loro interventi non hanno però convinto il folto pubblico presente che ha messo in dubbio, sulla scorta di quanto già successo con la vicina discarica di Ca’ Baldassarre (Rifiuti solidi urbani), i modelli matematici, chiedendo che la discarica venga realizzata in zone argillose del Veneto e non nella zona di ricarica agli acquiferi.

Amianto : Discariche

Tra Verona e Mantova il triangolo delle discariche di amianto: il rischio a causa di una deroga di Zaia. I cittadini: ‘Siamo sotto assedio’

Circondati dalle discariche di amianto. C’è un triangolo, ai confini delle province di Verona e di Mantova, che sta attirando gli appetiti di aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti urbani e speciali, grazie a una deroga che l’amministrazione regionale del Veneto ha concesso nel 2022. A denunciarlo sono i cittadini che, attraverso il Comitato Anti-Discarica Ca’ Balestra e al Comitato Tutela Ambiente e Salute Villafranca, sono scesi sul sentiero di guerra, visto che nel giro di pochi mesi sono state presentate alcune richieste per aprire strutture di smaltimento in un’area molto limitata, che rischia di trasformare Villafranca di Verona in una grande discarica a cielo aperto. Mariella Zago ha 83 anni, vive nella frazione di Quaderni ed è una delle più attive. Ha scritto a ilfattoquotidiano.it per denunciare la congiura del silenzio. “Il nostro problema ambientale è molto grave. Il territorio, parte della pianura Padano Veneta, è sotto assedio. In Regione Veneto sono stati presentati due progetti di discariche di rifiuti contenenti amianto che sono distanti circa 8 chilometri una dall’altra. Siamo in zona di ricarica degli acquiferi e quindi i rischi sono enormi”.

Un primo progetto riguarda località Caluri ed è stato presentato nel novembre 2023 dalla ditta Tecno Inerti. A Valeggio sul Mincio la società Progeco Ambiente ha chiesto di utilizzare quella che fu una cava di ghiaia, capace di ospitare 940mila metri cubi di materiale su una superficie equivalente a quella di 120 campi da calcio, sempre da destinare all’amianto. “Le cave sono adiacenti ad altre due discariche in post mortem che dagli anni ‘80 stanno ancora dando problemi di inquinamento – continua Mariella Zago – C’è un terzo progetto, per la stessa tipologia di rifiuti, presentato in Regione Lombardia nel comune di Marmirolo (Mantova) al confine con Valeggio. Come se non bastasse, è stato depositato, presso gli Uffici della Provincia di Verona, un quarto piano per il riempimento di una cava a Quaderni di Villafranca, accanto ad abitazioni e a una chiesetta, per smaltire scarti della lavorazione del marmo”.

La preoccupazione cresce perché le discariche di amianto diventerebbero un punto di conferimento non solo per tutte le province venete, ma anche per altre parti d’Italia. Il problema che sta esplodendo nasce da una decisione presa dalla Regione Veneto. La illustra Mario Faccioli, ex sindaco di Villafranca, oggi all’opposizione: “Quella che ha portato a presentare tante domande nel nostro territorio è una scelta politica, non tecnica. Con il piano regionale dei rifiuti del 2015, questi soggetti non avrebbero mai potuto presentare i progetti. Invece, nel 2022 è stata inserita una deroga che consente di realizzare le discariche anche in zone di ricarica degli acquiferi”. Il decreto fu visionato dalla seconda commissione regionale che si occupa di ambiente e territorio, poi approvata dalla giunta Zaia. “Prima di allora, la legge aveva messo una pietra tombale sulla possibilità di realizzare queste discariche in zone fragili”.

A febbraio il leghista Filippo Rigo ha presentato una mozione in consiglio regionale, poi il governatore Luca Zaia ha incontrato i comitati e ha risposto. “La commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale dei due progetti (Via) è indipendente. Da parte mia farò in modo che i rappresentanti dei comitati vengano in Regione e spieghino ai tecnici le loro motivazioni per il no ai due impianti”. La replica dei Comitati è netta: “La deroga l’ha approvata la Regione due anni fa, per noi le parole di Zaia non cambiano nulla, ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Ci ha offerto ‘generosamente’ di partecipare alle riunioni, ma il problema l’hanno creato loro, i politici, non i tecnici”.

