Militare morto a causa dell’amianto, maxi risarcimento dal ministero della Difesa
Dal tribunale di Lecce circa 700mila euro di ristoro ai figli di un uomo che aveva operato in Arsenale. “La causa preponderante del decesso è un mesotelioma, in rapporto causale con l’esposizione alle fibre”
La Spezia, 3 giugno 2026 – Per un anno e mezzo ha svolto il servizio di leva nella Marina Militare, alla Spezia, inquadrato come meccanico attrezzista all’interno delle officine dell’Arsenale militare della città. E in quel periodo ha cominciato a inalare quelle sostanze killer che, cinquanta anni dopo, hanno presentato il loro tragico conto, sotto forma di un mesotelioma pleurico diffuso che non ha lasciato scampo all’uomo, deceduto nel 2019.
Risarcimento da 700mila euro
L’ennesimo militare stroncato dall’amianto, quello ’certificato’ dal Tribunale di Lecce, che al termine di una lunga istruttoria ha condannato il ministero della Difesa a risarcire i famigliari il danno da perdita parentale, per un ammontare di poco inferiore ai 700mila euro.
Le fibre di eternit, l’asbestosi
L’uomo, originario della Puglia, con una lunga carriera nella Marina iniziata negli anni Sessanta e intervallata anche da impieghi civili nella stessa forza armata, avrebbe sviluppato l’asbestosi decenni dopo i primi impieghi all’interno della base navale spezzina, dove era entrato in contatto con le fibre di eternit. Una correlazione peraltro pienamente riconosciuta dal consulente tecnico nominato dal giudice del tribunale salentino, secondo il quale “la causa preponderante del decesso è stato un mesotelioma pleurico diffuso, inoperabile, in rapporto causale con l’esposizione all’amianto nei luoghi esposti in citazione”.
Il giudice ha così accolto la tesi prospettata dall’avvocato, condannando il ministero della Difesa a rifondere ai tre figli un risarcimento di 230.749 euro ciascuno, per un totale complessivo di 692.247, oltre al pagamento delle spese legali e quelle per l’espletamento della consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice del Tribunale di Lecce.