La strage dei braccianti nel Materano che viaggiavano in dieci dentro un’auto da 7 posti. “Garantire trasporti pubblici”
Quattro morti nell’impatto con un tir: nelle statistiche dell’Inail saranno decessi “in itinere”, ma la loro tragedia racconta le reali condizioni di lavoro in agricoltura
Il più giovane di tutti era Singh Jaskaran, aveva 20 anni. Il più anziano, si fa per dire, si chiamava Kumar Manoj e ne aveva 34. Singh Surjit e Singh Harwinder ne avevano rispettivamente 33 e 31. Indiani, non pakistani come era stato detto in un primo momento. La loro morte verrà catalogata come “incidente in itinere” nelle fredde statistiche dell’Inail riguardo ai morti sul lavoro. Un dato che solitamente racchiude i nomi di coloro che sono vittime di un incidente stradale, ad esempio, mentre ritornano dal luogo sul quale avevano prestato la loro fatica. Alcune volte è il fato, in tanti casi colpa della stanchezza. Resta da chiarire cosa sia invece in questa circostanza, se non l’ennesimo episodio che racconta – ancora una volta – della sicurezza sul lavoro e delle condizioni di lavoro nelle campagne italiane, cristallizzando a quali braccia e con quale grado di sfruttamento si consegni la raccolta di frutta e verdura che riempiono gli scaffali dei supermercati e poi le tavole delle famiglie.
Perché Kumar e gli altri braccianti agricoli viaggiavano con altri sei connazionali a bordo di una Renault Scenic. Un’auto che ha sette posti, eppure loro erano costretti a viaggiarci in dieci. Una situazione che ha certamente inciso sul bilancio della strage: 4 morti, sei feriti. Un’imprudenza evidentemente “necessaria”, ci si passi il termine, se il gruppo di lavoratori aveva deciso di rischiare così tanto. Si sono schiantati contro un furgone Iveco Eurostar lungo la la strada statale 598 Fondovalle dell’Agri, in territorio di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, zona a forte vocazione agricola per l’ortofrutta. Cinque altri connazionali, feriti, sono stati trasferiti all’ospedale di Policoro, l’ultimo occupante della vettura – il più grave tra i sopravvissuti – è al San Carlo di Potenza.
Resta schiacciato da un albero durante la potatura, Davide Di Girolamo muore a 29 anni
La tragedia in un terreno a Pontinia; inutili i soccorsi per il giovane. Sul posto i sanitari del 118 e i carabinieri
Tragedia nel pomeriggio di ieri a Pontinia dove un giovane di 29 anni, Davide Di Girolamo, è morto schiacciato da un albero durante dei lavori di potatura. A nulla è valso il tentativo di soccorso da parte dei sanitari del 118, purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare.
Tutto è avvenuto nel pomeriggio d sabato 4 ottobre in un terreno agricolo nei pressi della migliora 47. Qui è avvenuta la tragedia mentre, secondo le prime informazioni, il ragazzo era impegnato in alcune operazioni di potatura degli alberi. Per cause che al momento sono ancora al vaglio, proprio mentre stava tagliando una delle grosse piante, il tronco gli è caduto addosso.
Sul posto oltre ai sanitari del 118 soo intervenuti anche i carabinieri a cui ora sono affidate le indagini per ricostruire quanto accaduto. Davide Di Girolamo, come riporta FrosinoneToday, era originario di Amaseno dove era conosciuto come ragazzo laborioso ed era benvoluto da tutti. Padre di una bambina lascia un vuoto nella sua famiglia e nell’intera comunità sconvolta alla notizia della sua scomparsa.
Cede il solaio durante la gettata di cemento: operaio muore dopo un volo di tre metri
Un 58enne ha perso la vita, nella mattinata di oggi, durante i lavori di realizzazione di una vasca per la raccolta delle acque piovane, nel territorio di Corsano. Nulla da fare per la vittima: è spirato sul colpo. Sul luogo, oltre al 118, anche gli ispettori Spesal e i carabinieri di Tricase
CORSANO – Cede il solaio durante la gettata di cemento: un operaio muore dopo un volo nel vuoto di circa tre metri. La tragedia questa mattina a Corsano, lungo la via provinciale 187 che collega il comune al litorale di Novaglie: nulla da fare per Antonio Marsano. Un uomo di 58 anni che, come ogni mattina, si era recato al lavoro per svolgere attività di carpenteria per conto di una ditta edile con sede a Matino, vincitrice di una gara di appalto indetta dal Comune di Corsano.