Discariche di amianto a Villafranca (VR): preoccupazione del personale militare

Il Sindacato Aeronautica Militare (SIAM) si fa portavoce del forte scetticismo e dei timori del personale militare in servizio presso i Reparti dell’Aeronautica Militare di Villafranca di Verona (VR) per la proposta di apertura di due nuove discariche di amianto nelle immediate vicinanze.

Le discariche, secondo documenti tecnici dell’azienda appaltatrice, sorgerebbero in località Caluri, a ridosso del 3° Stormo, 1° Reparto Genio, 4° Laboratorio Tecnico e Squadriglia Telecomunicazioni.
Numerose le criticità sollevate dal personale militare e dagli abitanti del piccolo centro per il possibile impatto sulla salute e sulla vita privata.

Anche il Comune di Villafranca di Verona ha espresso perplessità, così come pure il WWF Veronese ed il Comitato contro il progetto di discarica “Ca’ Balestra” di Valeggio sul Mincio.
Le osservazioni più rilevanti riguardano: la mancanza di rispetto delle distanze minime da abitazioni ed altre discariche; la
carenza di valutazione degli impianti cumulativi; il mancato rispetto del piano di rischio aeroportuale; la possibile dispersione delle fibre di amianto nell’aria; le carenze nei piani di gestione e di emergenza; le criticità sulla viabilità e i dubbi sulla caratterizzazione dei terreni e sulle verifiche di stabilità.

Il WWF Veronese ODV ha inoltre rilevato criticità nelle procedure di gestione dei rifiuti e in merito all’impatto sulla flora e sulla fauna, ai materiali di copertura degli inerti ed al potenziale inquinamento delle falde acquifere.

Anche l’Aeronautica Militare, con una nota del Comando 1^ Regione Aerea di Milano, ha espresso perplessità sulla compatibilità delle discariche con la sicurezza delle installazioni militari e la salute del personale.

Il SIAM auspica che la Regione Veneto tenga conto di tutte le suddette osservazioni e valuti alternative già esistenti sul territorio, evitando di autorizzare l’installazione di una discarica a ridosso di un aeroporto ad uso civile e militare ad intenso traffico.

15 Marzo

Antonio Sartor investito e ucciso da un cliente davanti alla ditta dove lavorava

L’uomo aveva 56 anni. Il conducente del mezzo è stato sottoposto ai test sullo stato alcolemico e tossicologico

Antonio Sartor, dipendente della ditta Amore Legnami, è morto a 56 anni investito e ucciso da un cliente. L’incidente, avvenuto durante l’orario di lavoro, non ha lasciato scampo all’uomo nonostante i soccorsi siano stati immediati. È quanto successo alle 16:40 in via di Saponara 550, ad Acilia. A ricostruire la dinamica della tragedia ci sono gli agenti del X Gruppo Mare della polizia locale, già ieri intervenuti sul posto. 

Secondo la prima ricostruzione Antonio Sartor stava camminando nel piazzale antistante l’ingresso della ditta quando un il cliente, un cittadino albanese di 44 anni a bordo di un furgone Iveco, ha inserito la retromarcia a lo ha travolto. Il conducente era appena uscito dalla fabbrica di legnami e non lo avrebbe visto. Antonio Sartor è morto sul colpo.

Il 44enne, invece, è stato portato all’ospedale Sant’Eugenio e sottoposto ai test sullo stato alcolemico e tossicologico. Gli esiti sono attesi nelle prossime ore, nel frattempo il furgone – come da prassi – è stato sequestrato. La polizia locale procede per omicidio stradale. Sul caso è intervenuto anche il sindacato Fillea Cgil Roma e Lazio: “La vittima era un dipendente dell’azienda. Non si può morire sul posto di lavoro così”.

