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Amianto in discarica

CREMA. IL CASO

CRONACA

«Amianto e rifiuti interrati. Bomba ecologica nell’ex cava Alberti»

11 MAGGIO 2022 – 05:25«Amianto e rifiuti interrati. Bomba ecologica nell'ex cava Alberti»

Una veduta dall’alto della ex cava Alberti

CREMA – Firmato il preliminare di acquisto da parte del Parco del Serio, arrivano al pettine i primi nodi nell’area della ex cava Alberti a Santa Maria.

Rifiuti solidi urbani, fusti contenenti sostanze non identificate e amianto. Questo, secondo l’esposto presentato nei giorni scorsi alla stazione carabinieri forestali da Ettore Aschedamini, 61enne residente a Pianengo, conterrebbe l’area, che di recente è stata aggiudicata all’asta ad un privato, che ha concordato di cederne circa il 90% al Parco.

In tre ore e mezza di deposizione, Aschedamini ha raccontato ai carabinieri quanto di sua conoscenza, relativamente a questa zona naturalistica posta lungo il fiume Serio: 40 ettari complessivi contenenti due laghetti dai quali veniva estratta la ghiaia. Su una porzione rilevante, come detto, c’è l’interesse del Parco del Serio, che nelle scorse settimane ne ha deliberato l’acquisto, attraverso l’assemblea dei sindaci, e entro fine giugno andrà al rogito.

«La ex cava Alberti — afferma Aschedamini — è stata pubblicizzata come un sito di enorme interesse naturalistico. Non è così. Nel 2009, mi sono interessato per realizzare un campo da golf su mandato di una società. Lo studio di fattibilità era stato eseguito da un’impresa tedesca, della quale conservo la relazione. Furono fatti rilievi, analisi del terreno e dell’acqua, sopralluoghi con un drone, che avevano portato alla luce la presenza di rifiuti di vario genere. Il risultato era stato che per bonificare quell’area sarebbero serviti 1,5 milioni di euro».

Il campo da golf dunque non si fece. «Per due motivi — prosegue Aschedamini —: gli elevati costi di bonifica e la contrarietà dell’amministrazione comunale». Nell’esposto, il racconto sullo stato dei luoghi risulta dettagliato, ancorché da verificare sul campo. «Sotto uno strato di 30-40 centimetri di terra, ci sono dai sette ai dieci metri di rifiuti solidi urbani. Quando piove, non essendo lo strato impermeabilizzato, l’acqua va a contaminare la falda sotterranea ed i confinanti laghetti artificiali della ex cava».

Ma non è tutto. «Davanti a uno dei due laghetti — aggiunge Aschedamini — ci sono 25 mila metri cubi di terra che, prima del fallimento della ditta Alberti, sarebbero dovuti servire per aumentare lo strato di copertura de rifiuti che, a differenza di quanto avviene oggi, non sono compattati. Dico inoltre che a nord della ex cava Alberti esiste un’altra discarica».

Dopo aver presentato l’esposto, Aschedamini si è mosso anche in altre sedi. «Ho contattato gli assessorati regionali all’Ambiente e all’Agricoltura, per metterli al corrente della situazione. Sulla base della mia segnalazione verranno fatte delle verifiche: carotaggi del terreno e indagini sull’acqua dei laghetti. Spero che il Parco del Serio non voglia acquistare quest’area senza un progetto di bonifica».

Nonostante la sentenza del Tar, no alla riapertura della Grillaia”

CHIANNI – “Nel corso della scorsa settimana IL TAR toscano ha emesso la Sentenza per il Ricorso presentato da cittadini e appoggiato dal Comune di Terricciola relativamente alla Delibera 629/2020 della Giunta Regionale Toscana.

Come tutti abbiamo potuto leggere, la SENTENZA HA DICHIARATO INAMMISSIBILE il RICORSO ESCLUSIVAMENTE PER RAGIONI DI ORDINE PROCEDURALI. Praticamente ai due cittadini, che hanno presentato il Ricorso, non è stato riconosciuto la legittimazione. NON C’E’ STATA ASSOLUTAMENTE NESSUNA DISCUSSIONE DI MERITO. Troviamo la cosa alquanto strana. Tipica di un procedere da ‘Avvocato Azzeccagarbugli’ di manzoniana memoria. Noi non riusciamo ad accettare la sentenza in quanto sul merito del Ricorso nulla è stato detto da parte del TAR. Continueremo, con le nostre forze a contrastare la riapertura della Grillaia che consideriamo uno scempio al territorio ed un grande pericolo per la popolazione di tutta la Val d’Era”, si legge nel comunicato di Gruppo Zero.