Il drammatico incidente si è infatti verificato all’interno di un cantiere allestito per l’adeguamento dell’impianto di fognatura già esistente. Interventi pubblici, voluti dall’amministrazione comunale, per realizzare una vasca di raccolta delle acque piovane. Per cause che saranno stabilite e analizzate in un secondo momento, si sarebbe verificato il cedimento. Di certo c’è che l’operaio è stato immediatamente raggiunto dagli altri colleghi, presenti al momento dell’accaduto, per i primi soccorsi.
Purtroppo è però morto sul colpo: neppure gli operatori del 118 hanno potuto effettuare manovre di rianimazione, poiché il cuore del 58enne aveva ormai cessato di battere. Sul posto, oltre al personale sanitario, sono anche giunti gli ispettori dello Spesal (il Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl) e i carabinieri della compagnia di Tricase per i rilievi e le successive indagini.
La salma dell’operaio, su disposizione della pubblica ministera di turno della Procura della Repubblica di Lecce, Erika Masetti, è stata trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” del capoluogo salentino, in attesa del conferimento dell’incarico al medico legale per gli approfondimenti clinici e per l’autopsia. Tramite gli accertamenti sarà infatti possibile stabilire sia se la vittima soffrisse di patologie, sia l’eventualità di un malore che potrebbe averlo colpito all’improvviso. Sgomento e disperazione, intanto, fra i colleghi e nella comunità matinese per l’atroce perdita. L’ennesima, ingiusta morte su un luogo di lavoro.
Pomigliano d’Arco (Napoli), esplosione in un’officina: tre operai feriti, uno è grave | Crolla solaio in un cantiere: 58enne muore nel Leccese
Dai primi accertamenti pare che a esplodere sia stato un impianto di gpl montato su un’autovettura in demolizione. La vittima nel comune pugliese era impegnata nella realizzazione di una vasca per la raccolta delle acque piovane
Tre operai sono rimasti feriti in seguito a un’esplosione avvenuta in un capannone all’interno di un’officina di autodemolizioni a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Due di loro, un 31enne e un 29enne, sono stati trasportati in gravi condizioniall’ospedale Cardarelli di Napoli: il 31enne risulta in pericolo di vita. Il terzo ferito, un 39enne, è stato curato sul posto e poi trasportato all’ospedale del Mare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini sull’accaduto per accertare le cause dello scoppio. Dai primi accertamenti pare che a esplodere sia stato un impianto di gpl montato su un’autovettura in demolizione.
Cremona, schiacciato da container mentre carica il camion: muore a 61 anni Stefano Ferraris
La tragedia intorno alle 11 di oggi al porto canale. Sul posto ambulanza e automedica, ma per l’uomo originario di Asti non c’è stato nulla da fare
Cremona, 3 ottobre 2025 – Drammatico incidente sul lavoroquesta mattina, venerdì 3 ottobre, a Cremona. L’ennesima tragedia si è consumata poco dopo le 11 di stamani all’ interno della ditta di logistica Katoen che si trova nella zona del Porto di Cremona. A perdere la vita un camionista di 61 anni, Stefano Ferraris, di Asti. Stando a quanto emerso stava caricando dei container sul suo camion quando, per ragioni che dovranno essere chiarite, uno è rovinato giù dal muletto schiacciandolo.
Incidente sul lavoro a Flero, operaio colpito da un muletto: è grave
Oltre ai soccorsi, sono intervenuti i carabinieri e Ats per ricostruire l’esatta dinamica e le cause
Flero (Brescia), 2 ottobre 2025 – Incidente sul lavoroa Flero, nel Bresciano.
Un uomo di 66 anni è rimasto gravemente ferito a una gamba dopo essere stato colpito da un muletto. L’infortunio è avvenuto verso le 13 di oggi, in un’azienda in via Guglielmo Marconi 15.