Vola dal ponteggio alto 9 metri: grave

Un operaio di 34 anni che stava montando un’impalcatura è caduto violentemente a terra. Indagini a Fano

Fano, 15 marzo 2024 – Un operaio di 34 anni, di origine albanese, è caduto da un ponteggio l’altro ieri pomeriggio intorno alle 17.30 in zona Coop. Le sue condizioni sono considerate molto gravi. Infatti l’operaio, fratello del datore di lavoro, era impegnato nel montaggio di un ponteggio ad un condominio. Nel fare questo, prima di fissare l’impalcatura al muro perimetrale, ha perso per qualche ragione l’equilibrio non essendo ancorato con una cintura ed è volato a terra per circa 9 metri. Chiamati i soccorsi, si è alzata in volo l’eliambulanza da Ancona che in pochi minuti è arrivata sul posto per il trasferimento del 34enne all’ospedale di Torrette di Ancona. L’uomo ha battuto violentemente la testa e ha perso conoscenza rapidamente. Non è chiaro se sia stato sottoposto ad intervento chirurgico. I medici non si sono espressi sul decorso del grave infortunio.

Morti sul lavoro, Cub ‘pene certe per imprenditori inadempienti’

Amendola, ‘sanzioni irrisorie e infortuni gravi quotidiani’

Brindisi, Ledro (Trento), San Giorgio a Liri (Frosinone), Carpenedolo (Brescia) e San Marco Evangelista (Caserta): cinque luoghi di lavoro e cinque inaccettabili morti in una settimana”: lo denuncia la Cub in attesa dei risultati delle indagini per “appurare il rispetto, o meno, delle regole sulla sicurezza” chiedendo “pene certe per gli imprenditori inadempienti”.
    “La Confederazione Unitaria di Base da anni si batte per l’introduzione del reato di ‘omicidio sul lavoro’ con adeguate sanzioni penali e pecuniarie per le imprese manchevoli nel rispetto delle regole sulla sicurezza – afferma il segretario nazionale Marcelo Amendola -.

Imprese che dovrebbero essere chiuse nell’eventualità di incidenti gravi, ma senza che i dipendenti ci rimettano lo stipendio, per essere riaperte solo se tutte le norme vengono rispettate.

Il Governo parla di patente a punti per gli imprenditori, di crediti da esibire in caso di controlli, che però sono tuttora irrisori rispetto all’enorme numero di aziende e cantieri piccoli, medi e grandi dove, quasi quotidianamente, dobbiamo tristemente aggiornare il numero di decessi o infortuni gravi di lavoratori”.

Amianto :Discariche

Comuni, Provincia di Mantova e Parco del Mincio: no alla discarica di amianto a Marmirolo

Fronte unito degli enti locali per fermare il progetto a Campagnazza. Anche dal Veneto arriva il sostegno alla battaglia

Discarica di Valeggio, il dissenso si rafforza e trova appoggi in Lombardia

La consigliera regionale Lombarda Paola Pollini condivide le preoccupazioni esposte dal comitato anti-discarica Ca’ Balestra in un’assemblea pubblica

Tra una settimana, Progeco Ambiente presenterà il progetto del sito di stoccaggio di amianto che l’azienda bresciana vorrebbe attivare a Ca’ Balestra, nel territorio di Valeggio sul Mincio. Un progetto contro cui è forte il dissenso in provincia di Verona. Un dissenso che potrebbe allargarsi anche alla vicina Lombardia.

E lunedì prossimo, 18 marzo, Progeco Ambiente proverà a smorzare il coro dei contrari in un incontro pubblico in programma alle 19.30 all’interno dell’istituto Murari di Via Barbarani 4 a Valeggio. L’amministratore delegato dell’azienda Giovanni Bonacina e gli estensori del progetto Remo Bordini, Marco Stevanin e Fabrizio Bianchi mostreranno i dettagli della discarica che attende l’autorizzazione della Regione Veneto. Un’autorizzazione che il comitato anti-discarica Ca’ Balestra vuole che venga negata e le motivazioni sono state spiegate in un’affollata assemblea dal titolo “Salute e territorio: i pericoli della discarica di amianto tra Valeggio e Quaderni”.

