5 Luglio

Alla nefasta media giornaliera dei morti sul lavoro, si aggiungono quelle per il caldo. È deceduto ieri El Khabch Abdelmajid, l’operaio coinvolto in un infortunio a Tezze sul Brenta, Vicenza. «Un altro nome che si aggiunge a un elenco sempre più vergognoso – ha commentato la Flai Cgil – È inaccettabile restare zitti quando c’è chi antepone il massimo profitto alla vita umana». Uno stagista di 17 anni è invece rimasto ferito cadendo da un’altezza di circa tre metri a causa del cedimento di un controsoffitto. Nel frusinate intanto si registra il secondo morto su un cantiere in tre giorni: ad Atina un operaio di 58 anni addetto alla realizzazione della nuova rete a fibra ottica ha avuto un malore e si è accasciato. Un decesso per il caldo anche nel siracusano: un agricoltore di 58 anni è morto per infarto dovuto alle alte temperature. A Pordenone un uomo di 38 anni è deceduto mentre lavorava nei boschi con il padre.

Travolta dal rimorchio del trattore guidato dal marito, muore una donna di 68 anni

L’incidente agricolo questa mattina a Bellante (Teramo): il mezzo si è ribaltato lungo un pendio e la vittima è morta sul colpo, schiacciata dal veicolo

4 Luglio

Atina (Frosinone), 58enne operaio ha un malore e muore in un cantiere

Secondo morto sul lavoro in un cantiere in tre giorni nella provincia di Frosinone. È successo ad Atina dove un operaio di 58 anni, addetto alla realizzazione della nuova rete a fibra ottica lungo via Randolfi, ha avuto un malore e si è accasciato. Il personale sanitario del 118 di Cassino è intervenuto per provare a rianimare l’uomo e prestargli i primi soccorsi, ma non c’è stato niente da fare. I carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire nei dettagli l’accaduto.

Amianto : Sentenze

Amianto in Telecom: il Tribunale di Bari condanna l’INAIL a riconoscere la malattia professionale di un ex tecnico di Bari

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari ha condannato l’INAIL a riconoscere la malattia professionale cagionata dall’esposizione ad amianto di F.V., affetto da multiple placche pleuriche bilateralied ispessimenti pleuriciIl lavoratore è stato impiegato per 31 anni in attività di assistente tecnico presso la sede Telecom Italia di Bari in Via Caldarola, a circa 50 mt dallo stabilimento Fibronit di Bari.

L’attività lavorativa dell’ex tecnico Telecom 

L’ex dipendente Telecom ha svolto attività di assistente tecnico con funzione di coordinamento e di controllo dei tecnici specializzati negli allacciamenti telefonici e nella manutenzione degli stessi, insieme alla manutenzione di cavi telefonici posati su pali in legno e di grossi cavi telefonici posati nelle tubazioni sotterranee. Proprio nello svolgimento di tali attività, nonché in quelle di collaudo dei lavori affidati alle imprese appaltatrici, l’ex tecnico è stato esposto ad amianto anche a causa delle operazioni di coibentazione e scoibentazione in totale assenza di strumenti di prevenzione e di mezzi di protezione personale.

Per l’intero periodo di lavoro, dal 1969 al 2000, F.V. è stato esposto alla fibra killer non solo direttamente, ma anche indirettamente e per contaminazione degli ambienti in cui svolgeva la sua attività lavorativa. 

La sede Telecom Italia S.P.A. (già Sip S.p.a) di Bari in Via Caldarola, si trovava a circa 50 mt dallo stabilimento Fibronit di Bari, sito industriale dismesso, nel quale venivano prodotti manufatti in cemento amianto. Proprio attraverso la lavorazione di questo minerale allo stato friabile si generava l’aerodispersione di polveri e fibre di amianto anche nelle zone adiacenti allo stabilimento.

F.V., come tutti i lavoratori Telecom Italia che operavano sul territorio Italiano e impiegati come tecnici o manutentori nelle centrali telefoniche, era stato dotato di un telo ignifugo a forma di lenzuolo contente amianto crisotilo, al fine di proteggere i materiali e gli oggetti dalle fiamme dei cannelli saldatori a gas propano utilizzati per la colatura di piombo e stagno e per l’applicazione di guaine termo restringenti.