“TROVEREMO LE FORME DI LOTTA NECESSARIE PER ANDARE AVANTI- prosegue Gruppo Zero-. Intanto ringraziamo i due cittadini che hanno presentato ricorso e tutti coloro, persone, famiglie, attività commerciali, aziende della zona e di altre regioni (nonchè amici stranieri affezionati a questo territorio) che hanno partecipato alla Raccolta Fondi per sostenere le ingenti spese del Ricorso. Vogliamo poi naturalmente ringraziare tutti i cittadini, gli artisti e le Associazioni del Coordinamento Valdera Avvelenata per la partecipazione ai momenti di lotta organizzati in questi due anni.

Non possiamo ovviamente non rimarcare le gravi responsabilità della proprietà NSA per la sua inadempienza, durante più di due decenni, nella messa in sicurezza della Discarica e quelle della Regione Toscana per aver effettuato la scellerata Delibera 629/2020 al termine della passata legislatura nonché quelle della maggioranza attuale in Consiglio Regionale per voler continuare a procedere nella medesima direzione. IN PARTICOLARE RICORDIAMO ENRICO ROSSI ed EUGENIO GIANI, i due Presidenti della Regioni coinvolti nella sporca storia de La Grillaia nonché i RAPPRESENTANTI DEL NOSTRO TERRITORIO IN
REGIONE ovvero ALESSANDRA NARDINI, ANTONIO MAZZEO E ANDREA PIERONI che si
disinteressano totalmente, in maniera vergognosa, della questione.

Purtroppo a parte Terricciola ben presente nella lotta, sia nella sua componente di maggioranza che in quella di opposizione e presente anche nel Ricorso al TAR, LE AMMINISTRAZIONI DELLA VALDERA SONO STATE FINORA COLPEVOLMENTE ASSENTI. E non possiamo chiudere senza spendere due parole sull’Amministrazione Comunale di Chianni e in particolare sul suo sindaco. A parole contro la Delibera nei fatti nulla per contrastarla. Prima dissociandosi dalle lotte intraprese dal vicino comune di Terricciola, dopo parlando di una fumosa trattativa, poi provando a dimostrare che il conferimento amianto potrebbe essere una delle strade migliori da percorrere per arrivare alla soluzione
del problema ovvero chiusura definitiva della Discarica nel 2060!!! Nel frattempo nessuna discussione collettiva dall’ultima assemblea in piazza del 18 Marzo 2021 e comunicando come l’unica inizativa comunale sia stata l’assunzione di tecnici atti a controllare che tutto proceda regolarmente”.

Conclude Gruppo Zero: “NOI RIBADIAMO CHE LA DISCARICA E’ CHIUSA DA BEN 24 ANNI E LA SUA CHIUSURA DEFINITIVA E’ GIA’ NEI FATTI. Quella verso cui si sta procedendo è una riapertura bella e buona con interessi economici di enorme portata a scapito del territorio. Al Sindaco di Chianni ricordiamo le sue gravi responsabilità nel non aver voluto procedere, su indicazione dei suoi legali, al Ricorso al Tar, poi nel non aver voluto aderire al Ricorso al Tar dei cittadini nonostante la petizione popolare con la raccolta firme e di non aver mai organizzato una qualsiasi forma di lotta contro la Delibera della Regione. Non a caso il sindaco, ricordava qualche settimana fa, in una intervista alla Stampa Locale, prima della Sentenza del Tar, non il grande impegno dei cittadini per il sostegno al Ricorso quanto le spese sostenute dalla proprietà nei lavori propedeutici. E UGUALMENTE RAMMENTIAMO AL SINDACO DI CHIANNI LA SUA AZIONE LEGALE APPUNTO NON CONTRO LA DELIBERA DELLA REGIONE MA NELLE QUERELE DA LUI FATTE CONTRO CITTADINI IMPEGNATI NELLA LOTTA. QUERELE DELLE QUALI BEN SETTE SONO STATE DEL TUTTO ARCHIVIATE NONOSTANTE LA SUA OPPOSIZIONE”.