Amianto : Discariche

No discarica d’amianto a Pozzolo: in un solo giorno raccolte 500 firme

POZZOLO (Marmirolo) – Dal Comitato No discarica amianto a Pozzolo sul Mincio è partita la petizione contro il progetto di realizzazione di una discarica di rifiuti contenenti amianto, uno dei materiali più cancerogeni al mondo e causa di morte per migliaia di persone. «Abbiamo raccolto oltre 500 firme in poco più di un giorno – afferma Massimo Stanghellini, presidente del comitato no. I firmatari chiedono che i Comuni di Marmirolo, Goito, Roverbella, la Provincia di Mantova e la Regione Lombardia adottino tutti gli atti in loro potere per bloccare tale progetto e tutelare così il territorio. È possibile firmare la petizione aprendo la nostra pagina Fb attiva da una settimana – dice Stanghellini – ma ci si può anche recare dai commercianti di Pozzolo tra cui negozi e bar, per sottoscrivere la propria firma per dire no al progetto, già bloccato la prima volta dalla Regione Lombardia. Tale progetto è da ritenersi una potenziale minaccia verso la salute dei cittadini oltre che una minaccia economica e turistica, e purtroppo ripresentato in seconda istanza dalla società Ammit srl. Gli abitanti del paese e delle zone limitrofe non vogliono l’impianto. Alla pericolosità del materiale che verrebbe trasferito alla discarica, si aggiunge il problema del traffico e dell’inquinamento atmosferico causato dai camion che ogni giorno solcano le strade del comune. L’invito del comitato, che è apolitico – precisa – è rivolto a tutti i cittadini per ribadire l’assoluta contrarietà alla discarica. L’area in cui si insedierebbe l’impianto, che dista qualche decina di chilometri da altre due discariche di amianto, è di interesse naturalistico, zona di Prati stabili, al confine con il Parco del Mincio. Avvertendo e prevedendo la chiara minaccia ambientale che comporterebbe – auspico – che anche Coldiretti e Consorzio tutela Grana Padano si mobilitino. Con questa petizione vogliamo raccogliere le firme di tutti coloro che non accettano di veder deturpati luoghi naturali di pregio e di eccellenze gastronomiche. I cittadini che volessero collaborare e far girare i fogli per la firma, possono mettersi in contatto con noi e faremo avere loro tutto il materiale». Monica Briani, membro del comitato, afferma che la creazione di una pagina Fb dedicata è uno strumento indispensabile per poter essere incisivi e comunicare così con più persone possibili. Le osservazioni al progetto della discarica potranno, inoltre, essere presentate in Regione Lombardia entro il prossimo 11 marzo.

Amianto : Discariche

Discariche di amianto, assemblea pubblica per scoprirne i pericoli

La organizza il comitato anti-discarica di Ca’ Balestra nell’aula magna della scuola secondaria “Foroni” di Via Barbarani, a Valeggio

l comitato contro la discarica di amianto a Ca’ Balestra continua a raccogliere le preoccupazioni dei cittadini non solo per il progetto della discarica prevista nel territorio di Valeggio sul Mincio ma anche per quello di Caluri di Villafranca. Per partire, i due progetti hanno bisogno dell’autorizzazione della Regione Veneto ed il comitato ha spiegato anche al presidente Luca Zaia oltre che ai sindaci veronesi perché questi due siti di stoccaggio non dovrebbero essere autorizzati.

Ragioni che saranno approfondite anche nella serata-evento organizzata dal comitato per giovedì prossimo, 7 marzo, alle 20.45 nell’aula magna della scuola secondaria “Foroni” di Via Barbarani, a Valeggio. L’incontro si intitola “Salute e territorio: i pericoli della discarica di amianto tra Valeggio e Quaderni”. E oltre a quella dei membri del comitato è annunciata la partecipazione di: Michele Sommaruga, geologo e autore dello “Studio sulla compromissione del sottosuolo prodotta dalla discarica Ca’ Baldassarre” negli Anni Ottanta; Diego Todeschini, medico dell’associazione italiana medici per l’ambiente; Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto; e Gigi Rosa, presidente del comitato Sos Terra Montichiari.

Discarica amianto Pozzolo, sopralluogo di Carra (Pd): “Regione non faccia scherzi e dica no”

POZZOLO – Sopralluogo del consigliere regionale Pd Marco Carra, stamattina, nell’area del Comune di Marmirolo (presso Pozzolo) in cui dovrebbe sorgere una discarica di rifiuti di amianto. Carra annuncia un’interrogazione alla regione per chiedere il pronunciamento negativo alla richiesta avanzata in seconda istanza dalla ditta Ammit, per tutelare una zona agricola del mantovano, terra dei Prati Stabili, vicina ai centri abitati e al confine con il Parco del Mincio, che disterebbe solo qualche decina di chilometri da altre due discariche di amianto.

Anche il circolo PD locale sostiene la protesta e si esprime per il No alla discarica.