Immediato l’allarme al 118, che è subito arrivato sul posto con un’autoemdica e un’ambulanza. L’uomo è stato stabilizzato e portato, in codice rosso, alla Poliambulanza di Brescia: al momento gli è stato riscontrato un trauma a un arto inferiore.
Onda travolge imbarcazione, morto pescatore a Reggio Calabria
Vittima aveva 77 anni
Un pescatore di 77 anni, Paolo Tarsia, è morto dopo che l’imbarcazione sulla quale si trovava é stata travolta da un’onda di notevoli dimensioni.
Tarsia é finito in mare ed é deceduto per annegamento.
Rocco Gatto morto per amianto in marina militare: familiari risarciti dopo 18 anni con 950mila euro
Residente a Monterotondo morì nel 2007 dopo aver prestato servizio sulle navi come elettromeccanico e cannoniere. L’Osservatorio Amianto: “Vittoria dolorosa ma significativa”
Risarciti dopo quasi venti anni. Dopo diciotto anni dalla morte di Rocco Gerardo Gatto, la giustizia riconosce la verità: fu l’amianto, respirato durante il servizio nella marina militare a ucciderlo. Con sentenza passata in giudicato in questi giorni, la seconda sezione civile del tribunale di Roma ha condannato il ministero della Difesa a risarcire moglie e figli dell’uomo per un totale di circa 950.000 euro, compresi interessi e spese legali. Una vittoria dolorosa, ma significativa, per la famiglia e per l’Osservatorio nazionale amianto, che da anni assiste le vittime di esposizioni in ambito militare.
Arruolato in marina nel 1952
Arruolato nella marina militare nel 1952, Rocco Gerardo Gatto, prestò servizio fino al 1958 come elettromeccanico e cannoniere a bordo di unità navali e in strutture fortemente contaminate da fibre di amianto. Nel 2006 l’uomo, residente a Monterotondo (comune della provincia nord di Roma), ricevette la diagnosi di mesotelioma pleurico e morì l’anno successivo, a soli 72 anni. La consulenza tecnica d’ufficio ha confermato l’esposizione prolungata e l’evidente nesso causale con la patologia tumorale. Il tribunale ha stabilito che il ministero della Difesa non mise in atto le necessarie misure di protezione per tutelare la salute del personale, sebbene la pericolosità dell’amianto fosse già nota all’epoca.
Bonifica dei siti contaminati
“È l’ennesima conferma di un dramma silenzioso che ha colpito centinaia di militari italiani – commenta l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto e difensore dei familiari -. Il Ministero deve ora avviare una sorveglianza sanitaria per tutti coloro che hanno servito nel passato e completare la bonifica dei siti contaminati. Ogni nuova sentenza ricorda che la prevenzione mancata si paga con la vita delle persone”.
Il giudice ha riconosciuto il danno da perdita del rapporto parentale: a testimonianza della gravità del danno affettivo e umano provocato dalla morte di Rocco Gerardo Gatto, alla moglie e ai figli andrà un risarcimento importante, che vale più come atto di giustizia e riconoscimento del dolore che come compensazione economica. L’importo complessivo, pari a quasi un milione di euro, restituisce almeno in parte la dignità negata per anni a questa famiglia.
Morti per amianto in marina
Questa nuova condanna contro il ministero della Difesa si aggiunge alle numerose già ottenute dall’Ona, che da anni chiede bonifiche, controlli sanitari e giustizia per le vittime dell’amianto nelle forze armate. Altri risarcimenti erano stati ottenuti nel giugno di quest’anno dai familiari di un ufficiale della marina di Roma scomparso a causa di un mesotelioma pleurico contratto durante il servizio. Nel settembre 2024 l’Ona permise ai familiari di un altro militare della marina di Albano Laziale di ottenere un risarcimento dal ministero della Difesa di 195mila euro.
Centinaia di morti per amianto
L’Osservatorio nazionale amianto denuncia già nel lontano 2015 l’impressionante numero di casi di malattie correlate tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare Italiana: almeno 570 casi di mesotelioma accertati. “Quello che succede in Italia con le stragi silenziose dell’amianto è una ferita aperta. Non solo per le tonnellate ancora da smaltire, ma soprattutto per i tanti orfani che ha lasciato che devono lottare con lunghissime cause giudiziarie per il riconoscimento di un diritto sacrosanto”, il commento dall’Ente che lotta da anni contro la fibra killer presente ancora oggi in troppe costruzioni.