10 Aprile 2022

Cade dalla scala sul terrazzo, muore in ospedale: secondo dramma sul lavoro in due settimana

GALATINA – Una seconda vita spezzata nell’arco di neppure due settimane durante lo svolgimento del lavoro, quella di Angelo Masciullo di 68 anni. Il tragico infortunio nella giornata di ieri a Galatina dove, intorno alle 8 del mattino, la vittima stava eseguendo dei lavori di manutenzione edile sul terrazzo di un’abitazione privata in via Piemonte per conto della ditta di sua proprietà.

Stando a una prima, ancora frammentaria ricostruzione, l’uomo sarebbe scivolato perdendo l’equilibrio mentre si trovava inerpicato su una scala. Potrebbe essere stata questa a cedere. Ma la dinamica sarà definita con chiarezza in seguito. Ciò che è certo è che l’uomo, soccorso immediatamente, non sembrava in un primo momento versare in gravi condizioni tanto da essere accompagnato in “codice giallo”. Il suo quadro clinico è però precipitato successivamente quando, nonostante il trasporto d’urgenza presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, è purtroppo spirato nella serata di ieri.

8 Aprile 2022

Cuneo: due morti sul lavoro, alla stessa ora, a 30 km di distanza. Le vittime due operai di 60 e 50 anni

Cuneo: due morti sul lavoro, alla stessa ora, a 30 km di distanza. Le vittime due operai di 60 e 50 anni

Due vittime sul lavoro in altrettanti incidenti oggi pomeriggio in provincia di Cuneo. Si tratta di un operaio sessantenne, morto cadendo dall’impalcatura di un cantiere di una casa in ristrutturazione in frazione Sant’Anna a Roascio, nell’Alta Langa, e di un operaio cinquantenne rimasto schiacciato in un una macchina insacchettatrice in una cava di Villanova Mondovì.

7 aprile 2022

Infortunio mortale nel Veronese, agricoltore travolto dalla motozappa

L’incidente è accaduto a Quinzano, l’uomo sarebbe caduto finendo sotto le lame del mezzo agricolo. Dramma simile oggi nel Napoletano, dove un bimbo di 3 anni è rimasto incastrato nel trattore del padre

Verona, 6 aprile 2022 – Travolto dalla motozappa mentre arava, un agricoltore è morto nei campi di Quinzano, nel Veronese. È successo oggi pomeriggio, l’allarme è scattato intorno alle 16. Ancora oscura la dinamica, l’uomo potrebbe avere messo un piede in fallo ed essere caduto, rimanendo travolto dal mezzo agricolo.APPROFONDISCI:

MORTE PER AMIANTO

Rubiera, morta di mesotelioma moglie di un lavoratore di Eternit

L’azienda di Rubiera dell’epoca

Aveva 82 anni. Afeva: “Non aveva lavorato all’Eternit ma si è ammalata ugualmente per avere lavato a casa le tute del marito”25 MARZO 2022

RUBIERA. E’ morta a 82 anni la moglie di un lavoratore esposto in passato all’amianto dell’Eternit di Rubiera. A darne notizia è Afeva (Associazione familiari vittime amianto) spiegando che la causa è un mesotelioma maligno contratto per aver respirato le fibre.

La donna si chiamava Carla Iotti. “Non aveva lavorato all’Eternit – spiega Afeva – ma si è ammalata ugualmente per avere lavato a casa le tute del marito Alfredo Bersani. E’ un dolore doppio, per Carla che non c’è più e per Alfredo costretto a portare a casa inconsapevolmente le fibre di Amianto. Alfredo non si meritava questo dolore, Carla potrebbe essere ancora con noi”.

Anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro ha voluto esprimere le sue condoglianze: “Un abbraccio, forte, ad Alfredo Bersani, ex lavoratore dell’Eternit di Rubiera, che ieri ha perso sua moglie Carla per mesotelioma maligno. E’ la malattia che, nella grande maggioranza dei casi, è causata dall’amianto. Lei non lavorava in fabbrica, ma era in contatto con gli abiti e le fibre di chi vi lavorava. Il mesotelioma ha un tempo di “incubazione” che va dai 20 ai 50 anni. Ho conosciuto Alfredo per la lotta che abbiamo condotto, ancora oggi invano, nei tribunali. Una persona meravigliosa. Un rappresentante dei lavoratori che non ha mai smesso di esserlo. Gli trasmetto tutta la vicinanza di cui posso essere capace. Non c’è una giustizia, una comprensione umana per cose come questa. Spero che il cielo possa consolare Alfredo in qualche modo”.