Nel 2020, l’ex dipendente Telecom Italia aveva presentato domanda all’INAIL per il riconoscimento della malattia professionale, che in un primo momento gli è stato negato. Pertanto, ha deciso di rivolgersi all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, per intraprendere la sua battaglia giudiziaria. 

Il Tribunale, a seguito dell’accertamento medico legale che ha confermato il nesso causale della malattia con l’esposizione alla fibra killer durante l’attività lavorativa, ha condannato la Telecom Italia a riconoscere ad F.V. una rendita mensile per la malattia professionale. La vittima è, infatti, attinta da una condizione di sofferenza anche per il rischio di insorgenza del mesotelioma pleurico

2 Luglio

Si sente male mentre lavora, lo trovano morto al volante in autostrada: aveva 73 anni

La vittima è un camionista: è riuscito a fermarsi in una piazzola di sosta sulla A4, prima di accasciarsi, forse per un malore improvviso

Ha accostato, riuscendo a fermarsi in una piazzola di sosta in autostrada, e ha perso i sensi, accasciandosi al volante. Lo hanno trovato senza vita nella cabina del suo tir stamattina, mercoledì 2 luglio. La vittima è un camionista di 73 anni. È successo lungo l’autostrada A4, nel tratto compreso tra i caselli di Sirmione e Peschiera, nel territorio di Pozzolengo, piccolo comune della provincia di Brescia.

Camionista trovato morto: aveva 73 anni

L’uomo era a bordo del suo camion. Stando a quanto ricostruito finora dagli agenti della polizia stradale di Verona sud, intervenuti sul posto per i rilievi necessari, il camionista stava lavorando: era in viaggio in direzione Verona quando ha accostato il suo mezzo. L’allarme è stato lanciato intorno alle 6.30, forse da un altro camionista di passaggio. All’arrivo dei soccorsi, l’uomo era già morto e non c’è stato nulla da fare per rianimarlo. Il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso del camionista.

Si schianta contro un trattore mentre va al lavoro: morto 45enne

Il dramma si è consumato attorno alle 9 odierne, 2 luglio, in via Cadorna a San Martino di Lupari. La vittima viveva a Campo San Marino. E’ intervenuto anche l’elisoccorso, ma per il centauro, Morgan Navuzzi, non c’è stato nulla da fare

1 Luglio

Fa troppo caldo per lavorare, si accascia davanti ai colleghi e muore: le 13 Regioni che vietano le attività

Il clima è cambiato rispetto al passato e anche il lavoro deve cambiare, ma il governo Meloni non ha adottato nessuna strategia”, denuncia Avs. Le amministrazioni locali intanto si muovono per varare lo stop nei settori più critici

Pochi giorni fa il decesso di un operaio stroncato da un malore mentre lavorava nelle campagne di Andria (Barletta). Ieri, 30 giugno, un altro lavoratore si è accasciato ed è morto per un infarto mentre stava eseguendo dei lavori edili intorno a mezzogiorno, a Bologna. Quanto il caldo estremo di questi giorni abbia effettivamente pesato sull’arresto cardiaco non può essere misurato, ma è evidente che l’emergenza climatica abbia aggravato le condizioni di chi lavora ogni giorno all’esterno.

I sindacati premono sulle aziende affinché con le temperature estreme venga data priorità alla salute dei lavoratori e, in ordine sparso, le amministrazioni locali si sono mosse per imporre uno stop alle attività lavorative nelle ore più calde della giornata.

Lo stop al lavoro, per chi scatta e quando

Sono ormai 13 le Regioni ad aver adottato ordinanze specifiche per fermare il lavoro nei settori più critici quando le temperature sono roventi: Liguria, Toscana, Lazio, Umbria, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna, cui si sono aggiunte nelle ultime ore la Lombardia e l’Emilia Romagna. 