“Poiché il parere vincolante alla realizzazione della discarica è in capo alla regione, chiedo – dice Carra – che la regione stessa non faccia scherzi e risponda negativamente a questa richiesta per salvaguardare l’agricoltura, i prati stabili, e soprattutto la salute dei cittadini. Una cava di amianto comprometterebbe la produzione di altissima qualità e anche la sostenibilità di una zona a vocazione turistica”.

Sul posto, con il consigliere Carra, c’erano alcuni rappresentanti del Comitato del No, la candidata a sindaca e attuale assessore Elena Betteghella, dirigenti e iscritti del circolo Pd locale, l’assessore Vanni De Luigi, il vice sindaco di Marmirolo, Massimiliano Boschini, il consigliere Marco Mattinzoli, le consigliere Angela Scirpoli e Stefania Carnevali.

Questa cava di amianto diventa una questione politica – sostiene Elena Betteghella, candidata a sindaca a Marmirolo e assessore uscente -, poiché solo la regione può esprimere parere vincolante, dire si o no dipende da regione Lombardia. Auspichiamo che vengano fatte valutazioni adeguate  e approfondite per la tutela del nostro territorio e della salute dei cittadini. La posizione dell’amministrazione non è cambiata rispetto al primo progetto avanzato dalla ditta, siamo contrari alla realizzazione della discarica. Ringrazio il consigliere Marco Carra per essere al nostro fianco in questa battaglia e il circolo Pd locale che presenterà osservazioni al progetto e ci sostiene”.

Amianto : Discariche

Discarica di amianto nel territorio di Marmirolo: la protesta dei cittadini

L’iter per la costruzione di una discarica di rifiuti contenenti amianto in località Campagnazza è ripartito. A confermarlo il sopralluogo della Regione, giunta nella località al confine con il Veneto con uno staff tecnico, assieme a Provincia, Ats e Comuni confinanti (Volta Mantovana, Roverbella, Valeggio). Ad accogliere la delegazione un nutrito gruppo di cittadini, oltre una cinquantina, con striscioni che chiedevano di fermare l’iter proposto dalla società bresciana Ammit, facente capo al gruppo Mauro Papa, presente sul posto

Comitato anti-discariche di amianto: «Dobbiamo aspettare un disastro ambientale?»

Gli attivisti scrivono ai sindaci dei Comuni veronesi che potrebbero essere danneggiati se venisse attivato il sito di stoccaggio dei rifiuti a Ca’ Balestra

Convinto che in solitaria il proprio agire sia meno efficace e che il problema ambientale non si riduca ad una cava o ad un piccolo lembo di terra, Il comitato contro la discarica di Ca’ Balestra offre e cerca solidarietà con chi non vuole l’attivazione di nuovi impianti di stoccaggio di rifiuti contenenti amianto.

Il comitato è concentrato nello scongiurare il via libera della Regione Veneto alla discarica di amianto nel territorio di Ca’ Balestra, a Valeggio sul Mincio, ma è vicino anche ai cittadini di Villafranca di Verona che si trovano nella stessa situazione, perché come a Ca’ Balestra anche a Caluri è potenzialmente attivabile un sito di stoccaggio simile. Ma il comitato è andato anche oltre il confine regionale, che non è poi così distante, schierandosi anche al fianco degli abitanti di Marmirolo, nel Mantovano, dove è stata progettata una discarica di amianto in una ex cava della frazione di Pozzolo.