Esposizione dei lavoratori all’amianto: ok al decreto che abbassa limite da 100mila a 2mila fibre per mc
Via libera preliminare del Consiglio dei Ministri al D.Lgs. di recepimento della direttiva UE 2023/2668
Rafforzare in modo significativo la protezione dei lavoratori esposti all’amianto. È questo l’obiettivo del decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2023/2668 (che modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione all’amianto), approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri nella riunione di mercoledì 8 ottobre.
Il limite di esposizione scende da 100.000 a 2.000 fibre per mc
Il decreto abbassa drasticamente il limite di esposizione professionale, da 100.000 a 2.000 fibre per metro cubo.
Priorità di rimozione e formazione dei lavoratori
Si introduce l’obbligo di valutare la priorità di rimozione dell’amianto in edifici e navi e di assicurare l’adeguata formazione dei lavoratori.
Esteso a 40 anni l’obbligo di conservazione dei documenti
Viene esteso a 40 anni (dopo la fine dell’esposizione) l’obbligo di conservazione delle cartelle sanitarie e della documentazione sulla formazione e sull’esposizione, a tutela della salute a lungo termine.
Amianto killer nelle scuole italiane: oltre 400mila tra studenti e docenti esposti ogni giorno, 2.500 istituti ancora contaminati nonostante i divieti. L’allarme choc dell’Osservatorio Nazionale: “Una bomba sanitaria”
L’emergenza amianto nelle scuole assume proporzioni drammatiche secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Amianto. Ben 2.500 istituti scolastici risultano ancora contaminati da materiali contenenti la fibra killer, con un’esposizione che coinvolge circa 352.000 studenti e 50.000 operatori tra docenti e personale ATA.
L’VIII rapporto ReNaM certifica una realtà allarmante: fino al 2021 sono stati registrati 158 casi di mesotelioma tra il personale della scuola, mentre nel decennio 2015-2025 si contano oltre 100 nuove diagnosi. I numeri testimoniano una minaccia sanitaria ancora molto attiva negli ambienti educativi del Paese.
Il panorama nazionale della contaminazione
Il territorio italiano nasconde una bomba sanitaria costituita da 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, distribuiti su circa un milione di siti. La mappatura dell’Ona evidenzia 50.000 siti industriali e 40 aree di interesse nazionale, inclusi i tristemente noti poli di Casale Monferrato, Bari e Broni. La contaminazione non si limita alle scuole: risultano a rischio 1.000 biblioteche, 250 ospedali e una rete di oltre 300.000 chilometri di tubature realizzate con materiali pericolosi. Gli impianti sportivi costruiti prima del 1993 rappresentano un ulteriore capitolo di questa emergenza nazionale che causa annualmente 7.000 decessi per mesoteliomi, asbestosi e carcinomi polmonari.
Morti sul lavoro, 8 persone hanno perso la vita in diversi incidenti tra ieri e oggi
Ieri 2 tecnici sono morti all’Università Humanitas di Pieve Emanuele (Mi) mentre caricavano una cisterna di azoto liquido. A Nichelino (To) il titolare di un’officina è caduto da un’impalcatura. Stessa fine per un operaio a Loreggia (Pd). Un camionista a Capaci (Pa) travolto dal suo tir. Un agricoltore, vicino Pisa, ucciso dalla trebbiatrice. Oggi un operaio investito sull’A14 e un muratore deceduto a Mesagne (Br) mentre ristrutturava palazzina. Sindacati chiedono più sicurezza. Ministro Orlando: piano in arrivo
Otto persone hanno perso la vita tra ieri, martedì 28 settembre, e oggi in diversi incidenti mentre stavano lavorando. Ieri Emanuele Zanin, 46 anni, e Jagdeep Singh, 42, sono morti all’Università Humanitas di Pieve Emanuele, nel Milanese, mentre caricavano una cisterna di azoto liquido. A Nichelino, nell’hinterland di Torino, il titolare di un’officina meccanica, Leonardo Perna di 72 anni, è morto cadendo da un’impalcatura alta 2 metri. Un altro operaio che lavorava nella ditta Lavor Metal a Loreggia, nel Padovano, è deceduto dopo essere caduto da un’impalcatura di 5 metri. Un camionista a Capaci, Giuseppe Costantino, è stato travolto dal suo tir. In serata un agricoltore è morto nella provincia di Pisa dopo essere stato praticamente decapitato dalle lame di una trebbiatrice. Oggi un operaio è stato travolto sull’A14 e un muratore è deceduto a Mesagne (Br) mentre ristrutturava una palazzina. I sindacati hanno chiesto di nuovo più sicurezza. Il ministro Andrea Orlando ha assicurato che il piano sicurezza arriverà nelle prossime settimane.