-Incidente sul lavoro, operaio entra in una cisterna e perde i sensi: «Morte cerebrale per le esalazioni»

Tezze sul Brenta, incidente nella sede della Salgaim ecologic: l’uomo era entrato per liberare la cisterna per togliere un pezzo di lamiera. Coinvolto anche un secondo lavoratore

È di un operaio in condizioni disperate ed un secondo miracolato il bilancio di un gravissimo incidente sul lavoro accaduto nel pomeriggio di oggi a Tezze sul Brenta, all’interno della sede vicentina della ditta Salgaim ecologic, azienda di trasformazione degli scarti animali, con sede amministrativa nel veneziano. Attorno alle 15, un operaio di 48 anni di nazionalità marocchina è entrato all’interno di una cisterna in muratura per liberare un pezzo di lamiera rimasto incastrato nella coclea dell’impianto (dispositivo utilizzato per miscelare i materiali) perdendo immediatamente i sensi. All’interno della cisterna erano presenti valori elevati di monossido ed anidride solforosa, sprigionati dalla lavorazione dei resti animali. Non vedendo uscire il compagno, un secondo operaio, un uomo di nazionalità italiana, si è avvicinato all’impianto. Il forte odore di zolfo l’ha allertato convincendolo ad uscire immediatamente e a lanciare l’allarme.

30 Giugno

Brahim, l’operaio morto a 47 anni in un cantiere sotto il sole a San Lazzaro

Era titolare di una ditta impegnata nei lavori di ampliamento delle scuole medie. Nonostante i soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare

tava stendendo il calcestruzzo, quando si è accasciato sotto lo sguardo sgomento dei colleghi che lo hanno visto morire. Così Brahim Ait El Hajjam, muratore di 47 anni, ha perso la vita all’interno del cantiere delle scuole Jussi a San Lazzaro, dove stava lavorando.

Titolare dell’azienda di pavimentazioni

L’uomo, di origini marocchine, era titolare della ditta edile Veneto Pavimenti Sas, che ha sede a Loria, nel Trevigiano, dove viveva da tempo. L’azienda è coinvolta nei lavori di riqualificazione e ampliamento della sede delle scuole medie di via Kennedy ed è specializzata in pavimentazioni in calcestruzzo. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo operativo e della compagnia di San Lazzaro, coordinati dal maggiore Aldo Meluccio, intorno a mezzogiorno l’imprenditore ha avuto un infarto mentre era impegnato nelle mansioni che conosceva bene. Lascia la moglie e quttro figli

Benito Ferretti muore a Morignano: precipita dal balcone di casa sul quale stava lavorando

La caduta da oltre sei metri di altezza non gli ha lasciato scampo. I familiari hanno dato l’allarme ma all’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla fare

Ascoli Piceno, 30 giugno 2025 – Stava eseguendo un lavoro su un balconcino nella sua abitazione quando deve aver messo un piede in fallo, precipitando fatalmente da un’altezza di circa sei metri. Così è morto ieri mattina Benito Ferretti, 64 anni, in una disgrazia avvenuta a Morignano, frazione distante pochi chilometri da Ascoli, ai piedi del monte dell’Ascensione.

Una tragedia che si è consumata in una domenica calda in cui l’uomo, di professione muratore, stava occupandosi di alcune mansioni nella sua abitazione. Tutto è successo in un attimo, tanto è bastato per perdere l’equilibro e precipitare dal balconcino dove era salito. I familiari lo hanno subito soccorso e, resisi conto che le conseguenze erano purtroppo gravi, si sono rivolti al numero delle emergenze.

Amianto : Sentenze

Cassazione Penale, Sez. 4, 20 marzo 2025, n. 11168 ha riconosciuto il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e il mesotelioma pleurico, evidenziando che ogni esposizione contribuisce in modo concorrente al rischio e che il rischio è proporzionale a tempo e intensità di esposizione. Tuttavia, la Corte di Appello di Palermo aveva in parte ribaltato la sentenza in primo grado, escludendo la responsabilità penale di alcuni imputati per il fatto che la loro posizione di garanzia era successiva al 1981, anno in cui il rischio di esposizione era stato superato solo fino a quel momento. La Cassazione ha comunque sottolineato che la prolungata esposizione, anche fino agli anni ’80 e oltre, ha un effetto causale certo nella genesi del mesotelioma, confermando la responsabilità dei dirigenti che non hanno adottato misure adeguate di prevenzione e informazione.