Dall’altra parte, il comitato anti-discarica di Ca’ Balestra è alla ricerca di nuovi alleati per allargare il fronte dei contrari ai progetti previsti nel Veronese. Nei giorni scorsi, sono stati contattati con una lettera i sindaci dei 16 Comuni veronesi che rientrano nelle zone di alta pianura e ricarica delle falde acquifere, ovvero quei territori che potrebbero essere danneggiati dalla discarica nella frazione di Valeggio. I Comuni contattati sono quelli di Arcole, Buttapietra, Castel d’Azzano, Isola della Scala, Mozzecane, Oppeano, Povegliano Veronese, San Bonifacio, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Sommacampagna, Sona, Verona e Zevio e a tutti è stata segnalata la pericolosità contenuta nel Piano regionale di rifiuti, ovvero la deroga alla realizzazione di discariche di amianto nelle zone di ricarica delle falde acquifere. Ai primi cittadini, il comitato ha ricordato anche il parere contrario alle discariche espresso dalla Provincia di Verona ed ha chiesto di compattarsi per chiedere alla Regione di cancellare questa deroga e di predisporre uno studio in grado di localizzare siti in cui attivare discariche di amianto che non siano in zone di ricarica delle falde acquifere o in zone instabili, esondabili e alluvionabili. Inoltre, il comitato vorrebbe che la Regione finanziasse uno studio che valuti le alternative oggi esistenti al conferimento in discarica di rifiuti contenenti amianto. «L’assurdità della deroga di consentire la realizzazione di discariche di amianto in zone instabili, esondabili ed alluvionabili assume risvolti ancora più allarmanti e drammatici proprio in questi giorni di allerta rossa in Veneto per il maltempo – hanno commentato i due portavoce del comitato Tatiana Facincani e Gianni Bertaiola – Prevenire è meglio che curare, o dobbiamo aspettare un disastro ambientale?».

20 Febbraio

La strage di Firenze. Trovato il corpo del quinto operaio

Il bilancio definitivo del crollo nel cantiere Esselunga è di 5 morti e 3 feriti.

È stato ritrovato in serata il corpo del quinto operaio morto nell’incidente sul lavoro nel cantiere Esselunga di Firenze. Con il ritrovamento del corpo il bilancio definitivo del crollo avvenuto venerdì scorso è di cinque vittime e tre feriti. «Confermo che è stato trovato il corpo dell’ultima vittima, sono in atto le operazioni di recupero che non saranno brevi – spiega Marisa Cesario, comandante dei vigili del fuoco di Firenze -. Ha parecchio materiale addosso e parti pericolanti. Era a distanza più o meno di quattro metri dal perimetro di sinistra, più verso la parte centrale del cantiere, dopo che avevamo lavorato dalla parte del corridoio dove erano stati individuati gli altri corpi». Ora i vigili del fuoco, per arrivare a estrarre i resti, procederanno alle operazioni di «messa in sicurezza dello scenario, ancorando le parti pericolose, e allo scavo e alle demolizioni delle parti da togliere – ha aggiunto Cesario -. È da rimuovere il materiale che ha addosso, che non è poco. Ci sono parti pericolanti. Lo scenario è molto complesso ed è tuttora molto pericoloso dal punto di vista del crollo». Quando sarà aperto un varco sicuro, «il corpo verrà estratto dal cantiere e lo consegneremo per l’identificazione a Medicina Legale», ha concluso la comandante. «Un dolore indescrivibile. Una tragedia immane», ha commentato su X il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Schiacciato da una pianta, trovato morto dopo ore

La tragedia di San Severino (Macerata), la vittima aveva 69 anni: travolto dalla pianta che stava tagliando

San Severino (Macerata), 20 febbraio 2024 – Tragedianelle campagne di San Severino, dove questa sera un uomo di 69 anni è stato trovato morto, probabilmente schiacciato da una pianta che stava tagliando.

Il fatto è avvenuto in contrada Isola, nel territorio di San Severino, non lontano dal confine con Cingoli.

Stando a una prima ricostruzione, l’uomo stava lavorando in un terreno di sua proprietà quando è avvenuto l’incidente. Il 69enne settempedano sarebbe stato colpito da una pianta che stava tagliando, rimanendo schiacciato.

Precipitati dal tetto del capannone a Fornacette, Alderigi: “Colpito dall’altezza della caduta”

I due operai sono rimasti feriti gravemente dopo essere caduti dal tetto di un capannone di Fornacette, nel comune di Calcinaia, in provincia di Pisa

Ieri mattina, lunedì 19 febbraio, due operai che stavano effettuando il montaggio di pannelli solari sulla copertura di un capannone in via Fermi a Fornacette, nel comune di Calcinaia, sono precipitati da un’altezza di circa otto metri. I due lavoratori, di 29 e 32 anni, sono stati trasportati in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale Cisanello. Resta da chiarire la dinamica dell’incidente, anche se tra le ipotesi più accreditate c’è quella del cedimento del tetto del capannone. 