I due tecnici morti all’Università Humanitas di Pieve Emanuele
La scia di sangue sul lavoro ieri è iniziata a Pieve Emanuele (Milano), dove nel campus universitario Humanitas, collegato all’omonimo ospedale, un getto di azoto liquido ha investito due tecnici di un’azienda esterna causando ustioni da congelamento. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro dell’autocisterna con cui stavano effettuando il rifornimento di azoto liquido e del serbatoio-cisterna in cui viene depositato il liquido che è usato nei laboratori dell’università per crioconservare cellule. Emanuele Zanin, bresciano di 46 anni, e Jagdeep Singh, indiano di 42, lavoravano per la Autotrasporti Pé, specializzata in trasporti criogenici e dotata di certificazioni specifiche. I loro corpi, su cui è stata disposta l’autopsia, sono stati trovati a terra in fondo a un locale a cielo aperto, una sorta di incavo che contiene il serbatoio-cisterna, mentre l’autocisterna era a fianco del serbatoio. Una delle ipotesi è che siano stati investiti da una perdita di azoto. Al caso lavorano i carabinieri e il personale dell’Ats di Milano per verificare se ci siano stati errori nella manovra o mancanze strutturali.
Il titolare di un’officina morto a Nichelino
Indagini anche su un altro incidente mortale accaduto a Nichelino, nell’hinterland torinese. Il titolare di un’officina, Leonardo Perna di 72 anni, è caduto da un’impalcatura alta 2 metri in un’officina meccanica in via XXV Aprile. Nella caduta avrebbe sbattuto violentemente la testa. Al momento dell’incidente l’uomo era solo e i primi a dare l’allarme sono stati i dipendenti di una ditta vicina all’officina, accorsi dopo aver sentito dei rumori. All’arrivo dei soccorritori il 72enne era già morto.
Un imbianchino morto a Loreggia
Morte anche a Loreggia, in provincia di Padova: Valerio Bottero, imbianchino di 52 anni, è caduto da un’impalcatura alta 5 metri ed è deceduto sul colpo. L’uomo era titolare di una ditta di tinteggiatura e stava lavorando a una facciata dell’azienda Lavor Metal, di cui non era dipendente diretto. Accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente e verificare eventuali violazioni in tema di sicurezza sul lavoro.
L’autista di un tir morto a Capaci
Ieri è morto anche Giuseppe Costantino, 52 anni. L’uomo aveva finito le operazioni di carico e scarico della merce a Capaci ed era andato nella parte posteriore del suo tir per alcune verifiche. Il mezzo però si è messo in movimento e ha travolto e ucciso l’autista.
Un imprenditore agricolo morto a Pontasserchio
Ieri sera, un imprenditore agricolo di 54 anni è morto dopo essere stato praticamente decapitato dalle lame di una macchina agricola, una trebbiatrice, a Pontasserchio, in provincia di Pisa. Secondo una prima ricostruzione, l’agricoltore sarebbe stato risucchiato dalle grosse lame del mezzo agricolo dopo essersi accovacciato per verificare se la macchina avesse avuto un guasto o comunque un altro problema che ne impediva il corretto funzionamento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per liberare il corpo rimasto intrappolato nel macchinario e i carabinieri per ricostruire la dinamica.