Cassazione Penale, Sez. 4, 17 aprile 2025, n. 15220 ha ulteriormente precisato la responsabilità del management aziendale, in particolare di A.A., per la gestione negligente del rischio amianto negli stabilimenti Eternit dal 1954 al 1985, sottolineando come la mancata adozione di misure di risanamento e la disinformazione ai lavoratori costituiscano profili di colpa rilevanti ai fini penali

In tema di causalità individuale del mesotelioma da amianto, una sentenza della Cassazione del 15 aprile 2025 ha rigettato la teoria dell’“effetto acceleratore” come base scientifica sufficiente per dimostrare la causalità individuale, ma ha confermato la validità del criterio dell’esclusione di altre cause alternative di esposizione. In pratica, se si dimostra che la persona ha lavorato esclusivamente in un ambiente con amianto senza altre esposizioni significative, si può affermare con ragionevole certezza il nesso causale tra esposizione e malattia2.

Infine, nel 2025 la Cassazione ha anche introdotto un principio importante in materia di rivalutazione contributiva per esposizione all’amianto, stabilendo che il termine di prescrizione è legato alla conoscenza dell’esposizione e non al momento del pensionamento4.

In sintesi, le sentenze del 2025 confermano e rafforzano la giurisprudenza italiana sul nesso causale tra esposizione all’amianto e malattie come il mesotelioma, sottolineano la responsabilità penale dei dirigenti che non hanno adottato misure di prevenzione adeguate e chiariscono aspetti procedurali importanti relativi alla rivalutazione contributiva per esposizione amianto.

Operaio morto per l’amianto alla Syndial: risarcimento da …

 Operaio morto per l’amianto alla Syndial: risarcimento da 300mila euro alla vedova. L’uomo aveva fatto il saldatore per oltre 30 anni ..

29 Giugno

Tragedia a Catanzaro, morto un uomo schiacciato da un trattore

CATANZARO – Ennesima tragedia sul lavoro a Catanzaro in via Curtatone, nel quartiere Barone (zona sud-est della città). Qui, infatti, intorno alle 15 si è verificato il ribaltamento di un mezzo agricolo, un trattore che ha finito con lo schiacciare l’agricoltore che era a bordo. Malgrado il tempestivo intervento dei soccorsi, è morto un uomo schiacciato dal peso del trattore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando di Catanzaro, sede centrale.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire in base alle prime informazioni purtroppo, il conducente del trattore è deceduto a causa dell’incidente, rimanendo incastrato sotto il veicolo. L’intervento dei Vigili del Fuoco di Catanzaro si è reso necessario per la messa in sicurezza del trattore e dell’area circostante, in attesa dell’autorizzazione per la rimozione del corpo dell’uomo morto.

28 Giugno

Trattore carico di fieno si ribalta: muore agricoltore di 42 anni

Serramazzoni, inutili i soccorsi intervenuti a San Dalmazio anche con l’elisoccorso. A Frassinoro un motociclista perde il controllo della due ruote e si schianta, è grave

Serramazzoni (Modena), 28 giugno 2025 – 

Ancora un infortunio sul lavoro mortale che ha come protagonista un agricoltore. A perdere la vita è stato un uomo di 42 anni che era alla guida del suo trattore con rimorchio. L’incidente è avvenuto sulla Nuova Estense in località San Dalmazio di Serramazzoni.

Dai primi accertamenti l’agricoltore, che era residente a Maranello, mentre stava lavorando sul suo podere per cause ancora in fase di accertamento si è ribaltato rimanendo schiacciato sotto il mezzo.