Strage di operai. 2 morti a Napoli e Cosenza e 4 infortuni

 

20 febbraio 2024 – Mentre a cinque giorni dal crollo del cantiere di via Mariti a Firenze il corpo di Bouzekri Rachim giace ancora sepolto dalle macerie, la lunga scia di sangue che segna quotidianamente i luoghi di lavoro del nostro Paese non accenna ad arrestarsi, solo che, a seguito della notizia di infortunio plurimo, se ne parla mediaticamente con maggior veemenza.
Questa mattina un conducente di un mezzo pesante è rimasto gravemente ferito dopo essersi ribaltati sul tratto dell’A7 tra Busalla e Bolzaneto in direzione Genova, non si hanno ulteriori notizie circa la salute del lavoratore.
Infortunio mortale ieri a Casalnuovo di Napoli. La vittima è un trentacinquenne precipitato da circa tre metri di altezza durante alcuni lavori di ristrutturazione. All’arrivo dei soccorsi il giovane operaio era già morto.
Sempre ieri, nel Pisano, due giovani operai di 29 e 32 anni originari della Guinea sono precipitati da un’altezza di 8 metri mentre stavano effettuando il montaggio di pannelli solari sulla copertura di un capannone. Entrambi in codice rosso sono stati trasportati in ospedale.
Grave anche un altro operaio, di circa 30 anni, precipitato sabato dal tetto di un’azienda di Umbertide (Perugia). Nessun’altra notizia circa la dinamica dei fatti, proseguono le indagini degli inquirenti.
E ancora sabato, Edison Malaj, di 54 anni, è moro schiacciato da una lastra di cemento caduta da una gru nel piazzale delle ex cantine sociali di Frascineto (Cosenza). Edison è morto sul colpo. 
Nello stesso momento a Montecalvario (Napoli) un operaio 52enne è caduto da un’altezza di 3 metri all’interno di una ditta nella quale stava procedendo a dei lavori di restauro della facciata. Si trova al Cardarelli di Napoli. Sabato era il giorno del suo compleanno. 

16 Febbraio

Firenze, trave di cemento crollata nel cantiere del supermercato. “Tre morti, tre feriti e due dispersi”

Grave incidente sul lavoro nella mattina di venerdì 16 febbraio al cantiere Esselunga di via Mariti

Firenze, 16 febbraio 2024 – Grave incidente sul lavoro nella mattina di venerdì 16 febbraio al cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze. Una trave di cemento è crollata e ha colpito in pieno un gruppo di operai.

Due agricoltori travolti e uccisi dal trattore

Le vittime nel Bolognese e nel Cesenate, entrambe ultra 70enni

Due agricoltori ultra 70enni sono morti in Emilia-Romagna in due incidenti sul lavoro in agricoltura, mentre stavano guidando un trattore che li ha travolti e uccisi.
    Un uomo di 74 anni è stato investito da un trattore cingolato mentre stava raccogliendo legna a Paterno, frazione del comune di Mercato Saraceno, sull’Appennino cesenate.

Nel Bolognese, a Camugnano, la vittima ha 73 anni e la dinamica dell’incidente abbastanza simile.
    Nel Cesenate, l’allarme è partito dai parenti che non lo avevano visto tornare per pranzo, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e il personale medico.

Crollo in cantiere a Firenze, Giani: i morti sono cinque. Il Papa: dolore, serve più sicurezza

Altri tre operai rimasti coinvolti sono stati estratti vivi dalle macerie e sono stati portati all’ospedale di Careggi, due in codice rosso e uno in giallo. La procura di Firenze ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per crollo colposo e omicidio colposo. Il cantiere è finito sotto sequestro

12 Febbraio

Castenedolo, braccio incastrato nell’impastatrice: operaia ferita

L’incidente sul lavoro è avvenuto quest’oggi poco prima delle 16 nella provincia di Brescia. La donna è stata trasportata con l’elisoccorso presso l’ospedale San Gerardo di Monza

Un’operaia è rimasta gravemente ferita dopo un incidente sul lavoro accaduto poco prima delle 16 in una ditta di Castenedolo, provincia di Brescia. La donna ha subito una ferita al braccio mentre lavorava con una impastatrice.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 188 Areu con un elisoccorso, un’automedica e un’ambulanza, oltre ai carabinieri e al personale Ats competente per gli infortuni sul lavoro. L’operaia è stata soccorsa e trasferita in codice rosso all’ospedale San Gerardo di Monza.