Un operaio travolto sull’A14
Morti sul lavoro anche oggi. Poco prima delle 8, sull’autostrada A14 Bologna-Taranto, nel tratto tra Poggio Imperiale e San Severo in direzione di Bari, c’è stato un incidente e un addetto di una ditta esterna – all’altezza del km 528 – è morto dopo essere stato investito da un mezzo pesante durante la fase di installazione di un cantiere. L’ufficio stampa di Autostrade ha spiegato che il “cantiere era correttamente presegnalato”. L’operaio che ha perso la vita aveva 47 anni ed era campano.
Un muratore morto mentre ristrutturava palazzina
A Mesagne, in provincia di Brindisi, un muratore di 42 anni, Benito Branca, è morto mentre stava ristrutturando una palazzina. A quanto si apprende, l’uomo si trovava sul marciapiedi quando sono crollati l’impalcatura, il balcone e parte del solaio e le macerie lo hanno schiacciato. Il muratore era titolare di una ditta individuale.
No, non è una tragica fatalità. Sono morti veri. Sul lavoro
Francesco Stella 38 anni, Alessandro Losacco 59 anni, Roberto Zanoletti 56 anni, Carmelo Longhitano 51 anni, Gino Creuso 62 anni, Rocco D’Ascanio 68 anni, Claudio Garassino 54 anni, Patrizio Spasiano 19 anni, Pompeo Mezzacapo 39 anni, Luca Guerrini 52 anni, Luca Oldano 32 anni, Mario Morina 59 anni, Petre Zaim 58 anni, Cheikh Ndiaie 32 anni, Felice Ferrara 44 anni, Charles Outtier 25 anni, Lello Di Giovambattista 63 anni, Gabriele Raimondo 33 anni, Marjorie Angela García Cruzn 48 anni, Sergio Michele 57 anni, Eugen Daniel Vasiliu 39 anni, Mauro Stocco 57 anni, Maicol Affatato 26 anni, Carlo Biffi 59 anni, Adriano Rigon 65 anni, Alessandro Brunello 49 anni, Cosimo Demola 48 anni, Kiro Novoselski 56 anni, Sebastiano Torregiani 27 anni, Antonino Curro 36 anni, Giuseppe Lonoce 65 anni, Giancarlo Ferretti 63 anni, Lorenzo Bertanelli 36 anni, Antonio Pirretti 50 anni, Luca Parisi 48 anni, Francesco Mansueto 61 anni, Michele Giangregorio 45 anni, Giacomo Maimonte 55 anni, Manuel Vargiu 45 anni, Raffaele Sicari 26 anni, Michele Bernardi 44 anni, Antonio Fabiano 46 anni, Gianni Caula 57 anni, Giorgio Bedini 82 anni, Giuseppe Poppiti 52 anni, Mehmet Xibraku 67 anni, Andrea Canzonieri 21 anni, Thomas Gobbi 35 anni, Aurelian Vinau 41 anni, Francesco Ionadi 62 anni, Agostino Bordogni 55 anni, Alessandro Guerra 54 anni, Fabrizio Casafina 57 anni, Umberto Coghetto 27 anni, Peter Nussbaumer 23 anni, Sanderson Mendoza 26 anni, Casafina, Antonio Alongi 55 anni,Tommaso Geremia 40 anni, Roberto Falbo 53 anni, Marius Bochis 41 anni, Gian Paolo Bernieri 63 anni, Nicola Di Vito 32 anni, Daniel Tafa 22 anni, Nicola Sicignano 50 anni, Umberto Rosito 38 anni, Federico Ricci 30 anni, Tommaso Altobelli 60 anni, Francesco Procopio 57 anni, Nazareno Bistosini 63 anni, Paolo Cervini 57 anni, Domenico Brega 58 anni, Paolo Mariottoni 56 anni, Giuseppe Scarpato 54 anni, Sabatino D’Alberto 71 anni, Francesco D’Alo 59 anni, Pietro Zito 35 anni, Massimo Mirabelli 76 anni, Claudio Clementoni 57 anni, Yassine operaio di 17 anni, Pasquale Mastrototaro 55 anni, Antonio Maiorano 54 anni, Un operaio di 34 anni, morto dopo una settimana di agonia, Carmine Parlato 59 anni, Nunzio Mazzone 65 anni,Massimo Caliciuri 53 anni, Simone Marolla 45 anni, Eugenio