Luzzara, operaio grave dopo caduta da oltre 7 metri

Un uomo di 37 anni è caduto dopo il cedimento improvviso della copertura di un edificio. È stato portato in codice rosso all’ospedale di Parma, in elisoccorso

Luzzara (Reggio Emilia), 28 giugno 2025 – Un operaio di 37 anni, residente in Trentino, è rimasto gravemente ferito in un infortunio sul lavoro accaduto in mattinata a Luzzara, in un’area privata affacciata su via Valbrina, dove era in corso la sostituzione della copertura di un capannone. Improvvisamente, a causa del cedimento di una lastra in cima all’edificio, l’operaio è rovinato al suolo da un’altezza di oltre 6-7 metri, nonostante sembra avesse i dispositivi di sicurezza attivati, così come il casco a protezione della testa.

27 Giugno

Tragedia sul lavoro: operaio 60enne muore travolto da una vasca di cemento

Incidente mortale nel pomeriggio di venerdì 27 giugno alla Ceda di Mareno di Piave. A perdere la vita Sankinder Singh, 60enne originario dell’India: stava pulendo la vasca che lo ha travolto. Inutili i tentativi di soccorso: sul posto carabinieri e Spisal

La provincia di Treviso piange oggi, 27 giugno, una nuova vittima sul luogo di lavoro. L’incidente mortale si è consumato intorno alle 16.30 di pomeriggio all’interno della ditta Ceda di Mareno di Piave. A perdere la vita Sankinder Singh, 60 anni, operaio originario dell’India ma residente a Santa Lucia di Piave.

Per cause ora in corso di accertamento l’operaio é stato travolto da una vasca contenente sostanze cementizie che l’uomo stava pulendo. Schiacciato dalla vasca il 60enne è morto sul colpo. Immediato l’allarme dato dai colleghi dell’uomo: in pochi minuti sul posto è intervenuto il personale del Suem 118 ma per il 60enne non c’era già più nulla da fare. Sulla tragedia sono ora in corso le indagini del personale dello Spisal.

Mistero sulla morte di un operaio, i familiari: “Investito in un cantiere a Sagana, è stato un incidente sul lavoro”

Mario Nardi, 61enne di San Giuseppe Jato, è arrivato al pronto soccorso del Civico con lesioni da schiacciamento. L’uomo è deceduto in ospedale una settimana dopo. La Procura ha aperto un’inchiesta: indagato il titolare della ditta per omicidio colposo. I figli: “Ci hanno mentito, vogliamo sapere la verità e chi ha sbagliato deve pagare”

Un uomo è morto in ospedale dopo quello che, secondo quanto sostengono i familiari, è stato un incidente sul lavoro, anche se la dinamica resta ancora tutta da chiarire. La vittima si chiamava Mario Nardi, 61 anni, escavatorista esperto originario di San Giuseppe Jato, ed è deceduto lo scorso 23 giugno all’ospedale Civico, sette giorni dopo essere rimasto gravemente ferito a Sagana, località collinare del territorio di Monreale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, sono in corso e mirano a far luce sui come sono andati i fatti. M. A., il titolare della ditta per la quale Nardi lavorava, è indagato per omicidio colposo.

Nardi, esperto manovratore di escavatori, aveva trascorso trent’anni al Nord, in un paesino in provincia di Lecco ed era stato assunto da appena sette giorni dalla ditta con un contratto a tempo determinato. Secondo quanto riferito dalla famiglia a PalermoToday, il sessantunenne “aveva bisogno di lavorare, voleva rendersi utile”. Sempre i familiari raccontano che l’uomo dopo l’incidente sarebbe stato trasportato a Palermo in auto, per poi entrare al pronto soccorso con un’ambulanza che l’avrebbe preso in carico in via Ernesto Basile. “Non è ancora chiaro – dicono i familiari – dove e in quali condizioni sia stato soccorso”. E proprio la famiglia denuncia opacità sin dalle prime comunicazioni ricevute. “Non sappiamo com’è giunto in ospedale, a un certo punto è arrivata un’ambulanza ma non sappiamo nulla di preciso – raccontano -. All’inizio ci hanno detto che era stato investito da un pick-up, poi da un cingolato, solo dopo giorni si è parlato di un escavatore. Ci hanno mentito”. 

Un altro Mondo senza Amianto è possibile