Candi 75 anni, Nicola Marino 59 anni, Antonio Rapisarda 65 anni, Stefano Vitali 59 anni, Christian Rossetti 49 anni, Marino Zaltron 58 anni, Paolo Lambruschi 59 anni, Moamen Khairy Selim Osman 35 anni, Paolo Straulino 50 anni, Raffaele Galano 58 anni, Stefano Alborino 47 anni, Roberto Vitale 60 anni, Endrit Ademi 24 anni, Yasslne Guerouahl 30 anni, Jilali Sejdi 48 anni, Ahmed Mehmed 59 anni, Robcornelis Maria Huijben Uiben 39 anni, Remzi E. 46 anni, Stefano Di Lorenzo 55 anni, Lutfi Ferhati 57 anni, Raffaele Bottalico 23 anni, Mario Serafinelli 64 anni, Anna Chiti 17 anni, Un operaio di 61 anni, Domenica Russo 43 anni, Fatmir Bici 56 anni, Antonio Meloni 76 anni, Victor Durbala 25 anni, Paolo Rigoni 71 anni, Ciro Amalfitano 62 anni, Cristian Barbagli 41 anni, Paolo Vallan 58 anni, Agostino Scavo 71 anni, Salvatore Cugnetto 55 anni, Carmelo Magistro 48 anni, Astrit Elezi 38 anni, Razvan Iulian Gurau 26 anni, Antonio Demasi 60 anni, Ferdinando Roma 35 anni, Michele Maravita 55 anni, Samuel Scacciaferro 26 anni, Gjovalin Qosaj 47 anni, Vito Penna 55 anni, Elio Reina 65 anni, Carmine Vitolo 55 anni, Giovanni Sanfilippo 60 anni, Alessandro De Marchi 62 anni, Adriano Mazzelli 53 anni, Antonio Patitucci 57 anni, Diego Prianti 52 anni, Sankinder Singh 60 anni, Un operaio di 63 anni, un operaio di 55 anni, Mariano Bracalenti 56 anni, El Kahabch Abdelmajid 48 anni, Sergio Albanese 66 anni, un operaio di 50 anni, Li Changsheng 54 anni, Claudio Ercoli 67 anni, Musiliu Sunmola 59 anni, Marino Bocchi 61 anni, Ruben David Hinostroza Huaytalla 55 anni, Anamaria Galusca Kadar 44 anni, Francesco Boattini 43 anni, Biagio Rizzo 37 anni, Luciano Scrocca 61 anni, Un operaio di 58 anni, Aldo Civillini 49 anni, Pier Luigi Dalle Vedove 67 anni, Un operaio di 41 anni, Paolo Fortini 64 anni, Giuseppe Cervillera 66 anni, Franco La Cava 61 anni, Cosimo Granieri 54 anni, Ciro Pierro operaio di 62 anni, Luigi Romano operaio di 67 anni, Vincenzo Del Grosso operaio 54 anni, ieri sono morti sul lavoro, per il cedimento dell’impalcatura, precipitando da un’altezza di 20 metri a Napoli.Michele Fuedda 39 anni, Pashtrik Krasniqi 21 anni, Abdou Mustafa Ziad Saad, 21 anni e Abdelwahab Hamad Mahmoud Sayed, 39 anni, Antonio Arcuri 48 anni, Mario Malzani 50 anni, Cesare Guido 60 anni, Giovanni Faniulo 46 anni, Pasquale Dinoi 53 anni, Un operaio di 67 anni, Antonio Di Stefano 58 anni, Cosimo Palmigiano 45 anni, Sergio Casarano 65 anni, Hussain Mazammal 28 anni, Un operaio di 52 anni, Vladimir Valah 53 anni, Massimiliano Bona 55 anni, Paolo Sella 67 anni, Christian Herin 44 anni, Un operaio di 42 anni, Fabio Crecchi 58 anni, Stefano Cristinel Craescu 46 anni, Un operaio di 40 anni, Antonio Arena 64 anni, Antonio Travaglini 48 anni, Demetrio Rim 58 anni, Yosif Gamal, detto Jimmy, 69 anni, un operaio di 48 anni, Salvatore Sorbello 53 anni, Daniele Cucchiaro 47 anni, Francesco Ortucci 55 anni, Tiziano Bonacorsi 59 anni, Davide Rao 55 anni, Stefano Bottaro 61 anni, Jihed Selmi 36 anni, Fabio Gonelli 62 anni, Pasquale Di Vita 51 anni, Ciro Minopoli 50 anni e Antonio Diodato 60 anni, Rosario Di Palma 51 anni, Petru Vintila 53 anni, Vito Sansanelli 62 anni, Antonio Picco 49 anni, Carola Dettoma 49 anni.
Dottoressa muore in Sardegna, medici puntano il dito sul super-lavoro
A 38 anni trascura un malessere pur di assistere 5mila pazienti
presidente della Federazione degli Ordini dei medici Fnomceo, Filippo Anelli, l’ha definita “un’altra inaccettabile morte sul lavoro”, perchè Maddalena Carta – medico di famiglia di 38 anni, unico punto di riferimento per circa 5mila pazienti a Dorgali, in provincia di Nuoro – sarebbe deceduta dopo aver trascurato un malessere, probabilmente per non lasciare da soli i suoi assistiti vista l’assenza per malattia degli altri due medici di famiglia dell’area.
La sua situazione clinica si è però aggravata, sino a renderne necessario il ricovero all’ospedale San Francesco di Nuoro e poi il trasferimento in elisoccorso al Brotzu di Cagliari, dove ieri si è spenta.
Morti sul lavoro, donna di 24 anni muore nel Biellese
a vittima, Carola Dettoma, è caduta da cavallo ed è andata in arresto cardiaco in una cascina a Cossato. Sul posto è intervenuto il 118. Sono presenti carabinieri per gli accertamenti
Una donna di 24 anni è morta in un incidente sul lavoro in una cascina a Cossato, in provincia di Biella. La vittima, Carola Dettoma, residente a Lessona, è morta per arresto cardiaco dopo essere caduta da cavallo nell’allevamento in cui lavorava di Cascina San Grato. Sul posto è intervenuto il 118, ma le sue condizioni erano troppo gravi. Gli accertamenti del caso sono condotti dai carabinieri di Cossato, dal Nucleo dell’ispettorato del lavoro e dallo Spresal.
Antonio Maione cade da una scala nella palestra in ristrutturazione: morto a 55 anni dopo alcune ore di agonia. L’ipotesi del lavoro in nero
Ancora un incidente mortale in cantiere. La tragedia nella mattinata del 26 settembre a Chiaia, Napoli. Aperta un’inchiesta
Non ce l’ha fatta Antonio Maione, l’operaio 55enne trovato agonizzante con una grave ferita alla testa nella mattinata di venerdì 26 settembre all’interno di un’area sottoposta a ristrutturazione in una palestra a Chiaia, in via dei Mille.
L’incidente
L’uomo, caduto da una scala a chiocciola come hanno riferito alla polizia gli operai presenti sul posto, era stato ricoverato in un primo momento all’ospedale San Paolo e successivamente trasferito nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Giovanni Bosco dove è deceduto. Sulla dinamica e le cause dell’infortunio sul lavoro indagano gli agenti del commissariato di polizia San Ferdinando. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta e disposto il sequestro dell’area in cui è avvenuto l’incidente mortale. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione lavorativa del 55enne: sono in corso accertamenti sull’ipotesi che potesse essere impiegato in nero. La salma è stata sottoposta a sequestro ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel Milanese e Vicentino. Le vittime avevano 62 e 50 anni
Due nuovi morti sul lavoro, a distanza di poche ore, nel Nord Italia: un autista di camion è stato colpito da una trave in un capannone nel Vicentino e un operaio è morto schiacciato da un macchinario nel Milanese.
L’escalation di infortuni mortali non si ferma e il quadro si fa sempre più allarmante.
La Uil Veneto invoca per l’ennesima volta “maggior sicurezza” e chiede che “si fermi la corsa al profitto”.